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Il vino incontra il digitale

Jenny Viant Gómez a Job Digital Lab

Il vino incontra il digitale

Il vino incontra il digitale

Job Digital Lab con ING Italia: Jenny Viant Gómez racconta come ha trasformato la passione per il mondo vitivinicolo in un lavoro

"Quello sono riuscita a fare lo devo soprattutto a tre fattori", racconta Jenny Viant Gómez, giornalista eno-gastronomica e conduttrice tv. "Autostima, appoggio familiare e formazione". Jenny ha fondato l'agenzia di comunicazione esperienziale MásWine e la comunità Pink Panel®. È la delegata Abruzzo dell'associazione nazionale Le donne del vino. Ha raccontato la sua storia durante l’evento Job Digital di Pescara.

Con l'aiuto di Nicoletta Vulpetti, appassionata di racconti d'identità, arricchiamo anche la terza edizione del programma formativo, ideato con ING Italia, con le storie delle persone protagoniste di un cambiamento, personale e di comunità.

 

A parlare di vino, fino a pochi anni fa, erano solo gli uomini.
Suscita ancora molta curiosità il fatto che io, donna e nata a Cuba, dove mojito, birra e rhum vanno per la maggiore, mi occupi di vino.  Paradossalmente è proprio per questo che, arrivata in Italia, mi sono appassionata al mondo vitivinicolo.
È stato cruciale un breve soggiorno nelle Langhe, meta enoturistica per eccellenza. All’epoca ero quasi astemia, ma quel territorio ha avuto la capacità di solleticare il mio palato e il mio interesse. Da allora ho iniziato un percorso che non si è più fermato: dal diploma di sommelier AIS, 10 anni fa, fino alla formazione Wset (Wine and Spirits Education Trust), una delle più prestigiose qualifiche internazionali, basata sulla visione globale del vino e dei mercati.

Quello che sono riuscita a fare, lo devo soprattutto a tre fattori: l’autostima, innanzitutto.  In un settore come il mio, dove la presenza femminile è ancora marginale, avere una lucida percezione delle proprie risorse e dei propri limiti è indispensabile, per saper affrontare le inevitabili difficoltà. A queste, si aggiungono le mie origini: la nostra non è ancora una società aperta veramente al dialogo interculturale. 
Secondo aspetto importante, un solido appoggio familiare.
Terzo, investire sulla formazione.
Non c’è una competenza acquisita per sempre: occorre mantenere allenata l’attitudine a imparare, essere pronti a cogliere opportunità di crescita e miglioramento, ovunque si presentino.

Mettendo a frutto le potenzialità del digitale, ho fondato MásWine, un’agenzia-laboratorio di comunicazione esperienziale, con l’obiettivo di stabilire sinergie che vanno più in là del vino, proprio come indica l’avverbio “más”, che in spagnolo vuol dire “oltre, più”.
MásWine offre servizi alle aziende del settore eno-gastronomico e non solo: da corsi amatoriali di avvicinamento al mondo del vino, all’organizzazione di eventi; dall’ufficio stampa alla comunicazione sul web. 

Cogliendo le opportunità del mondo digitale, ho partecipato alla prima edizione dell’Italy Ambassador Awards come content creator e micro influencer. Un reel di un minuto dedicato alla sostenibilità della filiera agroalimentare made in Italy, mi è valso l’ingresso in semifinale.
Da MásWine è nato anche il Pink Panel®: un gruppo di assaggio tutto al femminile.
Raggruppa esperte ed enoappassionate, con l’obiettivo di assaggiare vini che giungono da tutta Italia. Non si attribuiscono punteggi, ma si evidenziano gli abbinamenti che saranno oggetto di successive cene conviviali aperte a tutti. Ci riuniamo una volta al mese in luoghi sempre diversi.
Il Pink Panel sta dando risultati ben oltre le attese: degustando tra donne si crea un clima di armonia e convivialità.

Una situazione ottimale per confrontare idee, far nascere amicizie e sviluppare progetti in rosa.   

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