Intelligenze al femminile nell'IA: la storia di Andrea, tra artigianato e innovazione
Nell’ambito del progetto Intelligenze al femminile nell’IA, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e finanziato dal Centre for Public Impact grazie a Google.org AI Opportunity Fund, la storia di Andrea Leite Cavalcanti racconta come l’intelligenza artificiale possa diventare una preziosa alleata anche nelle professioni più legate al sapere artigianale.
Nata nel 1968, residente a Perugia e titolare dell’impresa individuale Myideart, Andrea ha partecipato al percorso formativo realizzato tra maggio e luglio 2026 in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria e il Punto Impresa Digitale.
Dopo aver completato il corso Google AI Essentials su Coursera, Andrea ha consolidato le competenze acquisite grazie ai moduli pratici e agli incontri di approfondimento organizzati dalla Fondazione Mondo Digitale e condotti dal formatore Massimo Marzocco. Un percorso che le ha permesso di sperimentare concretamente l'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa nella sua attività quotidiana di artigiana orafa e commerciante, dalla progettazione dei gioielli alla gestione della propria impresa.
L’intervista
Andrea, ci racconti un po’ della tua storia e di come nasce la tua passione per l'artigianato.
“Io nasco come artigiana nell’essenza, sono una che lavora con le mani da sempre. Sono brasiliana e mi sono trasferita in Italia nel 1989; da allora faccio bigiotteria, perché il mondo dei gioielli è sempre stato la mia passione. Nel 2021 ho aperto la mia ditta individuale, Myideart. Attualmente la mia attività è registrata come commerciante perché ho anche un altro lavoro nell'azienda di famiglia, ma l'artigianato è il mio “piano B” che sto sviluppando per il futuro. Realizzo modelli in cera che poi mando in fusione per trasformarli in pezzi in bronzo o argento”.
Cosa ti ha spinto a iscriverti a un corso sull'intelligenza artificiale, partendo da una conoscenza iniziale nulla?
“È stata la curiosità. Ho una figlia grafica che mi faceva usare Chat GPT per cose molto semplici e banali, e questo mi ha incuriosita. Volevo capire se potesse essere una risorsa importante anche per altri ambiti che non sapevo sfruttare bene. Ho visto qualcosa sui social, mi sono informata sul sito della Fondazione e mi sono iscritta. Volevo migliorare i processi operativi e mantenere l'azienda competitiva, soprattutto nelle aree creative e di marketing”.
Per una creativa che lavora con le mani, come è stato l’impatto con l’IA? La vedi come un ostacolo o un supporto?
“Inizialmente la guardavo con un po' di diffidenza. Noi artigiani sappiamo che in un pezzo fatto a mano si vede l’imperfezione, la scintilla che non è partita; l'IA non potrà mai replicare esattamente quello che facciamo noi. Però è un grande aiuto. Ad esempio, quando un cliente mi chiede un preventivo, io faccio il modello in cera e chiedo all'IA di mostrarmi come verrebbe in bronzo o in argento: mi dà dei render approssimativi che aiutano il cliente a visualizzare il colore e l’effetto finale”.
Ci sono altri modi pratici in cui utilizzi questi strumenti nel tuo lavoro?
“Sì, per la parte tecnica è eccezionale. Mi aiuta in calcoli complessi che per me, che sono “nata ieri” come gioielliera, sono fondamentali. Di recente ho creato un anello: ho preso le misure del mio modello in cera, ho dato le informazioni all'IA e le ho chiesto di posizionare un'iniziale e di dirmi quanti diamanti da 0.01 ct sarebbero serviti. Mi ha dato un risultato molto preciso che poi ho potuto sottoporre agli esperti della fonderia per la realizzazione finale. Mi ha fatto risparmiare un sacco di tempo”.
Oltre alla parte creativa, come ti aiuta l’IA nella gestione quotidiana della tua impresa?
“Io faccio tutto da sola: dalla creazione del pezzo alla contabilità, dalle email ai post per Instagram. L'IA mi permette di essere contemporanea. Mi dà l'idea di “camminare con i tempi”, di non essere rimasta indietro nonostante i miei quasi 60 anni. Mi aiuta a creare contenuti per i social con una grafica specifica, cosa che prima non immaginavo nemmeno di poter fare. È come avere del personale che ti aiuta a gestire tutto, basta sapersi organizzare”.
Che consiglio daresti ad altre donne o imprenditrici che guardano a questa tecnologia con timore?
“Direi di abbassare la guardia e di conoscere. Solo con la conoscenza si può giudicare se una cosa è buona o meno per la propria attività. Molti pensano che con l'IA sia “tutto finto”, ma non è così. È uno strumento, come lo è stato internet a suo tempo, che va usato nel modo giusto e che può dare un aiuto enorme, soprattutto a chi fa lavori manuali e deve gestire tutto in autonomia”.




Intervista a cura di Alberta Testa, social media manager