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"Ho rotto il ghiaccio con l'intelligenza artificiale"

Intelligenze al femminile nell’IA: le esperienze di Mirca e Michela

"Ho rotto il ghiaccio con l'intelligenza artificiale"

"Ho rotto il ghiaccio con l'intelligenza artificiale"

Intelligenze al femminile nell’IA: le esperienze di Mirca e Michela

Secondo il recente studio Labor market impacts of AI: A new measure and early evidence di Anthropic, i lavoratori nelle professioni più esposte all’intelligenza artificiale hanno una probabilità significativamente maggiore di essere donne. In particolare, nei ruoli con la più alta esposizione ai sistemi basati sui Large Language Model, la presenza femminile supera di 16 punti percentuali quella dei gruppi meno esposti. Un dato che sposta il punto di vista: la formazione tecnologica non è più solo un’opportunità di crescita, ma una leva strategica per la resilienza economica e professionale delle donne. In questo scenario si inserisce il progetto Intelligenze al femminile nell’AI, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale e finanziato dal Center for Public Impact nell’ambito del Google.org AI Opportunity Fund. L’obiettivo è rafforzare competenze e fiducia in 400 imprenditrici e professioniste, contribuendo a ridurre un divario di genere che vede l’Italia ancora all’87° posto nel Global Gender Gap Index.

Le storie di Mirca Bottazzo, titolare di una storica tabaccheria nel cuore di Venezia, e Michela Grassetto, socia di un’azienda di grafica e comunicazione, raccontano in modo concreto cosa significa oggi avvicinarsi all’intelligenza artificiale: tra curiosità, sfide quotidiane e nuove possibilità di applicazione.

Cosa vi ha spinto a partecipare a questo corso?
Michela: “Ho scoperto l'opportunità tramite la newsletter della Camera di Commercio. Sebbene inizialmente avessi una certa diffidenza e tendessi a non approfondire il tema dell'IA, mi sono data l’obiettivo di fare un corso di formazione perché ero consapevole della sua potenziale utilità nel mio lavoro. In particolare, volevo capire come utilizzare l'intelligenza artificiale per l’analisi dei dati aziendali e per migliorare la gestione dei processi amministrativi”. 
Mirca: “Io ho saputo del corso tramite Confcommercio. Non avevo alcuna conoscenza previa sull'intelligenza artificiale, ma volevo informarmi e comprendere meglio questo ambito. Alla soglia dei 60 anni, sento che è fondamentale "restare sul pezzo" e non lasciare indietro nulla di ciò che il mondo del lavoro offre oggi”.

Com’è stato il vostro primo approccio con le tecnologie proposte?
Michela: “Abbiamo seguito il percorso online tramite la piattaforma Coursera con il programma "Google AI Essentials". È stato molto utile per avere una panoramica specifica, non più solo generica, sui vari strumenti a disposizione e sui loro esatti utilizzi”. 
Mirca: “Seguire le lezioni online è stata un'ottima opportunità, perché mi ha permesso di conciliare la formazione con la gestione del mio negozio. È stato comunque molto interessante confrontarsi con i docenti e ascoltare le idee delle altre imprenditrici”.

Qual è la lezione più importante che avete portato a casa?
Michela: “Un aspetto fondamentale è stato imparare a prestare maggiore attenzione alla sensibilità dei dati: ora so che certe informazioni aziendali non vanno condivise con le piattaforme. Inoltre, ho scoperto strumenti come NotebookLM, che mi permette di fare ricerche specifiche su argomenti inseriti da me, superando i limiti di una ricerca generica”. Mirca: “Ho iniziato a capire come "dare gli input", ovvero come formulare i messaggi per far sì che l'IA risponda in modo preciso e verosimile, riducendo gli errori. Anche se nell'ambito privato ho visto che si può organizzare di tutto, persino una cena tra amici, nel lavoro sto ancora cercando la chiave giusta per applicarla alla mia attività specifica”.

Ci sono aspetti che vorreste approfondire in futuro?
Michela: “Mi occupo di amministrazione da dieci anni e mi sarebbe piaciuto un focus più spinto sull'elaborazione dei numeri, mentre il corso era forse più orientato alla comunicazione. Un approfondimento verticale per settore sarebbe un valore aggiunto enorme”.
Mirca: “Concordo sulla necessità di percorsi mirati per tipologia di attività. Essendo una tabaccheria, a volte faccio fatica a vedere l'applicazione pratica rispetto a chi si occupa di turismo o servizi, ma intanto ho rotto il ghiaccio e ho capito di cosa si tratta. Come si dice, non si è mai troppo avanti con gli anni per mettersi in gioco”.

Le storie di Mirca e Michela dimostrano che l’intelligenza artificiale non è un territorio riservato agli addetti ai lavori, ma una leva concreta di inclusione e resilienza economica. Attraverso moduli su prompting, produttività e uso responsabile, il progetto continua a rafforzare competenze strategiche e a promuovere una partecipazione più equa alla trasformazione digitale. 

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