Nella visione di Giorgia Moschini il confronto si trasforma in crescita condivisa
Una scuola fondata sul “noi” non è solo una comunità di docenti, ma un ecosistema educativo capace di coinvolgere tutti i protagonisti: studenti, famiglie, insegnanti e territorio. È questa la visione di Giorgia Moschini, insegnante di scuola primaria, animatrice digitale dell’istituto comprensivo Via Aretusa di Roma e formatrice di tecnologie digitali.
Nella nuova puntata della rubrica “Voci e volti dei docenti della Scuola del Noi”, Giorgia racconta il valore di una comunità professionale nata dal desiderio di condividere esperienze e confrontarsi con colleghi che vivono la scuola nelle sue molte sfaccettature. Un luogo in cui passione, entusiasmo e amore per l’insegnamento diventano terreno comune per generare nuove idee, rivedere le pratiche didattiche e affrontare insieme le sfide educative più attuali.
Il confronto con altri docenti le ha permesso di acquisire nuove competenze, sperimentare metodologie innovative e guardare al futuro degli studenti con una prospettiva più ampia. Anche sui temi complessi dell’intelligenza artificiale, del digitale e della cittadinanza, la comunità diventa uno spazio di consapevolezza e responsabilità: non per usare la tecnologia come scorciatoia, ma per comprenderla, guidarla e integrarla in modo critico nei percorsi di apprendimento.
Quale bisogno professionale o personale ti ha spinto ad entrare nella comunità dei docenti della Scuola del Noi?
Ho scelto di partecipare alla Scuola del Noi perché sentivo il desiderio di condividere le mie esperienze e, soprattutto, di confrontarmi con docenti che vivono la scuola in tutte le sue sfaccettature. Fin dai primi incontri, ho compreso quanto la passione, l’entusiasmo e l’amore per l’insegnamento fossero valori profondamente condivisi da molti dei colleghi incontrati lungo questo percorso.
Qual è, secondo te, l’obiettivo più importante della Scuola del Noi?
La Scuola del Noi mi ha aiutata a maturare una visione più chiara e consapevole del ruolo docente, facendomi percepire con forza il valore dell’appartenenza a una comunità professionale. Ritengo che il suo obiettivo più importante sia proprio quello di creare una rete di persone unite dalla volontà di condividere idee, riflessioni, competenze e obiettivi comuni, nella convinzione che il confronto rappresenti una risorsa fondamentale per la crescita di ciascuno.
In che modo il progetto ti aiuta a preparare i tuoi studenti al presente, non solo al futuro?
L’esperienza vissuta ha avuto ricadute significative anche sui miei studenti. Da un lato, mi ha permesso di trasferire in classe nuove conoscenze e competenze acquisite durante il percorso; dall’altro, mi ha aiutata a guardare al loro futuro con una prospettiva più ampia, capace di andare oltre le esigenze immediate per abbracciare le sfide e le opportunità che li attendono nel lungo termine.
Ti senti più preparato ad affrontare temi complessi come IA, digitale, cittadinanza?
Grazie alla comunità ho avuto l’opportunità di rivedere alcune delle mie pratiche didattiche, aprendomi a metodologie innovative e a modalità di lavoro differenti. Particolarmente preziosa è stata la possibilità di condividere dubbi, domande e criticità con altri docenti: dal dialogo e dal confronto sono nate nuove idee, soluzioni e spunti di riflessione che hanno arricchito il mio modo di insegnare. Un contributo importante è arrivato anche nell’approfondimento di tematiche complesse e attuali, come l’Intelligenza Artificiale. Il confronto con colleghi esperti e la partecipazione alle attività della comunità mi hanno consentito di acquisire competenze più solide e una maggiore consapevolezza nell’affrontare questi argomenti.
Che responsabilità senti oggi come docente nell’era dell’IA?
Il mio sogno è contribuire alla costruzione di una scuola fondata sul “Noi”: non soltanto una comunità di docenti, ma una comunità educativa capace di coinvolgere tutti i protagonisti del mondo della scuola - studenti, famiglie, insegnanti e territorio - facendo del dialogo e della collaborazione la propria missione.
Nell’era dell’Intelligenza Artificiale sento inoltre una grande responsabilità educativa: quella di accompagnare i miei alunni a comprendere il valore di un utilizzo consapevole, critico e proattivo di questi strumenti. È importante che imparino a considerare l’IA non come una scorciatoia da utilizzare passivamente, ma come una risorsa da comprendere, guidare e integrare in modo intelligente nei propri percorsi di apprendimento e di crescita.
Cosa diresti a un docente che pensa di “non avere tempo” per entrare in una comunità?
Sono profondamente grata di aver scoperto la Scuola del Noi. In questi anni ho incontrato colleghi e colleghe che hanno arricchito il mio percorso professionale e umano, offrendo occasioni di confronto autentico e di crescita condivisa. Per questo motivo consiglierei a ogni docente di entrare a far parte di questa comunità: un’esperienza che amplia le proprie conoscenze, ma soprattutto lo sguardo con cui si osserva e si vive il meraviglioso mondo della scuola.