Main Menu

Job Digital Lab, le donne protagoniste d'impresa

Job Digital Lab, le donne protagoniste d'impresa

Job Digital Lab, le donne protagoniste d'impresa

Job Digital Lab, le donne protagoniste d'impresa

Testare, sbagliare, ricominciare: gli ostacoli illuminano nuove direzioni

Lo scorso 6 luglio, a Palazzo Giureconsulti in piazza dei Mercanti a Milano, si è tenuto WeLead. Protagoniste d’impresa, l’appuntamento che ING Italia e Fondazione Mondo Digitale hanno dedicato alle imprenditrici nell’ambito di Job Digital Lab. Settanta partecipanti, un pomeriggio costruito su testimonianze e pillole formative, con un obiettivo pratico: portare a casa non solo motivazione, ma strumenti da usare il giorno dopo.

Apre Inès Makula, che modera i saluti istituzionali: con lei Chiara Benedetta Cormanni (Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi), Anita Mancassola (Formaper e Punto Impresa Digitale), Cecilia Stajano (Fondazione Mondo Digitale) e Davide Colapietro (ING Italia). 

Poi prende la parola Nadine Methner, Head of Business Banking di ING Italia, che sceglie di parlare in italiano e racconta il proprio percorso: da una Baviera dove le donne non facevano carriera, fino ad Accenture, McKinsey e ING, con un filo rosso costante fatto di crescita, imprenditorialità e voglia di trasformare un’idea in realtà. Ricorda anche un dato che pesa: in Italia le imprenditrici sono solo il 15-17%, a fronte di una popolazione fatta per metà di donne, ed ecco perché iniziative come questa contano. Ai consigli dedica la parte finale, tre messaggi essenziali. Non cambiare i propri sogni, ma le regole del gioco: cita Angela Merkel che sblocca una trattativa al G7 spostando semplicemente l’ordine dei posti a tavola, stesse persone, risultato diverso. Considerare l’essere donna un vantaggio e non un limite, senza sentirsi in obbligo di apparire più dure: l’autenticità è un asset, non qualcosa da nascondere. E accettare il fallimento come parte del successo, spostando la domanda da “e se fallisco?” a “e se invece volassi?”.

Si prosegue poi con la storia di Alice e Giada Cancellario di Heloola, che raccontano il momento in cui hanno deciso di partire. Poi Giuliana Ubertini, di Happyspeaking, porta la prima pillola formativa, dedicata a comunicazione e public speaking, e fa lavorare la sala in movimento: le partecipanti si alzano, si mettono in coppia, cambiano posto, girano brevi video sul proprio business. Ubertini le accompagna attraverso quattro “voci”, una per colore: la gialla per rompere il ghiaccio, la verde per costruire fiducia, la blu per mostrare competenza, la rossa per chiudere con passione. Tra persone che non si conoscevano, l’interazione si costruisce in fretta e in modo sorprendente.

Dopo il coffee break, Francesca Serafin di Serà Fine Silk spiega come il digitale sia diventato un alleato del suo lavoro. Chiude la parte formativa Andrea Boscaro, di The Vortex, con l’intelligenza artificiale generativa applicata all’impresa: come usarla concretamente, dai prompt scritti bene al documento unico che tiene insieme obiettivi, messaggi e numeri di un team, fino agli agenti che eseguono compiti al posto nostro. Anche in questo caso l’intervento tiene la sala attenta fino alla fine.

Le conclusioni tornano a Inès Makula, intorno a un’idea: testare, sbagliare, ricominciare, perché gli ostacoli non sono che strumenti per illuminare direzioni che fino a un attimo prima non si riuscivano nemmeno a immaginare. Nell’aperitivo di networking, le conversazioni iniziate in sala sono proseguite tra i partecipanti, con la volontà evidente di consolidare quelle connessioni nate tra chi, fino a poche ore prima, non si conosceva.

Il racconto è di Nicoletta Vulpetti.

Altre notizie che potrebbero interessarti

Rimani aggiornato sulle nostre ultime attività, notizie ed eventi