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Cagliari chiude il tour di Coding Girls & Women

All’Università l’ultima tappa dell’anno scolastico 2025-2026. Con la scuola primaria

Cagliari chiude il tour di Coding Girls & Women

Cagliari chiude il tour di Coding Girls & Women

All’Università l’ultima tappa dell’anno scolastico 2025-2026. Con la scuola primaria

Con la tappa di Cagliari si chiude il tour dell’anno scolastico 2025-2026 di Coding Girls & Women, il programma della Fondazione Mondo Digitale che promuove competenze digitali, orientamento alle discipline Steam e partecipazione femminile nei percorsi scientifici e tecnologici.

Venerdì scorso 22 maggio, presso il polo Sa Duchessa dell’Università degli Studi di Cagliari, studentesse e studenti delle scuole superiori della Sardegna hanno partecipato all’hackathon finale Fai sentire la tua voce, dopo un percorso formativo su intelligenza artificiale, cybersecurity e comunicazione. Alla giornata hanno partecipato anche le bambine e i bambini della classe 5ª B della scuola primaria Efisio Carboni dell’istituto comprensivo Assemini 2, protagonisti di un momento speciale di confronto con docenti ed esperti sull’uso dell’intelligenza artificiale. 

Ad aprire la giornata sono stati i saluti di Gianni Fenu, prorettore vicario e delegato all’ICT dell’Università di Cagliari, Riccardo Scateni, direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, Maria Cristina Carrisi, referente per l’orientamento della Facoltà di Scienze, e Cecilia Stajano, responsabile delle comunità della Fondazione Mondo Digitale ETS. La giuria dell’hackathon era composta da Elisabetta Gola, prorettrice alla comunicazione dell’Università di Cagliari, Diego Reforgiato Recupero, coordinatore del corso di laurea in Informatica applicata e Data Analytics, e Stefano Federici, ricercatore in didattica dell’Informatica. 

Dalla primaria alle superiori
La specificità della tappa cagliaritana è il dialogo tra età diverse. Da una parte le bambine e i bambini della primaria raccontano che cosa hanno imparato sulla tecnologia e pongono domande agli esperti. Dall’altra, ragazze e ragazzi delle scuole superiori lavorano in team, costruiscono un pitch e presentano la propria soluzione davanti alla giuria. 
A formare le scuole sono Aurora Serra e Simone Dessí. Sono coinvolti l’ITE Pietro Martini di Cagliari, guidato dal dirigente scolastico Domenico Ripa; l’IIS Paglietti di Porto Torres, guidato dal dirigente Daniele Taras; l’IIS Francesco Ciusa di Nuoro, guidato dalla dirigente Silvia Meloni; il Liceo Giorgio Asproni di Iglesias, guidato dalla dirigente Daria Pisu; e la scuola primaria Efisio Carboni di Assemini, guidata dalla dirigente Monica Massenti
“È stata una giornata ricca di stimoli”, racconta Caterina Scotto Di Uccio, presente all’evento. “Mi ha colpito come i bambini della quinta elementare siano stati in grado di affrontare con maturità il tema dell’IA, comprendendo le potenzialità di questo strumento senza sottovalutarne i rischi. Dopo aver studiato l’IA in classe hanno posto agli esperti domande da esperti, come: cosa succede se due IA dialogano tra loro? L’IA potrà superare l’essere umano per intelligenza?”. 
Lo stesso sguardo ritorna nei lavori delle scuole superiori: “È stato interessante ascoltare i ragazzi e le ragazze che esponevano il proprio progetto davanti a una giuria di esperti e ai loro coetanei. Nonostante l’emozione, hanno affrontato la sfida con serietà e creatività, dimostrando di saper affrontare temi importanti con entusiasmo. Questo mi ha fatto pensare che il contributo di FMD è quello di incoraggiare ognuno a sprigionare il potenziale che ha”.

I progetti vincitori
Il premio come miglior progetto assoluto va a ParkAble AI, realizzato da Marco Rivella, Gabriele Cinus, Luca Orefice, Alessio Sanna e Manuel Schirru dell’ITE Pietro Martini. Il progetto affronta il problema della ricerca dei parcheggi, con un’attenzione specifica ai posti riservati alle persone con disabilità. La soluzione immagina un sistema capace di individuare in tempo reale i parcheggi liberi, riconoscere automaticamente dimensioni dell’auto e presenza del contrassegno, prevedere le fasce orarie di maggiore occupazione, suggerire percorsi alternativi e segnalare eventuali usi impropri dei posti riservati.

Il premio per il progetto più innovativo va ad AuraWear, realizzato da Angelica, Giulia, Lucia e Costanza del Liceo Giorgio Asproni di Iglesias. L’idea propone un ecosistema per la prevenzione del tumore al seno, con un indumento dotato di tecnologia integrata, un chip rimovibile e un’app pensata per accompagnare l’utente con promemoria, guida all’autopalpazione e accesso rapido a contatti e prenotazioni.

Il premio per il progetto più inclusivo va al team MCs dell’ITE Pietro Martini, composto da Matteo Devola, Matteo Carrus, Matteo Giua, Christian Melis e Michael Farris. Il progetto, intitolato MoveAble, unisce mobilità accessibile e logistica intelligente: un’unica app per prenotare trasporti adatti a persone con disabilità motorie, visive e uditive, gestire consegne con finestre orarie personalizzate, seguire il percorso in tempo reale e coordinare autisti, corrieri e volontari attraverso un sistema di matching basato sull’intelligenza artificiale.

Il premio per l’originalità va a Inside Out, progetto dell’IIS Francesco Ciusa di Nuoro, realizzato da Maria Zarra, Gianni Manca, Giannicola Spanu, Piermario Satta, Gianfranco Partenza e Luigi Fais. Il lavoro affronta il tema del benessere e della salute mentale, con un percorso divulgativo su equilibrio personale, ansia, attacchi di panico, depressione, stili di vita sani e strategie per chiedere aiuto quando necessario.

Competenze che diventano voce
La tappa di Cagliari conferma il metodo di Coding Girls & Women: imparare facendo, lavorare in gruppo, usare le tecnologie per leggere i bisogni della comunità e immaginare soluzioni possibili. L’hackathon diventa così uno spazio in cui le competenze digitali non restano astratte, ma si misurano con accessibilità, salute, mobilità, benessere e qualità della vita.

La voce dei protagonisti: tra creatività e futuro
Per i giovani partecipanti, l’informatica non è solo codice, ma uno strumento di espressione personale. Come sottolineato da una studentessa: "L'informatica è libertà perché mi permette di essere creativa ma allo stesso tempo di costruirmi un futuro su quelle che sono le mie passioni". Un altro studente ha aggiunto che questa disciplina rappresenta "la capacità di riuscire a realizzare qualsiasi idea si voglia attraverso il codice... rendere reale tutto quello che mi passa per la mente"
Il lavoro di squadra è stato il cuore pulsante della sfida. I vincitori del premio "Migliore in assoluto" hanno ricordato l'importanza del "lavoro di gruppo, il confrontarsi con gli altri e presentare un progetto su delle tematiche importanti". Anche i team premiati per l'innovazione hanno evidenziato come l'attività abbia aiutato a "creare un prodotto che possa aiutare anche le generazioni future in così poco tempo".

Una novità assoluta: l'IA spiegata ai più piccoli
L’edizione di quest’anno ha introdotto una novità significativa: il coinvolgimento di una scuola primaria (l'Istituto Comprensivo Assemini 2) per introdurre i fondamenti dell'IA ai bambini. La professoressa Maria Cristina Carrisi ha spiegato: "È stata sicuramente una grande sfida... C'è tanto bisogno che le persone imparino a utilizzare questi strumenti e imparino a utilizzarli in maniera consapevole".
L'entusiasmo dei bambini ha colpito anche i ricercatori. Andrea Pinna ha osservato che i più piccoli "hanno portato una visione nuova e fresca... domande altamente precise e interessanti che fanno riflettere anche noi adulti su quello che stiamo facendo". Sulla stessa linea, Ilaria Lunesu si è detta colpita da come bambini così giovani avessero "conoscenze sull'intelligenza artificiale non superficiali... come se l'avessero un po' iniziata a toccare con mano".
Verso una tecnologia più inclusiva
Il progetto Coding Girls mira a scardinare i pregiudizi di genere nel settore tecnologico. Aurora Serra, tutor e studentessa magistrale, ha descritto il suo ruolo come quello di una "role model": "Spero di avere in un certo senso innescato loro una scintilla... per intraprendere una carriera nel mondo dell'informatica".
La necessità di una visione pluralistica è stata ribadita da Andrea Pinna, il quale ritiene fondamentale "creare un'inclusività di genere all'interno di una tecnologia... perché l'unione delle visioni che possono avere uomo e donna... portano sicuramente un contributo migliore, un contributo completo a questa disciplina".
 
Un impegno per il territorio
L'iniziativa, sostenuta da partner accademici e istituzionali, rappresenta per Cagliari un momento di crescita collettiva. Secondo il prorettore Gianni Fenu, questo percorso aiuta i ragazzi a "capire l'importanza di un percorso che all'interno delle discipline digitali porta a un futuro, a una consapevolezza e al governo di alcune delle tematiche scientifiche di ricerca di innovazione".
L'evento si è concluso con la premiazione dei progetti che si sono distinti per inclusività, innovazione e originalità, lasciando nei partecipanti la consapevolezza che il digitale è, prima di tutto, un terreno di cittadinanza attiva

 

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