Quando la nostra comunità ha incontrato il “padre di Internet”
“Non ci resta che Wikipedia”... Si aprono così le pagine dedicate all’economia nell’ultimo numero de L’Espresso in edicola questa settimana. Anche l’enciclopedia libera compie 25 anni e il settimanale ripercorre la sua storia con un’intervista al fondatore Jimmy Wales, ricordando come Wikipedia sia diventata uno dei più straordinari esperimenti di conoscenza collaborativa della nostra epoca.
Nata nel 2001, Wikipedia ha dimostrato che la conoscenza può essere costruita collettivamente: milioni di persone in tutto il mondo scrivono, correggono, verificano e aggiornano voci che diventano patrimonio condiviso. Un modello che si fonda su una risorsa fragile e potente allo stesso tempo: la fiducia tra sconosciuti che collaborano per costruire sapere. Come ricorda Jimmy Wales, "Wikipedia è un modello di controllo condiviso che funziona ancora, dopo 25 anni".
È lo stesso spirito che negli anni ha guidato molte delle iniziative della Fondazione Mondo Digitale, impegnata a costruire comunità di apprendimento aperte, dove studenti, docenti, cittadini, artigiani e innovatori collaborano per sviluppare competenze e idee.
Nel 2015 una delegazione della comunità della Fondazione ha partecipato alla decima puntata di Innovation Game, il format di divulgazione tecnologica organizzato dal giornalista Riccardo Luna nell’ambito di Repubblica Next. Tra gli ospiti dell’incontro c’era Vint Cerf, uno dei padri di Internet.

Sul palco sono salite anche alcune delle storie che rendono viva la comunità della Fondazione. Come quella di Riccardo Pasquarelli, volontario della conoscenza della terza età, impegnato a insegnare l’uso del computer alle persone anziane spesso escluse dal mondo digitale. Oppure quella di Marco Borghetti, artigiano che ha sperimentato l’incontro tra manifattura tradizionale e fabbricazione digitale, utilizzando stampanti 3D e macchine a taglio laser per reinventare il proprio lavoro.


Tra i giovani protagonisti c’era anche Riccardo D’Aquino, studente dell’Istituto Pacinotti-Archimede di Roma e per molti anni formatore nei progetti della Fondazione. Con il suo team aveva sviluppato Digital Remote Engine, un sistema basato su scanner di codici a barre capace di trasferire automaticamente su smartphone la lista dei prodotti da acquistare, semplificando l’esperienza di acquisto. Il progetto nasceva proprio nei laboratori di robotica ed elettrotecnica della scuola.

Storie diverse, unite da un’idea comune: l’innovazione non è solo tecnologia, ma comunità, collaborazione e apprendimento continuo.
Durante l’incontro il direttore scientifico Alfonso Molina ha raccontato proprio questa visione: un ecosistema educativo che mette insieme scuole, cittadini, imprese e laboratori di innovazione per sviluppare quella che definisce “Educazione per la vita”, fatta non solo di conoscenze disciplinari ma anche di competenze per affrontare il cambiamento.
Nel dialogo con i giovani presenti, Vint Cerf ha lasciato un messaggio semplice e potente: "Internet aspetta le idee dei giovani".
A venticinque anni dalla nascita di Wikipedia, quella frase risuona ancora con forza. La rete può rendere possibile la condivisione della conoscenza su scala globale. Ma sono sempre le comunità di persone a darle significato e valore.

