Oggi 29 ottobre è la Giornata internazionale della cura e del sostegno
Prendersi cura significa esserci. Accompagnare una persona anziana nelle attività quotidiane, sostenere un bambino nel percorso di apprendimento, aiutare una famiglia ad affrontare una situazione di fragilità, mettere un professionista sanitario nelle condizioni di lavorare meglio. Sono gesti, competenze e responsabilità che attraversano le generazioni e tengono insieme le comunità. Il 29 ottobre, in occasione della Giornata internazionale della cura e del sostegno (International Day of Care and Support), istituita dalle Nazioni Unite, l'attenzione si concentra sul valore sociale ed economico del lavoro di cura, retribuito e non retribuito, sul riconoscimento dei diritti di chi presta assistenza e di chi la riceve e sulla necessità di costruire sistemi di sostegno più equi, accessibili e inclusivi. In una società che invecchia, nella quale aumentano i bisogni di assistenza e le tecnologie trasformano rapidamente servizi e professioni, anche l'innovazione digitale assume un ruolo importante. Può favorire l'autonomia, facilitare l'accesso ai servizi, alleggerire alcune attività quotidiane e offrire nuovi strumenti di accompagnamento. A condizione che sia progettata a partire dalle persone, dai loro bisogni e dalle loro capacità. È una prospettiva che attraversa da 25 anni il lavoro della Fondazione Mondo Digitale, impegnata a costruire alleanze tra generazioni, scuole, università, imprese, istituzioni e organizzazioni sociali per rendere la conoscenza una risorsa condivisa.
L'autonomia è una forma di cura
Con il progetto Noi. Oltre Nonni su Internet, la Fondazione promuove l'inclusione digitale delle persone anziane, coinvolgendo anche caregiver, studenti e reti territoriali. Dall'accesso ai servizi sanitari online alla sicurezza digitale, dalla comunicazione con familiari e amici all'utilizzo delle tecnologie domestiche, le competenze diventano strumenti concreti per affrontare con maggiore autonomia la vita quotidiana. Il programma dedica particolare attenzione anche a chi si prende cura delle persone anziane, spesso in condizioni di isolamento o con competenze digitali limitate. In questo contesto, l'innovazione può contribuire a semplificare alcune attività e rafforzare le relazioni di aiuto. Tra le sperimentazioni previste c'è anche l'utilizzo degli occhiali intelligenti Meta, per esplorare nuove possibilità di assistenza e comunicazione, ad esempio attraverso la traduzione linguistica nelle relazioni tra anziani e assistenti familiari di origine straniera. Resta centrale una questione: le tecnologie possono ampliare le opportunità di relazione, ma devono essere utilizzate con attenzione al rischio di sostituire la prossimità umana con una presenza soltanto digitale.
La cura ha bisogno di nuove competenze
Con Il Futuro della Cura, il programma promosso insieme a Johnson & Johnson e Microsoft, la Fondazione Mondo Digitale accompagna i professionisti sanitari nella trasformazione digitale della salute. L'intelligenza artificiale, l'analisi dei dati e le nuove tecnologie possono migliorare processi e servizi, ma richiedono competenze tecniche, capacità critiche, responsabilità etica e una rinnovata attenzione alla relazione con il paziente. È una sfida che riguarda anche quello che potremmo chiamare il software umano della sanità: ascolto, empatia, collaborazione, capacità di affrontare problemi complessi e prendere decisioni consapevoli. Le attività formative, le Health Challenge e la collaborazione con l'Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri contribuiscono a costruire un dialogo tra innovazione tecnologica e qualità della cura, valorizzando il ruolo attivo dei professionisti.
Accompagnare significa riconoscere le differenze
La cura attraversa anche i contesti educativi, dove assume la forma dell'attenzione ai bisogni individuali, del sostegno all'apprendimento e della costruzione di ambienti inclusivi. Con Pathway Companion, realizzato con il sostegno di Google.org e la collaborazione di partner scientifici e tecnologici, la Fondazione sperimenta un sistema di tutoraggio basato sull'intelligenza artificiale per accompagnare bambini e ragazzi tra gli 8 e i 16 anni con bisogni educativi speciali e disturbi specifici dell'apprendimento. L'obiettivo è offrire un supporto personalizzato che aiuti a valorizzare le capacità individuali e a rafforzare l'autonomia, integrandosi con il lavoro di docenti, famiglie e specialisti. Anche in questo caso la tecnologia esprime il suo valore quando contribuisce a rendere più accessibili le opportunità educative e a sostenere le relazioni di fiducia indispensabili per crescere e apprendere.
Progettare tecnologie che si prendono cura
La cultura della cura si costruisce anche coinvolgendo le nuove generazioni nella ricerca di soluzioni ai bisogni delle persone. È l'obiettivo di HealthBot, il contest formativo che alla RomeCup 2026 ha portato studentesse e studenti delle scuole superiori a progettare prototipi di intelligenza artificiale, robotica e sensoristica per migliorare la salute, l'autonomia e il benessere. Quattordici progetti hanno mostrato come la creatività dei giovani possa contribuire a immaginare forme di assistenza più accessibili, personalizzate e attente alla qualità della vita. Lo stesso approccio ispira Digital4Human, il contest promosso nell'ambito di Job Digital Lab, il programma realizzato con ING Italia, in collaborazione con Ausilioteca Roma e Istituto Leonarda Vaccari. La sfida è valorizzare soluzioni tecnologiche innovative capaci di migliorare l'accessibilità, l'autonomia e l'inclusione sociale delle persone con disabilità. Due esperienze che condividono una convinzione: progettare per la cura significa partire dai bisogni reali delle persone e coinvolgere competenze diverse per trasformare la tecnologia in opportunità concrete di partecipazione e benessere.
Una cultura della cura per tutti
Le esperienze della Fondazione Mondo Digitale mostrano quanto il tema della cura sia trasversale: riguarda la salute, l'educazione, l'invecchiamento, il lavoro, l'accessibilità dei servizi e la partecipazione alla vita sociale. La Giornata internazionale della cura e del sostegno invita a riconoscere il contributo, spesso invisibile, di milioni di persone che ogni giorno si prendono cura degli altri. E richiama la responsabilità collettiva di costruire condizioni che rendano questo impegno sostenibile. In questa prospettiva, l'innovazione sociale e digitale può contribuire a costruire una vera infrastruttura della cura, fatta di competenze accessibili, servizi inclusivi, reti di prossimità e collaborazione tra generazioni. Perché una comunità capace di prendersi cura è anche una comunità capace di apprendere, riconoscere le fragilità e trasformarle in occasioni di responsabilità condivisa.