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Strumenti digitali: dalla familiarità alla consapevolezza

 Smart & Safe con Ital.IA Lab for School. Il contributo dei volontari Microsoft

Strumenti digitali: dalla familiarità alla consapevolezza

Strumenti digitali: dalla familiarità alla consapevolezza

Smart & Safe con Ital.IA Lab for School. Il contributo dei volontari Microsoft

Patrizia Serini, Specialist AI Business Process in Microsoft, ha aderito con entusiasmo al percorso Smart & Safe, che ha messo a disposizione delle scuole superiori italiane l’esperienza e la preparazione di oltre 160 professionisti Microsoft. Negli incontri da un’ora e mezza ognuno, i giovani hanno partecipato a un appuntamento dal taglio laboratoriale, che parte dal tema della sicurezza informatica per poi affrontare temi trasversali importanti per l’orientamento futuri e abilità utili nella vita di tutti i giorni. Ma oltre alle conoscenze acquisite dai ragazzi, l’effetto dell’iniziativa si è moltiplicato anche all’organizzazione. 

Negli incontri a cavallo tra aprile e maggio 2026, Patrizia è stata da subito entusiasta di mettersi alla prova con il percorso: “Credo nel valore strategico della cittadinanza digitale e nella responsabilità che, come professionisti del settore, abbiamo nel contribuire alla crescita consapevole delle nuove generazioni. Oggi la sicurezza informatica è una competenza abilitante, non più solo tecnica ma fondamentale per vivere e lavorare in modo sicuro. Portare questi temi nelle scuole significa generare un impatto concreto, trasformando competenze specialistiche in valore condiviso per la Società”.

La prova dell’interesse per i 70 studenti dell’istituto superiore Pier Paolo Pasolini di Milano è stata vinta: “I ragazzi si sono dimostrati partecipativi, curiosi e molto più attenti di quanto ci si possa aspettare. Il dialogo è stato aperto: non una lezione frontale, ma uno scambio continuo fatto di domande, esempi concreti e momenti di confronto; questo ha reso l’intervento non solo informativo, ma anche stimolante per entrambe le parti”.

Essere nativi digitali si conferma una condizione privilegiata nel rapporto con la tecnologia, ma non pone gli studenti al riparo dagli scivoloni: “Ho trovato una generazione molto consapevole dell’importanza della tecnologia nella propria vita, ma non sempre pienamente cosciente dei rischi associati. Sono nativi digitali, ma questo non significa automaticamente avere una competenza profonda o una piena capacità critica sugli strumenti che utilizzano quotidianamente. Il loro potenziale è enorme, soprattutto quando vengono guidati a sviluppare maggiore senso di responsabilità digitale”.

Tanti i falsi miti da sfatare: “Molti ragazzi associano la familiarità con smartphone e social media a una reale competenza tecnologica, ma spesso manca consapevolezza sui temi di sicurezza, privacy e gestione dei dati. In alcuni casi ho percepito una sovrastima delle proprie competenze, ma è comprensibile: nessuno ha davvero insegnato loro questi aspetti in modo strutturato. Il nostro ruolo è proprio colmare questo gap, portando esempi pratici e rendendo tangibili i rischi”.

Questi incontri stabiliscono anche delle opportunità interessanti di incontro con role model: “Diversi studenti hanno mostrato interesse per le opportunità professionali legate alla sicurezza informatica. Molti non avevano una visione chiara delle possibili carriere in questo ambito, ma dopo l’incontro hanno iniziato a considerarlo come un percorso concreto, stimolante e con grandi prospettive. È stato particolarmente interessante vedere come il racconto di casi reali e applicazioni pratiche abbia acceso curiosità e motivazione”.

Patrizia non è nuova alle esperienze di volontariato di competenza nel suo lavoro, ma in questa occasione ha potuto apprezzare come “lavorare con i ragazzi abbia aiutato a semplificare concetti complessi, a comunicare in modo più efficace e a rendere più concreti i messaggi legati alla sicurezza. Questa capacità è estremamente utile anche nel mio ruolo professionale, soprattutto quando interagisco con stakeholder non tecnici o con il top management”.

“Credo sia molto importante per un professionista avere occasioni per uscire dal contesto aziendale e mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Queste esperienze permettono di ampliare la prospettiva, sviluppare empatia e rafforzare il senso di scopo. Penso che questa esperienza porti valore sia individuale che collettivo: a livello organizzativo, contribuisce a costruire una cultura più inclusiva, responsabile e orientata all’impatto sociale; come individuo, favorisce lo sviluppo di soft skill fondamentali quali la comunicazione, leadership, ascolto e adattabilità.

Il fatto di mettere le proprie competenze a servizio di una finalità sociale cambia il modo in cui si percepisce il proprio lavoro: “Aiuta a riscoprirne il valore più ampio, andando oltre i soli obiettivi di business e collegandolo a un impatto positivo sulla società: questo rafforza il senso di responsabilità e l’orgoglio professionale. Inoltre, uscire dai confini del mondo business ed entrare nelle scuole, rappresenta anche un’opportunità importante per Microsoft: permette di farsi conoscere dalle nuove generazioni, condividendo valori e competenze, e di essere percepita non solo come un’azienda tecnologica, ma come un attore impegnato concretamente nella crescita consapevole della Società”. 

E ancora: “Partecipare a iniziative di volontariato di competenza aumenta il senso di appartenenza all’organizzazione, perché si percepisce un allineamento tra i propri valori personali e quelli aziendali. Questo si traduce in una maggiore motivazione e coinvolgimento nel proprio lavoro quotidiano. Un’organizzazione impara a guardarsi in modo più ampio: capisce che le competenze sviluppate internamente possono avere un impatto concreto sulla società e che il valore aziendale non si misura solo in termini economici, ma anche in termini di contributo alla comunità. Inoltre, queste esperienze portano in azienda nuove prospettive, idee e sensibilità che arricchiscono il modo di lavorare e di innovare”.

Intervista di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.

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