Il futuro della cura: Giuseppe Arbia e la sfida dell'accessibilità digitale
Nel percorso formativo Il Futuro della Cura, la rivoluzione tecnologica viene analizzata anche attraverso la lente rigorosa della statistica. Secondo Giuseppe Arbia, professore ordinario di Statistica Economica presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell'Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems), l'intelligenza artificiale e la telemedicina non rappresentano un domani lontano, ma una realtà presente che richiede nuovi strumenti di analisi per essere governata senza creare esclusioni,.
Il dogma della misurazione
Il punto di partenza del professor Arbia è un principio cardine dell'organizzazione aziendale e scientifica: per gestire un fenomeno complesso come la sanità digitale, è indispensabile saperlo quantificare: "Per conoscere, per gestire i fenomeni dobbiamo prima misurarli. C'è il famoso detto di Deming [...] non puoi controllare, non puoi gestire quello che non puoi misurare". Proprio per rispondere a questa esigenza, Altems ha attivato progetti didattici d'avanguardia, tra cui un corso di formazione sull'applicazione dell'AI alla sanità destinato a evolversi in un master biennale.
Telemedicina: il rischio di nuove diseguaglianze
L'avvento della telemedicina offre la straordinaria opportunità di avvicinare le cure ai pazienti, ma nasconde un'insidia: il rischio di aumentare le distanze sociali e territoriali: "Parlare di telemedicina significa dire che alcuni individui avranno maggiore accessibilità di altri per vari motivi, ad esempio perché le connessioni non sono uguali nel territorio nazionale [...] o perché c'è un livello di istruzione digitale che è diverso, per esempio tra i giovani e gli anziani".
Una mappa di precisione per l'accessibilità
La risposta della ricerca a questa sfida è un progetto ambizioso citato da Arbia: la creazione di una mappa dell'accessibilità digitale dell'intero Paese. Si tratta di un'analisi granulare senza precedenti, basata su un reticolo di esagoni con un lato di soli 12 metri. Questo strumento permetterà di avere una misura esatta dell'accessibilità informatica e geografica ai servizi sanitari, identificando con precisione chirurgica le zone dove è necessario intervenire per abbattere le barriere tecnologiche. Per Arbia, investire nella misurazione della raggiungibilità dei servizi è la priorità assoluta per i prossimi anni, affinché la tecnologia diventi un ponte e non un muro.