Una nuova collaborazione con Modulo 24 de Il Sole 24 Ore
Da alcuni mesi le riflessioni dei professionisti della Fondazione Mondo Digitale sono ospitate da Modulo 24 Terzo settore e sport, lo spazio professionale del quotidiano Il Sole 24 Ore dedicato alle esigenze operative e di approfondimento degli enti non profit. La collaborazione nasce con l’obiettivo di condividere esperienze, riflessioni e proposte sulle trasformazioni che stanno cambiando il ruolo e il lavoro delle organizzazioni sociali. Il digitale non rappresenta più soltanto un ambito specialistico o un insieme di strumenti da adottare. Interviene nell’accesso ai servizi, nella progettazione, nei processi organizzativi, nel rapporto con le comunità e nella costruzione delle alleanze tra terzo settore, istituzioni e imprese. Per questo occorre affrontarne insieme le opportunità, i rischi e le implicazioni sociali, portando nel dibattito pubblico anche ciò che emerge dal lavoro quotidiano sui territori.
I primi tre contributi nello spazio "La vode del terzo settore" affrontano altrettante sfide strategiche.
La cittadinanza digitale come diritto sociale
Il primo articolo, Perché facilitazione e alfabetizzazione all’IA devono diventare attività di interesse generale, propone di riconoscere esplicitamente nel Codice del Terzo settore la facilitazione digitale e l’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale.
La progressiva digitalizzazione della sanità, della previdenza, della scuola e della pubblica amministrazione rischia infatti di lasciare indietro le persone con minori competenze. La disponibilità delle tecnologie, da sola, non garantisce la possibilità di utilizzarle: servono servizi di prossimità, accompagnamento personalizzato e percorsi formativi continuativi, capaci di raggiungere anche le fasce oggi meno coinvolte dalle politiche nazionali, a partire dagli ultra75enni.
La cittadinanza digitale viene così interpretata non come una questione esclusivamente tecnologica, ma come un diritto sociale, che il terzo settore può contribuire a rendere concretamente accessibile.
Il volontariato di competenza come infrastruttura sociale
Il secondo approfondimento, Il volontariato di competenza digitale, analizza il valore delle conoscenze professionali messe a disposizione delle comunità dai lavoratori delle imprese. Non si tratta soltanto di offrire alcune ore di formazione o una consulenza occasionale. Il volontariato di competenza può diventare un ponte strutturale tra aziende, sistema educativo e organizzazioni sociali, attivando processi di coproduzione e trasferimento del sapere.
Nell’esperienza della Fondazione Mondo Digitale, professionisti e manager partecipano come formatori, mentor, coach e role model a percorsi rivolti a studenti, docenti, persone in cerca di occupazione e cittadini fragili. Le competenze maturate nei contesti aziendali vengono condivise, rielaborate nei contesti educativi e restituite alla società sotto forma di maggiore autonomia, capacità critica e nuove opportunità.
Perché questa leva esprima pienamente il proprio potenziale, deve però essere inserita in progetti continuativi, sostenuta dall’intera organizzazione aziendale e accompagnata da sistemi capaci di valutarne gli effetti. Il volontariato di competenza può così evolvere da pratica emergente a componente stabile delle politiche di innovazione e sviluppo del Paese.
Quando l’intelligenza artificiale entra nei bandi
Il contributo più recente, scritto da Ilaria Graziano, project manager, e Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, è dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale nella progettazione sociale.
L’articolo Quando l’IA entra nei bandi: cosa cambia davvero nella progettazione distingue il progetto inteso come documento dal progetto come processo. Gli strumenti generativi possono aiutare a leggere un bando, estrarre criteri, controllare la coerenza delle sezioni, uniformare i linguaggi dei partner e alleggerire il carico amministrativo. Non possono però verificare se i destinatari siano stati realmente ascoltati, se il bisogno sia sostenuto da dati affidabili, se il partenariato sia solido o se gli indicatori possano essere concretamente misurati. Il rischio è produrre proposte formalmente perfette, ma prive di una reale capacità attuativa. Quando la scrittura diventa più semplice, acquistano quindi ancora più valore la conoscenza dei contesti, la qualità delle relazioni, la responsabilità delle scelte e la capacità di apprendere durante l’attuazione. La sfida non consiste nel sostituire il progettista, ma nel rafforzarne il ruolo di regia: una figura capace di governare strumenti, fonti, dati, vincoli e responsabilità, trattando gli output dell’IA come ipotesi da verificare e non come risposte da accettare automaticamente.
Un osservatorio sulle trasformazioni in corso
Con questa collaborazione Fondazione Mondo Digitale mette a disposizione dei lettori di Modulo 24 l’esperienza maturata in oltre venticinque anni di innovazione sociale, formazione e inclusione digitale. I contributi non intendono offrire soluzioni astratte, ma aprire un confronto a partire dai bisogni incontrati nei progetti, dalle sperimentazioni realizzate con scuole, imprese e istituzioni e dalle questioni che le organizzazioni non profit devono affrontare ogni giorno. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un terzo settore capace non soltanto di adattarsi alla trasformazione digitale, ma di orientarla, affinché tecnologie e intelligenza artificiale diventino strumenti di partecipazione, equità e sviluppo delle comunità.