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La scuola del noi

Michele Gerace intervista Marta Pietrelli e Francesca Sabatini

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Michele Gerace intervista Marta Pietrelli e Francesca Sabatini

La scuola è chiamata a cambiare profondamente. Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma di ripensare il ruolo dei docenti e i modelli di apprendimento. È questo il cuore della conversazione andata in onda su Radio Drago lo scorso 13 marzo, all’interno della trasmissione *Bar Europa*. Michele Gerace ha dialogato con la project officer Marta Pietrelli e con l'insegnante Francesca Sabatini, coordinatrici della comunità I docenti della scuola del noi, iniziativa della Fondazione Mondo Digitale [vedi la notizia I docenti della scuola del noi in radio].

Ascolta l’intervista completa 

 
La Scuola del noi è una comunità di pratiche che coinvolge docenti da tutta Italia, un laboratorio permanente di innovazione didattica che mette al centro inclusione, digitale e trasformazione. “Partiamo dagli insegnanti”, spiega Marta Pietrelli, “perché una buona scuola è tale se chi insegna eccelle”, richiamando la visione di Alfonso Molina e il pensiero di Tullio De Mauro. Al centro della riflessione, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla didattica. Non un semplice aggiornamento, ma un vero cambio di paradigma. “Parliamo di anno zero”, sottolinea Francesca Sabatini, “un punto di rottura che azzera le vecchie logiche. Il docente non è più l’unica fonte del sapere, ma diventa il regista di un ecosistema complesso”. In questo nuovo scenario, studenti e docenti diventano co-progettisti di esperienze educative, mentre emergono nuove “bussole metodologiche” per orientarsi in un’infosfera sempre più densa e articolata. Il ruolo dell’insegnante evolve: da trasmettitore di contenuti a facilitatore di pensiero critico. La comunità si estende anche nello spazio digitale grazie alla FMD Academy, piattaforma che raccoglie risorse didattiche pronte per essere sperimentate e replicate in classe, favorendo la condivisione tra pari e la crescita professionale continua. 
A chiudere l’intervista, due riferimenti simbolici che restituiscono il senso del progetto. Da un lato, la poesia *Lentamente muore* di Marta Medeiros, invito a mettersi in gioco e a vivere pienamente. Dall’altro, il pensiero di Luciano Floridi e l’immagine evocativa di *Space Oddity* di David Bowie: come astronauti che escono dalla capsula della didattica tradizionale, i docenti dell’anno zero non sono soli, ma parte di una comunità connessa. Perché, oggi più che mai, educare significa costruire insieme. 

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