L'esperienza di Coding Girls nel volume "Nessuna fuori dal codice"
La bambina che gioca in prevalenza con le bambole può diventare la donna che il partner esclude dalla gestione della tecnologia domotica in casa, mettendo a repentaglio la sua autonomia e sicurezza: alcuni piccoli atteggiamenti e prevaricazioni sono spie d’allarme di un "soffitto di cristallo" ancora da incrinare.
L'intelligenza artificiale, per com’è concepita oggi, rischia di perpetuare il divario. Troppi bias limitano la possibilità di una piena rappresentazione della gender diversity, lo dimostra anche il cosiddetto "adoption gap". Le donne usano l’IA nella misura del 20 per cento in meno rispetto agli uomini. Ma cosa tiene lontane le ragazze dalla tecnologia? L'attitudine a usarla meno in casa rispetto agli uomini, che sin da bambini sono indotti a mostrare curiosità verso i videogiochi e i device elettronici, ma anche un'autostima più scarsa e trattamenti economici inferiori nelle ragazze, quando iniziano a lavorare.
Tutto concorre a una maggiore difficoltà ad abbracciare le novità e i cambiamenti in ambito tecnologico. Non c’è da stupirsi se diventa difficile "fidarsi" dell'IA, che risulta invece uno dei game changer nel mondo del lavoro. Perché chi sa padroneggiarla avrà maggiori chance di un futuro lavorativo brillante e in linea con le richieste del mercato.
Dati, storie e proposte sono emerse numerose ieri mattina presso la sede dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn), che insieme al Sole 24 Ore ha presentato il volume Nessuna fuori dal codice, scritto a quattro mani dalle giornaliste Simona Rossitto e Alessia Canfarini. La direttrice di Formiche, Flavia Giacobbe, ha guidato le testimonianze di alcune delle protagoniste del libro. C’erano Nunzia Ciardi, Donatella Sciuto, Luigia Carlucci Aiello e tante figure dal mondo delle imprese [vedi la notizia Nessuna fuori dal codice].
Anche Mirta Michilli è fra le protagoniste del libro, in un’intervista che spiega diffusamente il modello di parità proposto dal nostro programma storico, Coding Girls. A parlare dell’esperienza, stamattina, c’era Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale. La visione di Coding Girls & Women, condivisa da tutte le ospiti, parte da laboratori proposti sin dalla primaria, proprio nel momento in cui le bambine iniziano a maturare il loro primo sguardo sul mondo, e possono convincersi che “io posso”!
