Main Menu

L’intelligenza artificiale che parte dai bisogni

Alla RomeCup 2026 i progetti vincitori di Roll Cloud

L’intelligenza artificiale che parte dai bisogni

L’intelligenza artificiale che parte dai bisogni

Alla RomeCup 2026 i progetti vincitori di Roll Cloud raccontano una generazione che usa cloud e intelligenza artificiale per immaginare soluzioni concrete su salute, inclusione, povertà e sostenibilità

L’intelligenza artificiale è ormai parte dell’esperienza quotidiana delle nuove generazioni. Lo conferma anche l’indagine EU Kids Online 2026, secondo cui in Italia l’89% di bambini e adolescenti tra 9 e 16 anni ha usato l’IA generativa nell’ultimo mese. Ma alla RomeCup 2026 i finalisti di Roll Cloud. Lavorare sulla nuvola hanno mostrato un passaggio ulteriore e decisivo: non l’IA come semplice scorciatoia (una sorta di "nuovo Google"), ma come ambiente di progettazione per affrontare problemi reali. 
Promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS nell’ambito di Opening Future, il progetto congiunto di Google Cloud, Intesa Sanpaolo e TIM Enterprise, il percorso ha accompagnato studenti delle scuole secondarie e universitari nell’uso del cloud computing e dell’intelligenza artificiale per immaginare soluzioni concrete su salute, inclusione, povertà e sostenibilità. Il momento conclusivo del percorso è stato Hack4SocialAI, l’hackathon nazionale ospitato alla Sapienza Università di Roma durante la RomeCup. I team hanno lavorato su quattro grandi aree di impatto sociale - salute, inclusione, povertà e sostenibilità - progettando prototipi digitali capaci di collegare dati, bisogni, servizi e partecipazione.

A vincere il Social Impact Award è stato Bee More Sustainable, progetto del liceo Pellico-Peano di Cuneo (Giorgia Corrieri, Magda Lagzouli e Beatrice Sinatra). Il team ha scelto di partire da un’emergenza ambientale concreta: la diminuzione delle api e la necessità di sostenere il lavoro degli apicoltori. La soluzione è una piattaforma che connette donatori e apicoltori, favorendo la raccolta di risorse, la cura degli alveari e una maggiore consapevolezza sul valore della biodiversità.
Il progetto mostra bene lo spirito di Roll Cloud: usare la tecnologia per costruire reti. In questo caso, il digitale non sostituisce l’azione umana, ma la abilita, creando un ponte tra cittadini, produttori, territori e tutela dell’ecosistema.

La menzione speciale per l’area salute è andata a Mai Solo, sviluppato da studenti di ingegneria informatica dellUniversità Roma Tre, con Gabriele Crociani, Alessandro Pasetti e Alessia Castagnedi. Il progetto nasce per sostenere persone anziane, fragili o con condizioni di salute da monitorare. Integra dispositivi indossabili, applicazione mobile e intelligenza artificiale predittiva per rilevare parametri vitali, riconoscere segnali critici e attivare alert tempestivi. L’idea è semplice e potente: non lasciare sole le persone nei momenti più delicati. Attraverso smartwatch, app, analisi predittiva, riconoscimento facciale e analisi del tono vocale, il sistema punta a rafforzare prevenzione, sicurezza e presa in carico, coinvolgendo anche familiari e caregiver.

La menzione speciale per l’area inclusione è stata assegnata a Info Bridge dell’istituto Ascanio Sobrero di Casale Monferrato (Francesco Aloisi, Federico Brunoro, Alessandro Miftode e Daniele Mici). Una proposta pensata per accompagnare le persone migranti nei primi passaggi di inserimento. Il progetto si configura come un ponte informativo per facilitare l’accesso a servizi essenziali, ridurre le difficoltà iniziali e favorire autonomia, integrazione e coesione sociale. In questo caso la tecnologia lavora sulla soglia più delicata: il primo orientamento. Sapere dove andare, a chi rivolgersi, quali servizi sono disponibili e quali passaggi compiere può fare la differenza tra isolamento e inclusione.

Sul fronte della fragilità economica, la menzione speciale per l’area povertà è andata a Orizzonte, progetto dell’Università di Torino (Davide Bambino, Carola Mulato e Selma El Kabbouri), dedicato ad accompagnare persone e nuclei familiari in condizione di vulnerabilità. L’obiettivo è intercettare bisogni, facilitare l’accesso a risorse e opportunità e offrire un supporto orientato all’inclusione. Anche qui emerge un tratto comune ai progetti premiati: l’intelligenza artificiale non viene pensata come scorciatoia, ma come infrastruttura di connessione tra persone, bisogni e servizi. Una tecnologia utile quando rende più visibili le fragilità e più accessibili le risposte.

La menzione speciale per l’area educazione e sostenibilità è stata attribuita a Le Superchicche dell’istituto superiore Vittorio Alfieri di Asti (Giorgia Corrieri, Magda Lagzouli e Beatrice Sinatra), applicazione che promuove lo scambio di vestiti in chiave sostenibile. Gli utenti possono accumulare punti attraverso il riuso degli abiti e convertirli in semi, che vengono poi piantati tramite un’associazione partner. Il progetto unisce economia circolare, partecipazione e impatto ambientale. Un gesto quotidiano, come scambiare un capo di abbigliamento, diventa parte di un processo più ampio: ridurre gli sprechi, promuovere comportamenti responsabili e generare un beneficio concreto sul territorio.

Dalla biodiversità alla salute, dall’accoglienza alla povertà, fino al riuso dei vestiti, i prototipi di Roll Cloud raccontano una visione dell’innovazione molto chiara: la tecnologia ha valore quando aiuta a leggere meglio i bisogni e ad attivare risposte condivise. È anche il messaggio al centro dell’approfondimento “IA e bene comune”, pubblicato in occasione della RomeCup. Cloud e intelligenza artificiale non sono solo strumenti tecnici, ma ambienti di progettazione in cui i giovani possono imparare a fare domande, analizzare problemi, immaginare servizi e valutare conseguenze. Per questo Hack4SocialAI non è stato soltanto un hackathon. È stato un esercizio di cittadinanza tecnologica. I team hanno lavorato su problemi complessi, hanno costruito prototipi, hanno presentato soluzioni davanti a una giuria e hanno sperimentato che l’innovazione richiede competenze tecniche, ma anche ascolto, responsabilità e capacità di collaborazione. Il valore di Roll Cloud sta proprio in questa alleanza tra formazione, impresa e impatto sociale. Portare cloud e intelligenza artificiale dentro la scuola e l’università significa dare ai giovani strumenti per comprendere la trasformazione digitale, ma anche per orientarla verso obiettivi di benessere condiviso. 
I progetti premiati alla RomeCup 2026 mostrano che le nuove generazioni non chiedono soltanto di usare tecnologie più avanzate. Vogliono capire come metterle al servizio delle persone, dell’ambiente e delle comunità. È da qui che può nascere un’intelligenza artificiale davvero responsabile: non dalla tecnologia in sé, ma dalle domande che scegliamo di farle e dai problemi che decidiamo di affrontare insieme.

Other news that might interest you

Our Projects

Get updated on our latest activities, news and events