Presentati a Roma i primi risultati della ricerca sulla trasformazione digitale della Croce Rossa Italiana
Le competenze digitali crescono del 29%, con progressi ancora più significativi nell'intelligenza artificiale e nella capacità di risolvere problemi (+43%). Sono i primi risultati della ricerca sulla trasformazione digitale della Croce Rossa Italiana, che offre una prospettiva interessante per l'intero Terzo settore: comprendere come l'investimento nelle competenze delle persone possa tradursi in innovazione organizzativa, servizi più efficaci e maggiore capacità di inclusione.
Le evidenze sono state presentate ieri, 21 ottobre, da Massimiliano Geoli, segretario nazionale della Croce Rossa Italiana, durante il convegno L'economia sociale nell'era digitale, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS, nell'ambito delle iniziative per i suoi 25 anni, in collaborazione con la Fondazione Terzjus.
Al centro della ricerca c'è Digital Bridge, il progetto realizzato dalla Croce Rossa Italiana, in qualità di capofila, con la Fondazione Mondo Digitale ETS e selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, nell'ambito del bando Digitale sociale. Un'esperienza che offre l'opportunità di osservare da vicino come l'investimento nelle competenze digitali e nell'intelligenza artificiale possa accompagnare l'evoluzione di una grande organizzazione del Terzo settore.
I numeri di una trasformazione
La sperimentazione coinvolge 1.124 volontari e dipendenti, attivi nella rete delle oltre 700 sedi della Croce Rossa Italiana, con 106 edizioni formative, 18 moduli didattici e 15 mesi di attività. L'analisi su un campione longitudinale di 716 partecipanti restituisce risultati significativi:
- +29% nell'indice generale delle competenze digitali, che passa da 1,50 a 1,94 su una scala da 0 a 3
- +43% nelle competenze di risoluzione dei problemi e intelligenza artificiale, l'area che registra la crescita relativa maggiore
- da 0,94 a 1,82 nell'autovalutazione delle capacità di utilizzare istruzioni efficaci (prompt) per migliorare la produttività con l'IA
- 94% di soddisfazione per l'esperienza formativa
- 89% dei partecipanti che considera le competenze acquisite immediatamente utili nelle proprie attività
- 90% che dichiara maggiore fiducia nell'affrontare le sfide tecnologiche dell'organizzazione.
Un risultato particolarmente interessante riguarda la riduzione dei divari di partenza: sono proprio le persone con competenze iniziali più basse a registrare i progressi maggiori. Un'indicazione importante per le politiche di inclusione digitale, perché suggerisce che percorsi accessibili e differenziati possono contribuire a ridurre le disuguaglianze anche all'interno delle organizzazioni.
Dalle competenze individuali al valore collettivo
Nel suo intervento, Massimiliano Geoli ha richiamato la scelta della Croce Rossa Italiana di investire nella formazione come leva strategica per lo sviluppo dell'organizzazione. "Le opportunità tecnologiche sono tante, ma hanno bisogno di persone con competenze per gestirle, perché altrimenti quelle opportunità diventano ostacoli e, invece che accorciare le distanze, noi le aumentiamo".
È proprio questa la sfida di Digital Bridge: rendere le tecnologie accessibili e utili a persone che svolgono ruoli molto diversi, dalla gestione organizzativa alle attività sul territorio, dalla comunicazione ai servizi di prossimità. Ma il valore della formazione, soprattutto nel Terzo settore, si misura anche nella capacità di trasformare le competenze in benefici collettivi. "Avere un miglioramento significa avere un maggiore impatto nell'efficienza e nella produttività delle nostre persone. E nel Terzo settore produttività significa fare, a parità di risorse, più servizio: significa arrivare a più persone vulnerabili", ha spiegato Geoli.
Una prospettiva che collega direttamente la trasformazione digitale alla missione sociale delle organizzazioni: utilizzare meglio le risorse disponibili, rafforzare la collaborazione e migliorare la capacità di intervento nelle comunità.
Una ricerca che guarda oltre la formazione
Il valore strategico del caso Digital Bridge risiede anche nella possibilità di mettere in relazione tre dimensioni fondamentali: competenze digitali, capitale umano e inclusione sociale. La valutazione del progetto dispone già di un patrimonio di informazioni raccolte attraverso questionari iniziali e finali, rilevazioni di gradimento e analisi dei risultati formativi. La ricerca amplia questa prospettiva, proponendo di osservare la trasformazione digitale su più livelli: individuale, organizzativo e sociale. I risultati presentati documentano la crescita delle competenze e della fiducia nell'utilizzo delle tecnologie. Il passaggio successivo consiste nel comprendere quanto queste acquisizioni si traducano in cambiamenti duraturi nelle pratiche di lavoro, nella collaborazione tra volontari e dipendenti, nell'efficienza dei processi e, infine, nella qualità e nell'accessibilità dei servizi. Come ha sottolineato Geoli, "Se quella competenza rimane solo della persona e non passa all'organizzazione, abbiamo fatto solo metà lavoro". È una questione centrale anche dal punto di vista della valutazione di impatto: come si passa dall'apprendimento individuale al cambiamento organizzativo? E come si riconosce il contributo di questo cambiamento alla produzione di valore sociale?
L'integrazione tra dati quantitativi, approfondimenti qualitativi e osservazione delle pratiche organizzative può aiutare a rispondere a queste domande, distinguendo i risultati immediati della formazione dagli effetti che maturano nel tempo.
Un laboratorio per l'economia sociale
La dimensione della Croce Rossa Italiana, la varietà dei ruoli coinvolti e la diffusione territoriale della sua rete rendono Digital Bridge un caso di studio particolarmente significativo per il Terzo settore. L'ambizione è contribuire alla costruzione di un modello di analisi replicabile, capace di aiutare altre organizzazioni a comprendere e misurare gli effetti degli investimenti in competenze digitali e intelligenza artificiale. La ricerca si inserisce così nel confronto avviato durante il convegno romano sul ruolo della transizione digitale nel primo Piano nazionale per l'economia sociale. Un confronto che mette al centro la necessità di riconoscere il digitale come dimensione trasversale dello sviluppo del settore, investire nel capitale umano e dotarsi di strumenti per valutare i benefici sociali dell'innovazione.
Anche la collaborazione tra Croce Rossa Italiana e Fondazione Mondo Digitale assume, in questa prospettiva, un valore che supera il singolo progetto. È un'alleanza tra competenze educative, capacità di innovazione e conoscenza dei bisogni sociali, che permette di sperimentare soluzioni e produrre evidenze utili all'intero settore.
"Questi progetti che vedono la collaborazione tra diversi enti del Terzo settore dimostrano che la rete non è fatta di chiacchiere: la rete è fatta di fatti concreti che poi sul terreno portano azioni per le nostre comunità", ha concluso Geoli.
È questa, in fondo, la sfida che Digital Bridge consegna all'economia sociale: trasformare le competenze delle persone in una risorsa condivisa, capace di rafforzare le organizzazioni e moltiplicare le opportunità di inclusione.
