Il servizio di Settegiorni Parlamento sulle competenze digitali degli anziani
"Ma la password dello Spid se la ricorda?"
"No, non ce l'ho".
"E la carta d'identità elettronica, la usa?"
"Che ne so... non l'ho mai usata".
Inizia con queste battute, raccolte tra i passanti, il servizio realizzato dal giornalista Renato Piccoli per il settimanale di approfondimento di Rai Uno, Settegiorni Parlamento, dedicato al tema del "digital generation divide".
Mentre i giovani si orientano senza sforzo tra app e social, per molti anziani il mare di internet è diventato un oceano difficile da navigare. "Diventa veramente un labirinto per noi", confessa un’intervistata, descrivendo la frustrazione davanti a richieste di cambio password o messaggi di sistema come "sei un robot".
Il servizio, in onda sabato scorso su Rai Uno, mette in luce una realtà complessa, confermata da un’indagine di Altroconsumo: su 1.000 persone, ben 168 hanno bisogno di assistenza anche solo per accedere ai servizi, e oltre 200 non riescono affatto a utilizzarli. Molti senior si affidano a quelle che definiscono scherzosamente "due belle stampelle", ovvero figli e nipoti che sbrigano per loro ogni pratica.
A commentare i dati interviene Onelia Onorati, spiegando che, nonostante i senior godano oggi di ottime condizioni fisiche e mentali, le nuove tecnologie restano un'opportunità per una fascia troppo limitata della popolazione. Per questo, sottolinea Onorati, è essenziale puntare sulla formazione per permettere loro di esercitare una "cittadinanza attiva" a tutti i livelli.
È qui che entrano in gioco i facilitatori digitali della Fondazione Mondo Digitale, che nel servizio vediamo all'opera mentre insegnano come creare una password sicura e come usare l'identità digitale. Un vero e proprio "passaporto per il mondo digitale" che permette di superare le barriere dell'esclusione.
L'intervento si chiude con un richiamo storico: come il maestro Manzi insegnava l'italiano con "Non è mai troppo tardi", oggi una simile iniziativa televisiva potrebbe essere la chiave per rendere il digitale accessibile a tutti. Perché, come ricorda un cittadino, ormai si fa tutto online: "Bisogna aggiornarsi e fare dei corsi".