Verso la RomeCup 2025: l’intervista a Silvia Colombo di ING Italia
Come preparare le nuove generazioni ad affrontare i rischi e le opportunità della trasformazione digitale? Alla RomeCup 2025, ING Italia porta il tema della cybersecurity tra i protagonisti dell’evento, coinvolgendo gli studenti in un’esperienza immersiva di hacking etico. Un’occasione per riflettere sull’importanza delle competenze digitali e delle soft skills per navigare in modo sicuro e consapevole nel mondo online. Ne abbiamo parlato con Silvia Colombo, Head of Communication & CSR di ING Italia, che ci ha raccontato l’impegno della banca nella promozione di un’economia digitalmente inclusiva attraverso il progetto Job Digital Lab.
Alla RomeCup 2025, la sicurezza informatica è al centro di un evento dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, grazie alla partecipazione di ING Italia, partner storico della Fondazione Mondo Digitale. Il tema rappresenta uno degli assi portanti del progetto Job Digital Lab, per accompagnare giovani e adulti nello sviluppo di competenze digitali e trasversali per il lavoro.
L’appuntamento offre un’esperienza formativa e sfidante che coniuga apprendimento, ispirazione e competizione. I partecipanti sono coinvolti in un’attività di hacking etico guidata da esperti del settore, con dimostrazioni pratiche e analisi di casi studio. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani sui temi della cybersicurezza e promuovere una nuova generazione di professionisti digitali, consapevoli e preparati, in grado di affrontare con competenza e fiducia le sfide del mondo online e offline.
Silvia Colombo, Head of Communication & CSR di ING Italia, ha commentato così la partecipazione alla RomeCup: “Il tema dell’intelligenza artificiale diventerà centrale nella quotidianità di tutti noi. Sarà quindi sempre più importante considerarne i diversi vantaggi e svantaggi a livello etico e sociale: dalle conseguenze sul mondo del lavoro, dell’educazione, dell’inclusione sociale, ma anche in materia di protezione dei dati e cybersicurezza. ING nasce come banca pioniera del digitale, per sua natura sempre attenta all’evoluzione tecnologica. Ciò si traduce in un amplificato senso di responsabilità quando si parla di digitalizzazione, sia nei confronti dei nostri clienti che verso la società civile. In questo senso, la collaborazione di ING Italia con Fondazione Mondo Digitale attraverso il supporto alla RomeCup 2025 rappresenta la concretizzazione di questa responsabilità”.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di Job Digital Lab, che nella sua quinta edizione conferma un focus specifico sulla sicurezza digitale e la formazione di competenze strategiche per il futuro professionale delle nuove generazioni.
“Competenze a prova di futuro” è l’idea forte del nostro comune impegno nel progetto Job Digital Lab. Quale deve essere, secondo lei, il ruolo di una realtà come la vostra nell’ambito di un’alleanza trasversale per promuovere le competenze digitali, soprattutto nei giovani?
Gli effetti della trasformazione digitale sono sotto gli occhi di tutti: professioni nuove che nascono, evolvono o spariscono, digitalizzazione dei servizi con perdita di competitività delle imprese che non sanno cogliere le nuove opportunità, necessità di aggiornarsi e sviluppare nuove competenze in un mondo che cambia rapidamente e in cui restare al passo con i tempi è sempre più complesso.
Il target dei più giovani invece ha bisogno di essere indirizzato e guidato nella scelta delle professioni del futuro: sicuramente avvantaggiati quando si parla di competenze digitali, non è detto che sappiano come mettere a frutto le loro talvolta innate competenze in un percorso di carriera efficace e di valore.
Come banca pioniera nel digitale possiamo svolgere un ruolo importante per contribuire positivamente a questa evoluzione e lo vogliamo fare attraverso un percorso concreto di sviluppo di competenze, training, upskilling e reskilling pensato per studenti, professionisti, persone in cerca di nuove opportunità, agendo in maniera sistemica con l’obiettivo ultimo di promuovere un’economia digitalmente inclusiva. Nasce proprio così Job Digital Lab, con Fondazione Mondo Digitale, che rappresenta l’impegno concreto di ING nel supportare i professionisti, ma anche e soprattutto le nuove generazioni nello sviluppo di competenze digitali e soft skills per il lavoro, aiutandoli a sentirsi più fiduciosi delle proprie capacità e più sicuri nel partecipare attivamente all’economia.
Saper canalizzare le energie e organizzare le proprie conoscenze, lavorare insieme, sono capacità senza le quali è molto difficile dare corpo ai propri progetti, nel lavoro e nella vita privata. Quanto è importante, come spesso Job Digital Lab si impegna a fare, allenare le soft skills per il futuro, e in particolare quelle abilità profondamente umane senza le quali nessuna competenza tecnica può davvero tradursi in azioni costruttive?
Più la tecnologia diventa intelligente, più noi dobbiamo diventare umani. Non possiamo ancora quantificare il limite massimo a cui l’IA può sviluppare le proprie capacità di calcolo, ma non sappiamo nemmeno quale sia davvero il potenziale umano. Il fulcro sta quindi nello sviluppare e solidificare tutte quelle skills che oggi chiamiamo “soft,” ma che costituiscono la differenza cruciale tra l’uomo e la macchina.
L’intelligenza emotiva, il pensiero critico, ma anche il saper stare insieme, l’essere curiosi e il seguire l’istinto sono abilità che difficilmente una macchina o un algoritmo potranno mai replicare. Se quindi l’intelligenza artificiale può assisterci in maniera eccellente sotto l’aspetto tecnico, è solo sfruttando appieno il fattore umano che possiamo fare la differenza.
Alla RomeCup2025, con Job Digital Lab accompagniamo i ragazzi alla scoperta del ruolo cruciale della cybersecurity, aiutati da esperti e giovani hacker etici. Come mai anche i giovani hanno bisogno di acquisire più consapevolezza sui rischi della rete?
I dati parlano chiaro. L’abbiamo visto in una ricerca che abbiamo condotto proprio noi su questo tema insieme a YouGov, ma anche dagli studi del Clusit e dalle rilevazioni della Polizia Postale: le frodi informatiche colpiscono tutti, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla professione e dal livello di educazione. Il tema della sicurezza digitale e nella Rete è quindi trasversale.
Tuttavia, il focus sulle nuove generazioni è reso necessario dal loro legame con la tecnologia, che è parte delle loro vite in maniera molto più viscerale rispetto all’adulto medio. Ci passano più tempo insieme e inevitabilmente hanno anche molta più dimestichezza con essa. Ma proprio questo li porta ad essere vittime più vulnerabili e potenzialmente più facili da attaccare. Per questo motivo, per ING è prioritario agire sul tema della cybersicurezza, educando i giovani sulle pratiche loro utili per saper identificare, prevenire e proteggersi dai pericoli del mondo digitale.
Nell'ambito della reciproca collaborazione ci siamo spesso focalizzati su un uso critico, consapevole e inclusivo dell'IA, così come promosso dal Manifesto per un'azione collettiva. Come affrontate le nuove sfide cruciali per l'umanità?
Il nostro approccio all’intelligenza artificiale è incentrato sulla conoscenza, sull’approfondire il fenomeno in modo da poterne cogliere al meglio le opportunità e al contempo dedicare la giusta attenzione ai potenziali rischi, per controllarli e prevenirli. Per sua natura, nel settore bancario il concetto di rischio è una costante: la delicatezza e di conseguenza la forte regolamentazione delle attività bancarie impongono di svolgere un dettagliato screening di tutte le innovazioni che vengono introdotte, per tutelare i nostri clienti e la società in generale. Ciò non toglie la possibilità della banca di usare l’intelligenza artificiale in maniera costruttiva. Esistono infatti numerose applicazioni in questo senso, che possono facilitare l’interazione con il cliente, ad esempio, oppure automatizzare i servizi di routine, per dedicare più energie ai servizi di valore aggiunto. Resta fondamentale inserire l’utilizzo di questi strumenti in un contesto di consapevolezza, facendo in modo di valorizzarne il potenziale e mitigarne i rischi.
A cura di Onelia Onorati, che si occupa dell'ufficio stampa per la Fondazione Mondo Digitale.