A Palermo, la partecipazione ai quattro tavoli di Prodigy supera le aspettative
La partecipazione attiva, la ricchezza del confronto e la disponibilità a costruire nuove collaborazioni sono tra i risultati più significativi dei quattro tavoli di lavoro organizzati a Palermo nell'ambito del progetto europeo PRODIGY – PROmoting Digital and Green Skills for Youth. L'incontro dello scorso 27 ottobre, ospitato dall'Università degli Studi di Palermo, ha riunito giovani, imprese, università, servizi per il lavoro e organizzazioni del terzo settore, dando vita a un dialogo che ha superato le aspettative degli organizzatori per intensità della partecipazione e qualità dei contributi.
Dopo la presentazione dei risultati territoriali del progetto, i partecipanti si sono confrontati in quattro gruppi tematici dedicati all'inclusione sociale, alla ricerca del lavoro, all'autoimprenditorialità e alla formazione continua. Dalle esperienze condivise sono emersi ostacoli ancora presenti nell'accesso alle opportunità, ma anche indicazioni concrete per rafforzare la collaborazione tra i diversi attori del territorio. La restituzione dei tavoli rappresenta così un primo patrimonio condiviso di analisi e proposte, da valorizzare nelle prossime attività del progetto e nelle collaborazioni che potranno proseguire oltre la sua conclusione.
1. Giovani e inclusione sociale: poter scegliere il proprio futuro
Il primo tavolo, coordinato da Pietro Galluccio (Europe Direct Palermo), ha approfondito il peso delle condizioni familiari, economiche e culturali sulle aspirazioni dei giovani e sulla loro possibilità di scegliere liberamente un percorso formativo e professionale. In alcuni contesti, l'urgenza di contribuire al reddito familiare spinge anche ragazzi motivati e capaci ad abbandonare percorsi di formazione promettenti. Il confronto ha evidenziato la necessità di sostenere concretamente l'accesso alla formazione, tenendo conto dei costi delle qualificazioni professionali e del tempo necessario per conseguirle. Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani che lavorano, hanno responsabilità familiari o provengono da situazioni di maggiore fragilità. Offrire opportunità significa anche creare le condizioni materiali perché ciascuno possa coglierle, rafforzando la fiducia nelle proprie capacità e la possibilità di progettare il futuro.
2. Giovani e ricerca del lavoro: orientamento su misura
Il secondo tavolo, guidato da Corrado Tiralongo (Università degli Studi di Palermo), ha messo in evidenza i limiti delle risposte standardizzate rivolte ai Neet, una categoria che comprende situazioni personali, educative e professionali profondamente diverse. Un giovane laureato che deve valorizzare le proprie competenze trasversali ha esigenze differenti rispetto a chi ha interrotto precocemente gli studi e necessita di alfabetizzazione digitale, formazione tecnica di base e sostegno motivazionale. Da qui l'importanza di un orientamento multilivello, capace di adattarsi ai bisogni delle persone e alle caratteristiche del tessuto produttivo locale, composto prevalentemente da microimprese. Il tavolo ha inoltre sottolineato la necessità di migliorare la comunicazione dei servizi per il lavoro, utilizzando linguaggi più chiari e canali vicini alle abitudini dei giovani, per rendere le opportunità effettivamente conoscibili e accessibili.
3. Autoimprenditorialità e innovazione: lavorare con i giovani
Il terzo tavolo, facilitato da Sabrina Infuso (JESic), ha esplorato le condizioni necessarie per trasformare un'idea in un'attività imprenditoriale sostenibile. Accanto all'interesse per startup e innovazione, emerge il bisogno di diffondere una cultura d'impresa fin dalla scuola, sviluppando competenze come la perseveranza, la capacità di collaborare, la flessibilità e la gestione delle relazioni. Tra gli ostacoli individuati figurano la scarsità di spazi di incontro tra giovani e imprese consolidate e la complessità delle procedure di accesso ai finanziamenti. Il confronto ha richiamato anche una riflessione di Guglielmo Minervini, figura di riferimento dell'innovazione sociale italiana: «Non dobbiamo lavorare per i giovani, dobbiamo lavorare CON i giovani». Un principio che invita a riconoscere ragazze e ragazzi come interlocutori attivi, coinvolgendoli direttamente nelle decisioni e nella progettazione delle iniziative che riguardano il loro futuro. La partecipazione diventa così una componente essenziale dei percorsi di innovazione sociale.
4. Formazione continua e pari opportunità: misurare il cambiamento
Il quarto tavolo, coordinato da Marcello Di Vita (Speha-Fresia), ha affrontato il tema della qualità e dell'impatto dei percorsi formativi e delle politiche attive del lavoro. La valutazione dovrebbe considerare, oltre ai risultati quantitativi immediati, i cambiamenti duraturi nelle competenze, nel benessere e nelle prospettive professionali delle persone. Particolare attenzione è stata dedicata alla qualità dei tirocini e delle esperienze di inserimento: l'accoglienza aziendale, l'affiancamento e la chiarezza delle prospettive rappresentano condizioni importanti per valorizzare e trattenere i talenti sul territorio. Il tavolo ha inoltre evidenziato la necessità di consolidare le collaborazioni tra università, centri per l'impiego, imprese e terzo settore, mantenendole attive anche oltre la durata dei singoli finanziamenti. La continuità delle relazioni è stata riconosciuta come un investimento strategico per lo sviluppo locale.
Dalla partecipazione a una rete stabile
Dai quattro tavoli emerge una prospettiva comune: costruire opportunità professionali richiede un investimento continuativo sulle persone e sulle relazioni. Le competenze tecniche devono accompagnarsi alla fiducia nelle proprie capacità, a servizi accessibili, a un orientamento personalizzato e alla disponibilità delle imprese a investire sui giovani. Nelle conclusioni dell'incontro, Monica Guizzardi, della Fondazione Mondo Digitale, ha richiamato proprio il valore della fiducia: quella dei giovani nelle proprie possibilità, delle aziende nei talenti del territorio e delle organizzazioni nella capacità di collaborare. La qualità della partecipazione ai tavoli offre ora una base su cui costruire ulteriori iniziative. Il modello sperimentato con PRODIGY, che integra formazione flessibile, esercitazioni pratiche, badge digitali e accompagnamento individuale con un career coach, può essere rafforzato attraverso il coinvolgimento delle realtà produttive e nuovi accordi di partenariato. L'obiettivo condiviso a Palermo è mantenere aperto il confronto, trasformando le relazioni attivate in opportunità concrete di orientamento, formazione e inserimento lavorativo. Una prospettiva che valorizza il contributo di tutti gli attori coinvolti e riconosce ai giovani un ruolo attivo nella costruzione del proprio futuro.
