Cybersecurity Seminars: il progetto che forma giovani talenti e accompagna le organizzazioni locali
La cybersicurezza non riguarda solo gli specialisti. Oggi significa proteggere scuole, associazioni, enti locali e tutte quelle organizzazioni che ogni giorno gestiscono dati, servizi e relazioni con cittadini e comunità. Significa trasformare competenze tecniche in strumenti concreti per rendere più sicuro il nostro ecosistema digitale.
È questo il messaggio emerso dall'evento "Cybersecurity Seminars. Shape the Future: risultati, esperienze e nuove sfide", ospitato lo scorso 7 luglio dall'Università degli Studi di Milano e organizzato in partnership con Fondazione Mondo Digitale nell'ambito del programma promosso da Google.org e realizzato in collaborazione con Virtual Routes [vedi la notizia Cybersecurity nell’era dell’IA].
L'incontro ha riunito docenti universitari, studenti, scuole ed esperti per condividere i risultati delle prime due edizioni del progetto, nato per formare una nuova generazione di professionisti della cybersicurezza e accompagnare le organizzazioni locali nell'affrontare le sfide della trasformazione digitale.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è la capacità di mettere in relazione mondi che raramente dialogano in modo strutturato: università, terzo settore, scuole e comunità locali.
Come ha spiegato Silvia Salini, professoressa ordinaria di Statistica dell'Università degli Studi di Milano, il programma ha coinvolto studenti provenienti da percorsi e territori molto diversi, valorizzando competenze multidisciplinari e mettendole al servizio di organizzazioni che spesso non dispongono di figure specializzate in cybersicurezza o protezione dei dati.
La sicurezza informatica, ha ricordato la docente, rappresenta oggi un vero "rischio democratico": riguarda tutti, indipendentemente dall'età o dal livello di competenze digitali, e richiede una diffusione sempre più ampia della cultura della protezione dei dati.
Per Pierluigi Perri, professore associato di Sicurezza informatica all'Università degli Studi di Milano, il progetto ha dimostrato il valore di una collaborazione che riesce a colmare la distanza tra formazione accademica e bisogni concreti del territorio, offrendo agli studenti un'esperienza capace di integrare competenze tecniche, normative e organizzative.
A questa prospettiva si è aggiunto il contributo internazionale di YuYing Mak, project officer di Virtual Routes, che ha evidenziato come il programma rappresenti un supporto concreto per accompagnare le organizzazioni nell'applicazione delle più recenti normative europee in materia di cybersicurezza e protezione dei dati.
Dalla teoria all'impatto
Le testimonianze delle scuole hanno mostrato con chiarezza come il progetto produca cambiamenti concreti.
L'istituto Primo Levi di Bollate ha raccontato un percorso che è andato ben oltre la formazione. Grazie al supporto del progetto, la scuola ha sviluppato un Piano per l'adozione dell'intelligenza artificiale e un nuovo Regolamento d'istituto, coinvolgendo circa 140 docenti e 12 collaboratori ATA in un percorso condiviso di consapevolezza e governance dell'IA.
Come ha spiegato la dirigente scolastica Elisabetta Boselli, il contributo di Cristiano Capozzi, giovane giurista formatosi nei Cybersecurity Seminars, è stato determinante per tradurre gli obblighi normativi in strumenti operativi, aiutando la scuola a promuovere un utilizzo critico, responsabile e consapevole delle nuove tecnologie [leggi la notizia Dalla formazione alla governance dell’IA].
Anche l'istituto tecnico economico e tecnologico Maggiolini di Parabiago (Milano) ha condiviso un'esperienza significativa. Il vicepreside Antonio Cascione ha raccontato come il progetto abbia permesso di verificare la sicurezza delle infrastrutture digitali dell'istituto - dal registro elettronico al sito web, fino ai firewall e ai server - contribuendo a diffondere una nuova cultura della cybersicurezza, non più vissuta come un semplice adempimento normativo, ma come una responsabilità condivisa.
Il valore del progetto emerge anche dal punto di vista degli studenti
Francesco Costanzo, partecipante della prima edizione con un background in ingegneria forense, ha raccontato come l'esperienza gli abbia consentito di ampliare la propria formazione tecnica, sviluppando competenze sulla governance della cybersicurezza e sugli aspetti normativi che oggi rappresentano una componente sempre più strategica per le organizzazioni.
Una crescita che testimonia l'approccio del programma: formare professionisti capaci di integrare competenze tecnologiche, giuridiche e organizzative, accompagnando enti e comunità verso una trasformazione digitale più sicura e consapevole.
Il percorso dei Cybersecurity Seminars proseguirà fino a dicembre 2026 con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra università e territorio e preparare una nuova generazione di professionisti in grado di affrontare le sfide della sicurezza digitale con competenza, responsabilità e spirito di servizio.