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I docenti della scuola del noi
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I docenti della scuola del noi: oggi conosciamo il docente e ingegnere Antonio Barsottini

Oggi, nel nostro viaggio firtuale tra i Docenti della scuola del noi, ci spostiamo in Toscana, per conoscere Antonio Barsottini, insegnante tecnico-pratico di ruolo di “Laboratorio di scienze e tecnologie delle costruzioni” presso l'istituto Carrara-Nottolini-Busdraghi di Lucca​. Ingegnere civile di formazione e abilitato all’insegnamento di fisica, ha tenuto laboratori per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado nell’area ingegneristica delle discipline STEM. Svolge anche attività di formazione professionale in ambito CAD e GIS, di cui è esaminatore ECDL-ICDL.

Come di consueto condividiamo un breve video di auto presentazione, inviato dall'insegnante, e poi l'intervista curata dalla ricercatrice Ilaria Gaudiello, che coordina i lavori della comunità open source dei docenti.

Siamo così giunti al quindicesimo  appuntamento con i Docenti della scuola del noi.

 

 

L'INTERVISTA

Antonio, nelle tue lezioni trasformi gli alunni in veri e propri geografi alle prese con rilievi topografici e mappatura sul campo. Puoi dirci di più sulle tue attività laboratoriali e sulle esperienze progettuali più significative realizzate con i tuoi studenti?
Come insegnante tecnico–pratico cerco di coinvolgere gli studenti in esperienze di apprendimento calate nel contesto reale, guidandoli in una rielaborazione dei concetti teorici attiva e aperta al contributo personale.
Utilizzo per fini didattici tutti gli strumenti disponibili, dai più semplici ai più tecnologici, sollecitando i ragazzi a scoprire le esigenze da cui sono nati e le idee che stanno dietro alle loro invenzioni. Invito gli studenti a un uso ragionato delle risorse disponibili e a far tesoro dell’esperienza degli altri, sfruttando anche la potenzialità di condivisione offerta dalle tecnologie digitali.
Ritengo che l’informazione libera ispirata all’approccio open source sia uno strumento didattico da valorizzare sia sotto il profilo dei contenuti, che possono essere di elevata qualità e che sono fruibili in modo gratuito, che nell’impostazione, basata sulla collaborazione ed aperta al contributo volontario.
Nell’ambito delle attività curricolari e dei PCTO ho tenuto laboratori sulla modellazione tridimensionale Cad, sulla stampa 3D e sui sistemi informativi territoriali, cercando di collegare agli aspetti prettamente tecnici spunti che aprano al piacere della scoperta e che sollecitino la curiosità verso tutto ciò che può appassionare.

Quest’anno il tuo interesse per la pedagogia attiva e inclusiva ha incontrato la Scuola del noi di Fondazione Mondo Digitale. Insieme a un gruppo di docenti dai profili complementari hai ideato e sperimentato un percorso didattico orientato al service learning attraverso la valorizzazione del territorio. In che modo geografia ed educazione civica possono essere coniugate in questo senso?
Tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 relativi al tema delle città e comunità sostenibili rientrano l’aumento dell’urbanizzazione inclusiva, la pianificazione integrata e l’accesso agli spazi verdi pubblici.
Per puntare a questi traguardi il gruppo di lavoro de La Scuola del noi di cui faccio parte sta elaborando un’unità di apprendimento denominata “Percorsi aperti - Open Tracks”, per sviluppare un percorso di service learning che coinvolga le associazioni a sostegno delle disabilità, le amministrazioni locali e le comunità scolastiche. Abbiamo iniziato facendo tesoro dalle esperienze svolte nei nostri istituti nell’ambito delle discipline STEM e dell’inclusione e abbiamo tratto spunti da attività relative all’uso didattico del database geografico OpenStreetMap, conosciute attraverso i canali di Wikimedia.
L’attività prevista per gli studenti riguarda la progettazione e la mappatura di percorsi turistici locali e prevede il rilievo diretto dei punti d’interesse (emergenze storiche, siti naturalistici, rilevanze culturali ecc.) e il censimento delle barriere architettoniche che ne limitano la fruizione. Ci si prefigge di valorizzare le ricchezze paesaggistiche locali condividendo con la comunità dei percorsi accessibili, realizzando forme di cittadinanza attiva che promuovano la rimozione degli ostacoli alla fruizione del territorio. 
È previsto il ricorso ad OpenStreetMap e ad alcune app che vi si interfacciano quali Street complete (strumento per l’annotazione sul campo della mappa  mediante l’inserimento di informazioni relative alla toponomastica, all’accessibilità e di tipo turistico), Wheelmap (progetto partecipativo ideato da Sozialhelden per la redazione di una mappa mondiale dei luoghi accessibili con sedia a ruote), Mapillary (piattaforma per la condivisione di modelli fotografici del territorio tridimensionali e geolocalizzati). Sono allo studio altre attività che valorizzino esperienze locali, quali ad esempio il ricorso alla Senzabarriereapp sviluppata dall’associazione Lucca senza barriere ODV; siamo inoltre alla ricerca di nuove idee ed esperienze che contribuiscano ad arricchire il progetto.

Se avessi l’opportunità di realizzare un progetto su più larga scala avvalendoti di scambi di competenze e buone pratiche all’interno della Scuola del Noi, quale sarebbe il tuo prossimo progetto?
Nel mio lavoro ho sperimentato attività e contesti diversi seppur attinenti al mio ramo di formazione: stage presso grandi aziende, collaborazioni professionali finalizzate alla progettazione di opere civili, docenza nella scuola secondaria di materie tecniche e scientifiche e per la formazione specialistica. Ognuna è stata occasione per apprendere sia competenze disciplinari che organizzative, che mi piacerebbe poter applicare al campo dell’innovazione didattica.
Sarei felice di poter crescere, come persona e come insegnante, scambiando idee ed esperienze con colleghi che provengono da percorsi diversi dai miei e che lavorano in contesti sociali e territoriali che non conosco.

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