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L’Italia delle competenze digitali si fa rete

La voce dei cittadini all'evento promosso da Repubblica digitale

L’Italia delle competenze digitali si fa rete

L’Italia delle competenze digitali si fa rete

La voce dei cittadini all'evento promosso da Repubblica digitale

C’è un dato che attraversa politiche, strategie e numeri: le competenze digitali non si costruiscono solo con le tecnologie, ma con le relazioni. È da qui che parte il contributo della Fondazione Mondo Digitale all’evento L’Italia delle competenze digitali si fa rete, promosso da Repubblica Digitale e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Un momento di confronto nazionale che ha messo al centro l’aggiornamento del Piano Operativo 2026 della Strategia nazionale per le competenze digitali, la nuova versione del framework europeo DigComp 3.0 e i risultati della Rete dei servizi di facilitazione digitale.

Dai dati alle persone: la testimonianza che fa la differenza
All’evento la Fondazione Mondo Digitale ha portato la voce diretta di Annamaria, cittadina seguita nei Centri di Facilitazione Digitale di Roma Capitale. Una scelta precisa: partire dall’esperienza concreta di chi vive il digital divide, per riportare il dibattito alle sue implicazioni più reali. A seguire i lavori, anche Vincenzo Sivero, project manager della rete dei Centri di Facilitazione Digitale di Roma e del nuovo progetto Roma capitale Digitale, impegnato quotidianamente nella costruzione di un’infrastruttura territoriale di inclusione.

Dalla testimonianza della cittadina, secondo Vincenzo Severo, emergono due messaggi chiave. Il primo riguarda la relazione: per chi vive situazioni di fragilità o marginalità, la differenza non la fa subito la competenza tecnica del facilitatore, ma la qualità dell’accoglienza. Sentirsi a proprio agio, non giudicati, è la condizione che rende possibile l’apprendimento. Il secondo riguarda l’accesso: la gratuità del servizio non è un dettaglio. Per molti cittadini, l’accesso ai servizi digitali è ancora legato a costi che rappresentano una barriera concreta. I Centri di Facilitazione Digitale si configurano così come un presidio pubblico essenziale, capace di rendere effettivo il diritto alla cittadinanza digitale.

Un’infrastruttura sociale per le competenze digitali
Il confronto promosso da Repubblica Digitale ha confermato un punto: la crescita delle competenze digitali nel Paese non può essere affidata solo a programmi formativi, ma richiede una vera e propria infrastruttura sociale. In questo senso, la rete dei Centri di Facilitazione Digitale rappresenta un modello strategico: capillare, accessibile, orientato ai bisogni reali delle persone. Il lavoro della Fondazione Mondo Digitale - anche attraverso iniziative come Roma Capitale sociale - contribuisce a trasformare l’innovazione tecnologica in opportunità concreta di inclusione.

Costruire ponti, non solo competenze 
“Costruire ponti tra le persone e l’innovazione” non è uno slogan, ma una pratica quotidiana, spiega Vincenzo Sivero. Portare la voce di una cittadina all’interno di un contesto istituzionale nazionale significa ribadire che le politiche pubbliche funzionano davvero quando riescono a intercettare le esperienze reali. E quando i dati, sempre più rilevanti, si intrecciano con le storie. È in questo spazio, tra numeri e persone, che si gioca la sfida delle competenze digitali per il futuro del Paese.
"Constatare tramite i dati come il nostro intervento contribuisca alla crescita digitale del Paese, è stato un momento di grande soddisfazione professionale", conclude Vincenzo Sivero.

Un’infrastruttura pubblica per l’inclusione digitale. I numeri chiave

  • Oltre 2,7 milioni di cittadini coinvolti
  • Più di 5.000 facilitatori digitali attivi
  • Oltre 4.000 Punti Digitale Facile su tutto il territorio

Risultati

  • Obiettivi PNRR (M1C1 – Investimento 1.7.2) raggiunti con circa 7 mesi di anticipo
  • Crescita dell’8,5% della popolazione con competenze digitali almeno di base (dati Eurostat, dicembre 2025)

Un modello di prossimità
Una rete capillare che opera in città, piccoli Comuni e spazi di comunità, offrendo supporto concreto ai cittadini per l’accesso ai servizi digitali (SPID, CIE, PagoPA, App IO). Un approccio basato sulla vicinanza territoriale e su percorsi personalizzati, che riduce le disuguaglianze e rende effettiva la cittadinanza digitale.

Una rete che cresce
Il successo dell’iniziativa è frutto della collaborazione tra istituzioni, Regioni, Comuni, Terzo settore e comunità locali. L’obiettivo condiviso è trasformare questa esperienza in una infrastruttura strutturale, stabile anche oltre il PNRR.

Strumenti per il futuro

  • Traduzione italiana del framework europeo DigComp 3.0
  • Aggiornamento del Piano operativo della Strategia nazionale per le competenze digitali, in linea con il programma europeo Digital Decade 2030

 

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