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L'ecosistema formativo di Palermo

Coding Girls & Women: anche i bambini della primaria all'università

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Coding Girls & Women: anche i bambini della primaria all'università

Sono trascorse poche ore dalla tappa di Palermo del tour di Coding Girls & Women che in dodici appuntamenti sta toccando le principali città universitarie italiane, con focus dedicati a diverse declinazioni delle discipline tecnologiche: dall’intelligenza artificiale alla data science, dalla robotica alla cybersecurity [vedi la notizia Codng Girls & Women, Hackathon a Palermo]. Le emozioni sono ancora intense e ben presenti nella testa e nel cuore della coordinatrice del progetto, Cecilia Stajano: “Palermo è tante cose, e non riesco nemmeno bene a descriverle! Qui non c'è cosa che non si possa fare e fare bene. A Palermo il radicamento territoriale diventa un fattore di innovazione. La collaborazione con l’ateneo, la partecipazione delle scuole, la presenza dei tutor e l’apertura a nuovi ambiti disciplinari mostrano come le competenze digitali crescano meglio quando sono legate a comunità vive, relazioni fiduciarie e problemi concreti. Siamo partiti con Coding Girls tanti anni fa quasi in sordina e poi, invece, Palermo e la sua comunità universitaria sono state culla di tutte le innovazioni introdotte nel progetto. I docenti dell’ateneo e quelli delle scuole siciliane fanno un lavoro molto importante per rendere i loro studenti sempre più sicuri delle loro competenze, unico vero mezzo per crescere liberi e fare le proprie scelte in autonomia”.
La tappa palermitana conferma una vocazione ormai riconoscibile: non essere soltanto un momento formativo, ma un ambiente di sperimentazione educativa. A Palermo Coding Girls & Women assume la forma di un vero ecosistema, capace di mettere in relazione dipartimenti universitari, scuole di ogni ordine, tutor, docenti, studentesse e studenti intorno a una stessa idea di futuro: rendere le Stem più accessibili, più concrete e più vicine alla vita delle persone.
Coinvolgere bambine e bambini della primaria significa anticipare il lavoro sugli stereotipi, prima che diventino barriere. L’università si apre così come spazio di scoperta e familiarità, non come luogo distante da raggiungere “un giorno”, ma come ambiente in cui si può entrare fin da piccoli per osservare, sperimentare, costruire e fare domande. La forza del modello sta nella continuità della filiera educativa: i bambini scoprono, gli adolescenti progettano, gli universitari accompagnano, i docenti innovano le pratiche didattiche, il territorio si riconosce in un’azione comune. È questa alleanza tra età, ruoli e competenze diverse a trasformare una giornata di laboratorio in un investimento di comunità.

Anche quest’anno i numeri e le novità della tappa palermitana sono forti: cinque le curvature didattiche, otto i dipartimenti universitari coinvolti, dieci le scuole, 60 i tutor tra percorsi per la secondaria e attività per la primaria (novità del 2026). Per le scuole secondarie hanno partecipato 150 studenti, mentre per la primaria sono stati coinvolti 155 bambini, accompagnati anche da studenti di Scienze della formazione primaria. Per la primaria il percorso si è articolato nei temi di realtà aumentata e apprendimento Stem, con attività di indagine e scoperta per avvicinare i bambini alla scienza, alla geometria e alla fabbricazione digitale. Le scuole secondarie hanno lavorato invece su cinque sfide: “Coding con Arduino”, “I dati siamo noi”, “Code&Rock. La Terra che parla in codice”, “Come viaggiano i dati?”, “Metaverso della chimica”. Le cinque sfide proposte hanno tradotto le tecnologie in contesti di realtà: energia e sostenibilità degli ambienti scolastici, lettura critica dei dati, comunicazione digitale, scienze della terra, chimica immersiva e realtà aumentata. Un modo per mostrare che il codice non è una competenza isolata, ma un linguaggio per comprendere fenomeni, risolvere problemi e immaginare soluzioni.

“Portare ragazze e ragazzi a confrontarsi con le discipline Stem attraverso esperienze concrete, collaborative e inclusive significa offrire loro strumenti fondamentali per costruire il futuro e accendere in loro una scintilla che li potrà aiutare a trovare la propria strada. La partecipazione e l’entusiasmo che abbiamo visto oggi confermano quanto sia importante creare occasioni di apprendimento innovative già a partire dai primi anni di formazione”, ha dichiarato la prorettrice al Diritto allo studio e all’innovazione dei processi di apprendimento e presidente del TLC-CIMDU, Luisa Amenta.

“Questa edizione palermitana ha rappresentato un importante momento di crescita e sperimentazione. Abbiamo costruito un ecosistema di apprendimento in cui università, scuole e tutor hanno lavorato insieme per rendere le Stem accessibili, coinvolgenti e vicine ai linguaggi delle nuove generazioni”, ha sottolineato la Coordinatrice UniPa del progetto Coding Girls & Women, Antonella Maggio, mentore per la didattica dell'Ateneo.

La tappa ha coinvolto attivamente il campus dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con il Centro per l'innovazione e il miglioramento della didattica universitaria TLC-CIMDU  dell’Università degli Studi di Palermo. La scelta di chiamare a partecipare anche i bambini della scuola primaria, sostiene fin dai primi anni l’interesse per scienza, tecnologia, creatività digitale e apprendimento per scoperta. Un’altra novità dell’edizione palermitana è stata l’apertura alle scienze della terra, con percorsi che hanno messo in dialogo codice, dati e ambiente. Le scuole palermitane coinvolte sono Margherita Hack, Convitto nazionale Giovanni Falcone, Boccadifalco Tomasi di Lampedusa, Cinisi, Federico II di Svevia, Ettore Majorana, Benedetto Croce, Felicia e Peppino Impastato, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Meli.

I vincitori

I progetti premiati restituiscono bene la varietà delle sfide: soluzioni per il risparmio energetico, dispositivi per la sicurezza e l’accessibilità, analisi di dati legati agli stili di vita, reti di comunicazione tra microcontrollori, visualizzazioni immersive di molecole, applicazioni creative per comprendere terremoti e fenomeni naturali. Idee ancora prototipali, ma già capaci di collegare apprendimento, cittadinanza scientifica e responsabilità sociale.

Per la sfida “Coding con Arduino”: il premio Innovazione è andato al team Green Founders del Liceo Meli. Il progetto propone un sistema basato su Arduino per ridurre gli sprechi energetici nelle aule e un display Lcd mostra interventi ed energia risparmiata, con un sistema di gamification tra classi. Il premio Creativo al team I Candelabri dell’istituto Felicia Peppino Impastato per un progetto di termoregolazione di un’aula con sistema antincendio. Il premio Inclusivo al team Errore 404, del Felicia e Peppino Impastato, per il progetto di un dispositivo che si accende quando si aprono e si chiudono le finestre.

Per la sfida “I dati siamo noi”, ha vinto l’istituto Majorana: il premio Originalità al team data five per l’analisi di un dataset con la creazione di infografica. Il premio Innovazione al team Coding life per il progetto di analisi dello stile di vita degli studenti e infine per il premio Inclusione hanno vinto i miniciccioli con l’analisi del dataset e-commerce che visualizza acquisti e soddisfazione degli utenti.

Per la sfida “Come viaggiano i dati”: premio Originalità al Client Esp32 dell’Istituto Carlo Alberto dalla Chiesa per il progetto di chat tra più Client e server. Premio Inclusività al team Bho del Carlo Alberto Dalla Chiesa che propone un progetto su come viaggiano i dati in base al codice dell’Esp32 chat (il microcontrollore ESP32 scambia messaggi di testo o vocali). Premio Innovazione al Dream Team dell’Educandato Maria Adelaide per il progetto in powerpoint su Coding Girls.

Per “Code & Rock” hanno vinto i team dell’istituto Felicia e Peppino Impastato: gli Idoli, che attraverso l’uso dei suoni dei terremoti, hanno ricreato delle basi musicali ispirate alla musica hip-pop, Sisma Guesser con un programma su Google Colab che consente di individuare il punto geografico in cui è avvenuto un sisma, infine Le Magnitudo 4, che hanno rappresentato la simulazione della propagazione delle onde S e P durante un terremoto.

I premi della sfida “Realtà aumentata con la chimica” sono andati al team Evon del liceo Benedetto Croce (premio Innovazione) per una galleria di molecole, al team Connessioni molecolari del liceo Felicia e Peppino Impastato (Inclusivo) per una stanza all’interno di una galleria con molecola di fucoxantina. Infine premiato per l’originalità il team MetaMolecole dell’istituto Felicia e Impastato per la galleria virtuale che esplora il colorante Malachite Green.

La tappa di Palermo mostra così una delle direzioni più promettenti del programma: non limitarsi ad avvicinare ragazze e donne alle tecnologie, ma costruire ambienti educativi in cui ciascuno possa riconoscersi competente. Dalla primaria all’università, dai laboratori alla progettazione, Coding Girls & Women lavora su una sfida culturale prima ancora che tecnica: rendere le Stem un territorio abitabile, inclusivo e generativo.

L'obiettivo del programma nazionale Coding Girls & Women, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso 2/2024) e da realizzare in rete con aziende, istituzioni locali ed enti del terzo settore, tra cui l’associazione Lisca Bianca ETS, è costruire un ecosistema capace di accompagnare le persone nello sviluppo di competenze digitali, scientifiche e trasversali, favorendo l’accesso e la permanenza nel mondo delle Stem. I destinatari sono studentesse e studenti, dottorandi e ricercatori, docenti, genitori, donne in condizioni di fragilità e giovani in transizione scuola-lavoro. Il progetto si articola in attività sul territorio per coinvolgere le comunità educanti e i cittadini, tra cui allenamenti di coding, sessioni di consapevolezza e sviluppo personale (con l’uso del Personal Ecosystem Canvas), laboratori tematici su tecnologie emergenti, laboratori ludici ed esperienze pilota, formazione alla pari e con tutor universitari, sessioni di orientamento con role modeling, laboratori di imprenditoria inclusiva e di economia blu, accompagnamento alla costruzione del profilo professionale, hackathon e contest creativi con team misti (scuole e atenei), sessioni di coprogettazione (Lego Serious Play). Proseguono le collaborazioni con aziende e istituzioni, tra cui ING, Microsoft, Google.org, Micron Foundation.

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