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L'economia sociale può guidare il cambiamento

Lucia Albano al convegno sull'economia sociale

L'economia sociale può guidare il cambiamento

L'economia sociale può guidare il cambiamento

Lucia Albano al convegno di ieri: la centralità della persona, il Piano nazionale e la proposta di valutare l'impatto della trasformazione digitale

"A disposizione di chi vogliamo mettere questa trasformazione digitale e questo nuovo mondo che si presenta?". È la domanda con cui Lucia Albano, sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ha riportato al centro del dibattito il rapporto tra innovazione tecnologica, responsabilità collettiva e sviluppo dell'economia sociale. 
Intervenendo ieri, 21 ottobre, al convegno L'economia sociale nell'era digitale, organizzato dalla Fondazione Mondo Digitale ETS nell'ambito delle iniziative per i suoi 25 anni, Albano ha riconosciuto il valore di una riflessione che mette in relazione due dimensioni fondamentali dello sviluppo del Paese. 
"Devo ringraziare veramente la Fondazione Mondo Digitale per questa visione di digitale da una parte ed economia sociale dall'altra. È un aspetto che tocca profondamente il mondo dell'economia sociale, ma forse non ne abbiamo una consapevolezza fino in fondo".

Venticinque anni di trasformazione
Per raccontare la profondità del cambiamento, Albano è partita dalla propria esperienza di docente di informatica, ricordando quando, venticinque anni fa, avvicinare le persone al digitale significava cominciare dai concetti elementari di bit e byte. Un'impresa che ha paragonato ad "atterrare sulla Luna". 
Oggi l'intelligenza artificiale generativa apre possibilità molto diverse, trasformando il modo in cui elaboriamo informazioni e produciamo conoscenza. Un'evoluzione che rende ancora più importante interrogarsi sulle finalità dell'innovazione e sulle persone che possono beneficiarne. Da qui la domanda decisiva: a chi vogliamo destinare le opportunità della trasformazione digitale?

L'economia sociale può guidare il cambiamento
Nel suo intervento, la sottosegretaria ha sottolineato che l'economia sociale è prima di tutto economia, qualificata dalla centralità della persona e dal perseguimento di finalità sociali. La transizione digitale investe questa realtà su due fronti: all'interno delle organizzazioni, dove può migliorare processi, competenze e capacità di innovazione, e nella società, dove l'economia sociale può contribuire a orientare il cambiamento verso obiettivi di inclusione e sviluppo condiviso. Albano ha richiamato esplicitamente alcune delle priorità emerse durante il confronto: "Rafforzare la capacità di innovare delle organizzazioni, investire sulle persone e sulle competenze, fare della transizione digitale un'infrastruttura sociale, assumere la leadership della transizione digitale". Sono temi che, secondo la sottosegretaria, riguardano tutte le realtà associative, cooperative e imprenditoriali dell'economia sociale, chiamate a interrogarsi sia sugli effetti delle tecnologie nella propria organizzazione sia sul contributo che possono offrire alla trasformazione della società. Il punto di partenza è la centralità della persona: un principio che deve guidare tanto le scelte economiche quanto lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze digitali.

Un metodo partecipativo per costruire il futuro
Albano ha quindi ripercorso il lavoro di elaborazione del Piano nazionale per l'economia sociale e del relativo Piano d'azione, sviluppato anche in risposta alla raccomandazione europea attraverso un percorso di confronto con gli attori del settore. "Abbiamo avuto oltre 130 contributi da parte di quasi 130 enti dell'economia sociale che sono stati interessati a questo tema e l'hanno fatto in maniera propositiva". Un processo che ha consentito di definire il perimetro dell'economia sociale, individuare strumenti e priorità e, soprattutto, avviare la costruzione di una cultura condivisa, capace di riconoscere il ruolo economico e sociale delle organizzazioni che perseguono finalità collettive. Secondo Albano, questo stesso metodo può essere applicato alla trasformazione digitale. Economia sociale e innovazione tecnologica stanno infatti modificando profondamente i modelli economici e sociali e richiedono nuove capacità di confronto, interpretazione e proposta.

Valutare l'impatto del digitale
Uno dei passaggi più significativi dell'intervento ha riguardato la possibilità di estendere la cultura della valutazione di impatto alla trasformazione digitale. "Siamo abituati ad analizzare l'impatto sociale, ma analizzare l'impatto che il digitale ha in senso ampio sui temi dell'economia e dell'economia sociale credo possa essere non solo uno studio, ma una possibilità per gli stessi soggetti di trovare una strada". È una prospettiva particolarmente rilevante per il Terzo settore. Misurare gli effetti delle tecnologie significa comprendere come cambiano le organizzazioni, le competenze delle persone, le modalità di lavoro e la capacità di rispondere ai bisogni delle comunità. Albano ha richiamato anche il valore dell'intelligenza artificiale come possibile laboratorio di innovazione e della valutazione come strumento per orientare le decisioni. 
"Temi come fare dell'intelligenza artificiale un laboratorio per l'innovazione digitale e valutare per apprendere e decidere possono diventare un metodo elaborato da un tavolo come questo e diventare una proposta alla società". La riflessione apre così uno spazio di lavoro condiviso tra istituzioni, organizzazioni sociali e mondo della ricerca, nel quale la valutazione può contribuire a rendere più consapevoli e verificabili le scelte di innovazione.

Dalla riflessione a una proposta condivisa
Nella parte conclusiva dell'intervento, la sottosegretaria è tornata sul valore dell'incontro promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, riconoscendo che l'integrazione tra digitale ed economia sociale offre una prospettiva di lavoro da approfondire. "È un passaggio che mettere assieme digitale e sociale ancora non avevo preso in considerazione in modo così integrato, invece ritengo possa essere un percorso interessante per portare una cultura che veda sempre la persona al centro". Un riconoscimento importante per il confronto avviato durante il convegno e per la proposta di considerare la trasformazione digitale una dimensione strategica dello sviluppo dell'economia sociale. La conclusione di Albano richiama una responsabilità che coinvolge istituzioni, educatori, organizzazioni e cittadini: «Ciò che accade ci interroga nel comprendere come si possa insegnare a valutare per apprendere, e come si possa lavorare per costruire un'innovazione sociale e digitale piuttosto che subire il cambiamento».

È proprio questa la prospettiva che la Fondazione Mondo Digitale intende contribuire a sviluppare: un percorso condiviso in cui competenze, innovazione e valutazione diventino strumenti per rafforzare l'economia sociale e mettere le opportunità della trasformazione digitale al servizio delle persone e delle comunità.

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