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È tempo di mare!

Intelligenza artificiale e robotica a guardia dei nostri ecosistemi
Immagine generata con ChatGpt

È tempo di mare!

È tempo di mare!

Intelligenza artificiale e robotica a guardia dei nostri ecosistemi

Con l’arrivo dell’estate e il ritorno di milioni di persone sulle coste, nei porti e lungo i laghi, la sfida della tutela degli ecosistemi acquatici diventa ancora più evidente. È proprio qui che la RomeCup 2026 mostra uno dei suoi volti più concreti: quello di una tecnologia che non resta chiusa nei laboratori, ma si misura con problemi reali come l’inquinamento, il monitoraggio ambientale, la sicurezza dei bagnanti e la difesa della biodiversità.

Nella categoria MareBOT, studentesse e studenti, affiancati da università e centri di ricerca, hanno progettato soluzioni che uniscono robotica, sensoristica e intelligenza artificiale per osservare, prevenire, raccogliere dati e intervenire. Ne emerge un’idea di innovazione vicina ai territori e ai bisogni delle comunità, capace di leggere il mare non solo come spazio naturale da proteggere, ma anche come ambiente da conoscere meglio, in modo continuo, accessibile e sostenibile.

Scopriamo i sette progetti della categoria MareBOT, nati dalla collaborazione tra scuole e università:

1. Protezione dei bagnanti e monitoraggio costiero
Il liceo Gian Domenico Cassini di Sanremo (Imperia), in collaborazione con il team PoliTocean del Politecnico di Torino, ha presentato Meducamera. Si tratta di un dispositivo a tenuta stagna progettato per rilevare e riconoscere in tempo reale la presenza di meduse tramite l'IA (Gemma di Gemini). Il sistema include il Medusometro, uno schermo digitale in spiaggia che segnala la condizione di balneabilità, integrando anche un sintetizzatore vocale per bagnanti ipovedenti.

2. Analisi della qualità delle acque interne
Il liceo Bertrand Russell di Cles (Trento), supportato dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha sviluppato AcquaScanner. Questo prototipo, realizzato interamente con stampa 3D, è una "barchetta" dotata di sensori per il monitoraggio di pH, ossigeno disciolto e torbidità. È pensato specificamente per laghetti e paludi dove è necessario un controllo costante della biodiversità acquatica.

3. Sentinelle autonome contro la pesca illegale
L'istituto tecnico industriale Enrico Fermi di Roma, insieme all’Università di Pisa, ha proposto Infinity, un drone marino progettato come sentinella autonoma per aree protette. Con una configurazione a trimarano e alimentazione a pannelli solari, il drone è in grado di monitorare la biodiversità e individuare attività illecite come la pesca di frodo o gli ancoraggi non autorizzati.

4. Dalla rilevazione alla raccolta dei rifiuti
L'Istituto Marconi Pieralisi di Jesi (Ancona), in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, ha trasformato il precedente robot Calypso nel nuovo Thalassa. Questo catamarano radiocomandato non si limita a individuare i rifiuti galleggianti nell'Adriatico tramite IA, ma è dotato di un sistema meccanico a tamburo rotante capace di raccoglierli fisicamente per ripulire la superficie marina.

5. Monitoraggio della salute del Mediterraneo
L'istituto Guglielmo Marconi di Nocera Inferiore (Salerno), con l’Università di Firenze, ha ideato il Marconi Rov Explorer (MRE). Questo rover sottomarino è focalizzato sul monitoraggio della Posidonia Oceanica, una pianta endemica fondamentale come bioindicatore dello stato di salute del mare. Il sistema utilizza la computer vision (piattaforma Roboflow) per riconoscere anche la presenza di microplastiche.

6. L'ascolto dei giganti del mare
L'istituto Panella Vallauri di Reggio Calabria, affiancato dal Politecnico di Torino, ha presentato EcoWhale. Il progetto consiste in un drone marino per il monitoraggio bioacustico nello Stretto di Messina. Grazie a sensori tarati sugli infrasuoni (20Hz), l'unità intercetta il "canto" dei cetacei per allertare il traffico navale in tempo reale e prevenire collisioni fatali, ispirandosi alla storia della balena "Codamozza".

7. Una rete di boe smart a basso costo
Il liceo scientifico Vito Volterra di Ciampino (Roma), insieme all’Università di Pisa, ha realizzato la Volterra Blue Sentinel (VBS). Si tratta di una boa intelligente estremamente economica (costo stimato di circa 35 euro) che utilizza materiali di recupero come tubi da piscina e contenitori ermetici. La VBS monitora molteplici parametri tra cui velocità del vento, altezza delle onde e torbidità, inviando i dati a un'interfaccia web per creare una rete diffusa di monitoraggio ambientale.

Questi progetti mostrano come la RomeCup sia molto più di una competizione: è un laboratorio in cui i giovani imparano a progettare tecnologie utili, sostenibili e radicate nella realtà. Nel caso di MareBOT, il mare diventa così uno spazio di apprendimento e innovazione, da osservare, proteggere e abitare con maggiore responsabilità.

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