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Crescere divertendosi

I docenti della scuola del noi

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I docenti della scuola del noi: l'esperienza del gioco nel lavoro di Chiara Castelli

Chiara Castelli, docente di Filosofia e scienze umane, lavora da oltre dieci anni nella scuola. Laureata in Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione presso l’Università degli studi di Torino, si è specializzata con un master biennale in Psicologia Scolastica presso l’Istituto Firera & Liuzzo di Milano e in Psicoterapia Sistemica Integrata presso la scuola IDIPSI di Parma. Continua ad approfondire in campo scolastico e clinico il tema della sua tesi: “Il Gioco in terapia: curare le famiglie giocando? Strumenti, strategie ed emozioni in gioco”.

Con il suo gruppo di lavoro, insieme ai Docenti della scuola del noi, ha ideato un percorso didattico ispirato al service learning, che usa dati aperti per identificare percorsi accessibili a tutti a partire da una mappatura di aree di interesse storico e artistico. Un percorsi didattico che coinvolge l’intera classe e le famiglie in attività che fanno crescere, divertendosi.

Con Chiara Castelli siamo giunti al 36° appuntamento con i Docenti della scuola del noi. E come di consueto condividiamo un breve video di auto presentazione e poi l'intervista curata dalla ricercatrice Ilaria Gaudiello, che coordina i lavori della comunità open source dei docenti e formatori.

 

 

 

L'INTERVISTA

Chiara, il tuo profilo di esperta in didattica, psicologia e psicoterapia ha incontrato quest’anno La Scuola del noi, community di docenti dedicata all’innovazione didattica e inclusiva. Puoi dirci quali sono stati i tre aspetti più interessanti della tua esperienza di co-ideazione di percorsi didattici all’interno del tuo team di lavoro?
È stata senza dubbio un’esperienza nuova e molto arricchente sotto più punti di vista. Ho conosciuto docenti di altre regioni d’Italia che mi hanno fatto conoscere realtà scolastiche e comunitarie molto diverse dalla mia realtà locale. Sono entrata in contatto con strumenti che non conoscevo e che ho poi provato a usare io stessa sul campo, scoprendo la possibilità di progettare nuovi percorsi di inclusione scolastica. La Scuola del noi e la Fondazione mi hanno dato la possibilità di rimettermi in gioco sul tema dell’innovazione digitale, ambito che in passato mi aveva appassionata ma che poi avevo accantonato per altre priorità di investimento a livello di formazione personale. Data la velocità dell’innovazione tecnologica mi ero poi resa conto di essere “rimasta indietro” e questo periodo di emergenza mi ha costretto a rimettermi in moto da questo punto di vista, con non pochi dubbi e timori di non essere più in grado. Partecipare alle iniziative della community mi ha permesso di investire nella formazione professionale, recuperando quindi anche il gap digitale che avvertivo precedentemente.

Il digitale e il gioco come fattori strategici per l’inclusione sono al centro della tua pratica di docente e formatrice. Quali sono i tuoi progetti nel cassetto?
Per quest’anno scolastico mi sono data l’obiettivo di riuscire a sperimentare il progetto ideato con i colleghi della FMD. Quando è stato progettato ero ancora in maternità e quindi non ho potuto apportare il mio contributo alla parte sperimentale, ma solo a quella ideativa. Inoltre continuo a formarmi per affinare le mie competenze in ambito di innovazione digitale (strumenti Google per l’educazione, storytelling, software specifici per l’apprendimento) e sto cercando di progettare i percorsi degli alunni con certificazione 104 che seguo in una doppia ottica di lavoro: potenziare le capacità cognitive dell’individuo e contemporaneamente far emergere e sviluppare maggiori risorse socio-relazionali, coinvolgendo il più possibile i compagni di classe. Questo tipo di intervento porta a un maggior benessere collettivo (di grandi e piccoli) e favorisce un più facile adattamento al contesto sociale in un’ottica di scambio e arricchimento di risorse.

Puoi condividere con la community un consiglio di lettura ispirante, che ha provocato in te un cambiamento di prospettiva o che ti ha consentito di approfondire un aspetto della didattica innovativa  e inclusiva?
L’incontro con due persone in realtà mi ha cambiato profondamente come professionista dell’ambito educativo e clinico. Ho avuto la possibilità di lavorare con il collega Giorgio Beltrami, che mi ha insegnato l’importanza dell’apprendimento attraverso il fare e del lavorare con i gruppi in formazione privilegiando l’aspetto della facilitazione dei processi. Questo è uno dei suoi libri che consiglio a tutti: Lego® Serious Play® pensare con le mani. Valore per le persone, valore per le organizzazioni (Franco Angeli, 2017).
L’incontro con un’altra collega mi ha fatto crescere sotto molti aspetti: la logopedista Margherita Colacino. Insieme siamo “nate” professionalmente e abbiamo realizzato diversi progetti nelle scuole della provincia di Parma, con un’ottica di lavoro centrata sul gioco. Insieme ad altri colleghi ha realizzato questo sito che continuo a consigliare a famiglie e scuole: 0-99.it | Giocare per non smettere di crescere!

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