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RoboyCT, il drone "eroe del futuro"

Il team dell’IIS Vaccarini di Catania vince per il 2° anno il contest creativo DroneBot della RomeCup 2026

RoboyCT, il drone "eroe del futuro"

RoboyCT, il drone "eroe del futuro"

Il team dell’IIS Vaccarini di Catania vince per il 2° anno il contest creativo DroneBot della RomeCup 2026

Nell’ambito della RomeCup 2026 si è svolto anche il contest creativo di robotica DroneBot, realizzato in collaborazione con Amazon e con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con un regolamento dedicato all’area volo. A conquistare il primo premio è stato RoboyCT, il progetto dell'istituto superiore Giovan Battista Vaccarini di Catania, sviluppato dagli studenti della 4AIT Samuele Daniele Maria Ferlito e Giuseppe Vinciprova, guidati dal professor Leonardo Caruso. Per la scuola catanese è una conferma importante: il team ripete infatti l’exploit dello scorso anno e torna a casa con un nuovo primo posto.

La sfida chiedeva ai partecipanti di integrare competenze di robotica, visione artificiale e guida autonoma. «La gara consisteva nel rilevare un fuoco attraverso un drone e poi, tramite una guida autonoma, il rover doveva arrivare fino al fuoco», raccontano gli studenti nella video testimonianza realizzata durante la RomeCup. «Siamo molto contenti per aver vinto questa seconda edizione di fila. Ringraziamo il nostro professore e la scuola per averci permesso questa esperienza, questo viaggio».

RoboyCT combina tre elementi: un drone, un rover e un modello di intelligenza artificiale. Nella presentazione del progetto gli studenti lo definiscono “l’eroe del futuro”, capace di riconoscere in tempo reale una minaccia e attivare una risposta rapida. Il sistema prevede un modello di IA gestito localmente da un computer dotato di scheda video RTX, collegato a un drone con videocamera ad alta risoluzione. L’obiettivo è riconoscere il pericolo e guidare l’intervento del rover.

Dal punto di vista tecnico, il progetto lavora sull’integrazione tra più dispositivi. Il drone e il computer comunicano attraverso una connettività wireless ADB, usando un access point Wi-Fi come ponte di collegamento. Il rover, invece, è connesso al computer tramite due moduli Bluetooth in modalità master & slave, interfacciati da due schede Arduino: una a bordo del rover e una collegata al PC. Un Aruco Marker posizionato sul rover consente al drone di riconoscerlo e inviare i comandi direzionali al computer, che a sua volta trasmette i dati al rover attraverso il modulo Bluetooth.

La forza del progetto sta proprio nella cooperazione tra sistemi diversi: il drone osserva dall’alto, l’intelligenza artificiale interpreta le immagini, il rover interviene a terra. Una piccola architettura robotica distribuita che simula scenari reali di intervento in ambienti complessi, dove la rapidità di rilevamento e la precisione di movimento possono fare la differenza.

La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale per la progettazione all’istituto superiore Arangio Ruiz di Roma, valorizzando la qualità complessiva dei prototipi in gara e la capacità delle scuole di misurarsi con sfide tecnologiche avanzate.

"La categoria DroneBot chiede ai ragazzi di ragionare in modo sistemico", sottolinea Eleonora Curatola, coordinatrice dei contest creativi di robotica. "Non basta far volare un drone o muovere un rover: bisogna costruire una relazione intelligente tra percezione, analisi e azione. RoboyCT è interessante perché mostra come studenti ancora alle superiori riescano a lavorare su una catena tecnologica completa, dall’acquisizione delle immagini alla risposta autonoma del robot".

Con RoboyCT, la RomeCup 2026 racconta una robotica giovane, concreta e orientata alla soluzione dei problemi. Un progetto nato in classe, cresciuto grazie alla guida dei docenti e al confronto con università e aziende, che mostra come l’innovazione possa diventare palestra di competenze: visione artificiale, programmazione, elettronica, lavoro di squadra e capacità di trasformare una sfida in un prototipo funzionante.

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