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Digital Bridge: il racconto della sessione formativa nella sede nazionale della Croce Rossa italiana

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Digital Bridge: il racconto della sessione formativa nella sede nazionale della Croce Rossa italiana

Lo scorso weekend, la sede romana della Croce Rossa Italiana è stata animata dalle sessioni formative del progetto Digital Bridge con le metodologie Lego® Serious Play® e Agile. Il primo giorno del “WE CRI” è stato dedicato a facilitare il confronto all’interno dei gruppi, il secondo a sperimentare modalità efficaci di gestione del cambiamento. 

"Grazie al contributo dei formatori Cecilia Stajano, Marco Rossi e Francesca Lisi, i partecipanti sono stati coinvolti in attività esperienziali, esercitazioni pratiche e momenti di coprogettazione. Un’esperienza di learning by doing che ha favorito lo sviluppo di competenze chiave come comunicazione efficace, ascolto attivo, e lavoro di squadra, valorizzando le esperienze dei volontari e rafforzando la capacità di collaborare in modo integrato", spiega la project manager Cecilia Borzese.
La metodologia LEGO® Serious Play® è un approccio esperienziale che usa i mattoncini Lego come strumento di facilitazione per esplorare idee, costruire visioni condivise e stimolare il pensiero sistemico. Agile è un metodo di lavoro che valorizza collaborazione, sperimentazione e miglioramento continuo, adattandosi ai bisogni reali delle persone e dei contesti.

Cecilia Stajano, responsabile delle comunità per la Fondazione Mondo Digitale e facilitatrice certificata del metodo Lego® Serious Play®, ha spiegato le attività della giornata di sabato: “Abbiamo chiesto ai volontari, singolarmente, di immaginare una strategia per accogliere un nuovo componente nella propria organizzazione. Partendo dalla propria esperienza, si sono sforzati di mettere a fuoco proposte di cambiamento ed elementi di continuità con il passato. Il secondo scenario ha richiesto la suddivisione dei presenti in gruppi, per ideare modi per incentivare nuove donazioni e renderle continuative. Infine, la terza e ultima sfida della giornata, ha riguardato nuovi servizi da offrire al territorio oltre a quelli più tradizionali”.

I volontari si sono impegnati a fondo nelle proposte, distinguendosi per originalità e coraggio. Nonostante età, provenienza e storie molto diverse, erano tutti accomunati dalla voglia di imparare, di interiorizzare un percorso per poi restituirlo ai propri compagni di strada, tornando alle comunità di appartenenza. Per molti, è stata la prima occasione di confronto con persone di percorsi diversi.

Laura, romana, mamma di due giovani donne, è in Croce Rossa da 9 anni, molti dei quali in prima linea nelle grandi emergenze del Paese. Come nel caso del Covid: è stata tra i primi dodici volontari a formarsi per fronteggiare la pandemia nel Lazio. Patrizia ha operato in ambito di biocontenimento del virus nelle tute protettive che abbiamo visto in tv, ha accolto i viaggiatori di ritorno dall’Oriente quando ancora non era scattato il lockdown, ha collaborato alla costruzione degli hub vaccinali della Capitale. Anche negli anni precedenti, ha presidiato tantissimi grandi eventi per offrire il suo supporto in caso di urgenze. Ora, la sfida, è accrescere le competenze nel digitale.

La storia dei genitori di Adam, giovanissimo partecipante del Comitato di Alessandria, è nata sotto una croce, quella verde del soccorso sanitario. Suo padre è stato l’istruttore 118 della mamma. Grazie a questa sensibilità sviluppata in famiglia e a qualche suggestione dalle serie tv “medical drama”, Adam ha fatto il corso d’accesso alla Croce Rossa e ora sta svolgendo il suo tirocinio presso il 118. Spesso porta le persone fragili nei luoghi di cura. Sta studiando “scienze politiche dell’amministrazione” e vuole diventare un diplomatico. È la prima volta che esce dalla sua zona di comfort e si confronta con persone di tutta Italia. 

Radu, volontario da 6 anni, vive a Guidonia e ha 23 anni. Si dedica alle raccolte alimentari, ma anche all’assistenza sanitaria e al 118, in connessione con la sua grande vocazione all’assistenza. È infatti al secondo anno di infermieristica. Ma dedicarsi agli altri, per Radu, è una missione più ampia: si dedica con entusiasmo alla politica attraverso una lista civica della sua città. Ha tenuto un discorso in commissione servizi sociali dell’assemblea cittadina, parlando di cyberbullismo. Ha capito anche grazie al WE CRI che il lavoro di squadra funziona solo se ognuno mantiene la sua unicità.

Giuseppe Mastromonaco si è dedicato alla CRI da due anni, da quando è in pensione, ed è diventato presidente del comitato regionale Marche. È interessato a sostenere l’organizzazione e ad avviare tante nuove iniziative anche con il supporto delle nuove tecnologie. Per questo ha portato con sé tanti componenti della sua comunità.

Dal 2009 in Croce Rossa, Anita viene da Genova e oltre ad essere volontario soccorritore si è sempre occupata di amministrazione. Digital Bridge per lei è stato un passaporto per mettere a frutto al meglio la transizione digitale, ha apprezzato i formatori e vuole scoprire tutti i percorsi del progetto. 

Valeria, di Catania, conosce Fondazione Mondo Digitale e ha approfittato subito della possibilità di un’esperienza di formazione immersiva e profonda. “Abbiamo avuto un bell’input per lavorare insieme”, ha commentato.

"Grazie a tutte e tutti per l’energia, l’impegno e le idee condivise: il ponte digitale continua a crescere!", conclude Cecilia Borzese.

Digital Bridge è un’iniziativa promossa dalla Croce Rossa Italiana (ente capofila) per accompagnare volontari e dipendenti in un percorso di rafforzamento delle competenze digitali e trasversali, contribuendo a ridurre il divario tecnologico all’interno dell’organizzazione. Il progetto, selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale, si rivolge complessivamente a 750 volontari e dipendenti CRI e si sviluppa attraverso percorsi formativi modulari che valorizzano l’apprendimento esperienziale e la collaborazione. La Fondazione Mondo Digitale affianca il progetto con il proprio contributo metodologico, mettendo a disposizione approcci e strumenti innovativi per promuovere una cultura dell’innovazione, del lavoro di squadra e del miglioramento continuo.

Il racconto è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.

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