IA e architettura ridisegnano la didattica con PariPasso
L’intelligenza artificiale entra nelle classi di arte, tecnologia e architettura come strumento di osservazione, ricerca e progettazione. È il cuore di Beyond the Frame. IA, disegno e architettura, l'incontro di ieri, 19 ottobre, guidato da Ilaria La Manna, digital architect, docente, ricercatrice e formatrice della Fondazione Mondo Digitale. Il webinar è parte di PariPasso, il progetto di Rizzoli Education dedicato all’inclusione scolastica.
Il webinar si è aperto con due provocazioni educative. La prima ha richiamato la cosiddetta “trappola di Gibson”, l’esperimento con cui un docente statunitense ha scoperto che gran parte degli studenti aveva affidato interamente a un chatbot lo svolgimento di un esame. La seconda ha portato l’attenzione sul lavoro di Joy Buolamwini al MIT e sul concetto di coded gaze, lo “sguardo codificato”, che ha mostrato come anche i sistemi di riconoscimento facciale possano incorporare i pregiudizi presenti nei dati con cui vengono addestrati.
Due esempi molto diversi che riportano alla stessa esigenza educativa: evitare che l’IA diventi una scorciatoia cognitiva o uno strumento opaco. “L’IA non è un altro Google”, ha ricordato Ilaria La Manna. Occorre imparare a interrogarla, verificarla e contestualizzarla, mantenendo al centro l’intelligenza umana, l’osservazione e la capacità di progettare.
Uscire dalla cornice
Da qui prende forma il concept Beyond the Frame, “oltre la cornice”. Come davanti a un quadro possiamo immaginare ciò che continua oltre lo spazio rappresentato, così un edificio può diventare il punto di partenza per leggere il passato e progettare possibilità nuove.
Il laboratorio ha lavorato su tre architetture appartenenti a epoche e linguaggi molto diversi: il Pantheon, il Palazzo della Civiltà Italiana all’Eur e il Maxxi di Zaha Hadid. Prima dell’intelligenza artificiale vengono l’osservazione e il disegno: geometrie, proporzioni, scale, funzioni, ritmi, organizzazione dello spazio e linguaggio architettonico servono a comprendere ciò che si vuole successivamente trasformare.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del metodo sperimentato durante l’incontro: il lavoro non comincia dal prompt.
Disegnato il concept su carta, una semplice foto caricata su strumenti come Gemini e Krea permette di avviare una catena di prompt iterativi:
- E se il Colosseo Quadrato cambiasse funzione e diventasse un museo sostenibile composto da 54 moduli ricoperti d’erba?
- E se il Pantheon venisse riprogettato con le forme fluide e futuriste di Zaha Hadid, mantenendo il suo iconico oculo centrale?
- E se il Maxxi venisse ripensato secondo i canoni del Razionalismo di Terragni?
In diretta, i docenti hanno preso carta e matita, condiviso i propri schizzi sulla bacheca virtuale e iniziato a sperimentare le prime reinterpretazioni. L’IA diventa così uno strumento di ricerca progettuale: aiuta a confrontare linguaggi, esplorare alternative, modificare funzioni e materiali, generare scenari. La qualità del risultato dipende però dalla capacità di chi la utilizza di formulare un’intenzione, riconoscere incoerenze, correggere e affinare progressivamente il progetto.
Chi non ha potuto partecipare può rivedere la registrazione completa del webinar e ripercorrere esempi, esercitazioni e sperimentazioni proposte da Ilaria La Manna. Guarda la registrazione di Beyond the Frame
Dal disegno alla materia
E il percorso non finisce qui. Il 9 novembre alle ore 18 è in programma un secondo laboratorio sullo stesso tema, dedicato a un ulteriore passaggio del processo progettuale: dall’immagine al modello e dal modello alla materia.
Le reinterpretazioni sviluppate con l’IA potranno diventare disegni vettoriali e modelli tridimensionali, fino alla preparazione dei file per strumenti di fabbricazione digitale, come stampa 3D, taglio laser e plotter. Un modo per completare il percorso che parte dall’osservazione del patrimonio, passa attraverso disegno e progettazione e può arrivare alla realizzazione concreta di un prototipo.
Scopri il programma e iscriviti al laboratorio del 9 novembre
