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Educare alle relazioni

Cinque Paesi, priorità comuni: cosa emerge dalle analisi dei bisogni di Spark
Immagine generata con ChatGpt

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Cinque Paesi, priorità comuni: cosa emerge dalle analisi dei bisogni di Spark

Spark è un progetto Erasmus+ che riunisce otto organizzazioni di Cipro, Grecia, Irlanda, Italia e Portogallo. Il progetto mira a rafforzare la fiducia, le conoscenze e le competenze pratiche di dirigenti scolastici, docenti in servizio e in formazione e genitori, affinché possano offrire ai bambini e alle bambine della scuola primaria un’educazione alle relazioni e all’affettività inclusiva, adeguata all’età e di qualità. Attraverso attività di ricerca, percorsi formativi, un mooc e una banca condivisa di risorse, Spark promuove una collaborazione più solida tra scuole, famiglie e comunità educanti in tutta Europa.
I partner di Spark nei cinque Paesi hanno realizzato analisi nazionali dei bisogni che offrono un quadro dettagliato di come dirigenti della scuola primaria, docenti in servizio e in formazione e genitori comprendono e vivono l’educazione alle relazioni e all’affettività.
A Cipro, in Grecia, Irlanda, Italia e Portogallo, i partecipanti hanno riconosciuto ampiamente l’educazione alle relazioni e all’affettività come una componente importante del percorso educativo dei bambini e delle bambine, da proporre con contenuti e modalità adeguati all’età. La loro visione va ben oltre gli aspetti biologici e riproduttivi e comprende emozioni, relazioni, consenso, confini personali, rispetto, diversità, sicurezza online, benessere e protezione da abusi e violenza.
Allo stesso tempo, i rapporti rilevano in modo ricorrente una distanza tra questa concezione ampia e ciò che viene offerto sistematicamente nelle scuole. In molti casi, i temi legati alle relazioni e all’affettività vengono affrontati soltanto quando emerge una domanda specifica, un conflitto o una situazione che riguarda la tutela dei minori, anziché attraverso un percorso educativo pianificato e continuativo.
La preparazione dei docenti rappresenta una delle principali priorità comuni. Gli insegnanti in servizio e in formazione chiedono percorsi pratici e fondati su evidenze, indicazioni differenziate per età, un linguaggio appropriato e risorse pronte all’uso. Esprimono inoltre l’esigenza di confrontarsi con situazioni realistiche che possono verificarsi in classe: rispondere alle domande spontanee, affrontare l’esposizione ai contenuti digitali e alla disinformazione, riconoscere eventuali situazioni di rischio e comunicare efficacemente con le famiglie.
I risultati evidenziano anche la necessità di un approccio che coinvolga l’intera scuola e la comunità educante. Un’attuazione sostenibile non può dipendere esclusivamente dalla fiducia e dall’iniziativa del singolo docente. Richiede una leadership scolastica informata, la collaborazione tra il personale, l’accesso a professionisti esterni qualificati e un coinvolgimento significativo dei genitori.
Sebbene insegnanti e dirigenti scolastici temessero spesso possibili resistenze da parte delle famiglie, i genitori coinvolti nella ricerca si sono mostrati generalmente favorevoli a un’educazione alle relazioni e all’affettività adeguata all’età. Molti riconoscono il proprio ruolo di primi educatori dei figli, ma ammettono anche di non possedere sempre il linguaggio, la sicurezza o gli strumenti necessari per parlare in famiglia di corpo, emozioni, pubertà, relazioni ed esperienze online.
Tra i diversi contesti nazionali sono emerse, tuttavia, alcune differenze significative.
L’Irlanda presenta il quadro curricolare più consolidato, poiché l’educazione alle relazioni e alla sessualità (Relationships and Sexuality Education), è una componente obbligatoria dell’istruzione primaria. La sfida principale non riguarda quindi il riconoscimento formale, ma la necessità di garantire un’attuazione coerente, pratiche inclusive e un sostegno adeguato in tutte le scuole.
A Cipro, l’educazione alle relazioni e all’affettività è formalmente integrata nel curricolo, ma la sua attuazione rimane disomogenea. Il tema viene spesso affrontato soprattutto dal punto di vista della protezione dell’infanzia, dei confini personali e della prevenzione degli abusi sessuali, mentre le dimensioni relazionali, emotive e inclusive più ampie non ricevono sempre la stessa attenzione.
In Portogallo, le scuole possono contare sulla collaborazione con professionisti della salute e della comunità, ma alcuni insegnanti e famiglie considerano ancora l’educazione alle relazioni e all’affettività un tema delicato o tabù. I risultati sottolineano la necessità di rafforzare la preparazione dei docenti, ampliare i contenuti oltre gli aspetti biologici e migliorare la comunicazione tra scuole e famiglie.
In Grecia, l’offerta è meno sistematica e dipende spesso da iniziative individuali. I partecipanti hanno evidenziato soprattutto la necessità di indicazioni ufficiali più chiare, materiali approvati e adeguati alle diverse fasce d’età, formazione continua e un maggiore sostegno istituzionale e normativo per chi opera in ambito educativo.
L’Italia presenta un contesto particolarmente frammentato e politicamente sensibile. In assenza di un quadro nazionale obbligatorio e coordinato, l’offerta varia notevolmente da una scuola all’altra e dipende spesso dall’iniziativa di docenti motivati, dirigenti scolastici, professionisti della salute o organizzazioni del Terzo settore. Allo stesso tempo, i risultati italiani mostrano che i temi legati alle relazioni e all’affettività fanno già parte della vita scolastica quotidiana, attraverso le domande, le relazioni, il linguaggio e le esperienze digitali dei bambini e delle bambine. La sfida consiste quindi nel passare da risposte occasionali e reattive a un approccio continuativo, progressivo rispetto alle fasi dello sviluppo e sostenuto a livello istituzionale.
 
Questi risultati orienteranno direttamente lo sviluppo dei percorsi formativi, del mooc e della banca di risorse di Spark. Combinando priorità europee condivise con strumenti adattati a ciascun contesto nazionale, Spark aiuterà le comunità scolastiche a proporre percorsi di educazione alle relazioni e all’affettività con maggiore competenza, continuità e collaborazione.
Con l’avvio della fase formativa del progetto, docenti della scuola primaria, studenti di Scienze della Formazione, educatori, dirigenti scolastici e genitori di bambini e bambine che frequentano la scuola primaria sono invitati a partecipare alle attività di formazione, online o in presenza. È possibile compilare questo modulo per ricevere aggiornamenti sui prossimi percorsi formativi e sulle attività del progetto.

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