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Educare all'intelligenza artificiale

Experince AI a RomeCup 2026

Educare all'intelligenza artificiale

Educare all'intelligenza artificiale

Experience AI: un impegno che attraversa confini e sistemi educativi

Dalle scuole italiane a quelle in Nigeria, Croazia e Lettonia: cambiano i contesti, ma la sfida è la stessa. Come aiutare le nuove generazioni a comprendere l'intelligenza artificiale e a utilizzarla in modo critico, consapevole e responsabile? È intorno a questa domanda che martedì scorso, 16 giugno, si è sviluppata la seconda sessione delle Community of Practice (CoP) di Experience AI, il programma promosso da Raspberry Pi Foundation e Google DeepMind.

Ad aprire l'incontro è stato il team di traduzione della Raspberry Pi Foundation, che ha condiviso una riflessione sull'importanza di rendere le risorse educative accessibili in lingue e contesti diversi, affinché l'educazione all'intelligenza artificiale possa raggiungere un numero sempre maggiore di docenti e studenti nel mondo.

A seguire, i partner di Croazia, Nigeria, Lettonia e Italia hanno presentato le esperienze sviluppate nei rispettivi paesi. Dal confronto sono emersi alcuni elementi chiave per favorire un'integrazione efficace dell'intelligenza artificiale nei percorsi educativi: coinvolgere i docenti fin dalle prime fasi della formazione, accompagnare le scuole nella definizione di piani d'azione concreti e promuovere il dialogo con le istituzioni per costruire un quadro di riferimento condiviso sull'uso dell'IA in ambito educativo.

Per l'Italia ha partecipato Miriam Pintore, project officer di Fondazione Mondo Digitale, portando il contributo di una rete di scuole che sta già sperimentando l'intelligenza artificiale come strumento di apprendimento, innovazione didattica e sviluppo delle competenze. “Ogni contesto educativo presenta bisogni specifici, ma il confronto internazionale ci ricorda quanto siano condivise molte delle sfide che affrontiamo ogni giorno”, spiega Miriam Pintore. “Lo scambio di esperienze tra partner permette di arricchire il lavoro di tutti, mettendo a disposizione approcci e soluzioni diverse. Allo stesso tempo, è stato significativo vedere l'interesse suscitato dalle esperienze sviluppate nelle scuole italiane, segno di una comunità educativa che cresce e contribuisce attivamente al dibattito internazionale sull'educazione all'intelligenza artificiale”.
L'intelligenza artificiale entra in classe in modi diversi, a seconda dei bisogni educativi, delle discipline e dei contesti territoriali. Ciò che accomuna le esperienze più significative è la capacità di trasformare la curiosità iniziale in percorsi di apprendimento strutturati e accessibili.

L'esperienza italiana di Experience AI
In Italia il programma sta contribuendo a costruire una comunità educativa sempre più ampia. A oggi sono stati raggiunti 4.304 docenti, con l'obiettivo di arrivare a 7.000 entro il 2026. Gli studenti coinvolti hanno già superato quota 271.000, oltrepassando l'obiettivo iniziale di 140.000 partecipanti.
Numeri che raccontano un interesse crescente verso l'educazione all'intelligenza artificiale, ma soprattutto la volontà delle scuole di interrogarsi sul ruolo che queste tecnologie possono avere nei processi di insegnamento e apprendimento.

Dalle discipline umanistiche all'agricoltura sostenibile
Tra le esperienze condivise durante l'incontro internazionale, particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni percorsi sviluppati nelle scuole italiane. Al Liceo Vico di Napoli, oltre cento docenti hanno partecipato a una formazione sul prompt engineering, esplorando applicazioni dell'intelligenza artificiale nelle discipline umanistiche e classiche. All'Istituto Cerletti di Conegliano, invece, la sperimentazione ha riguardato il settore agrario, con attività dedicate alla costruzione di prompt per la viticoltura, l'enologia e l'agricoltura sostenibile.

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