Walter Quattrociocchi richiama l’urgenza di una conoscenza più precisa, critica e condivisa dell’intelligenza artificiale
Che cosa sono davvero i sistemi di intelligenza artificiale generativa? Che cosa possono fare? E dove, invece, rischiamo di attribuire loro capacità che non hanno?
Sono le domande al centro della lettera aperta Per una visione realistica dell’intelligenza artificiale, presentata lunedì scorso alla Camera dei deputati da Walter Quattrociocchi, professore di Data Science alla Sapienza Università di Roma, ed Enrico Nardelli, professore di informatica all’Università di Roma Tor Vergata [guarda il video].
Il documento invita a riportare il dibattito pubblico sull’AI su basi chiare e realistiche, superando narrazioni salvifiche o catastrofiche. I sistemi generativi, ricorda la lettera, sono modelli matematico-statistici addestrati su grandi quantità di dati: producono risposte plausibili, spesso molto convincenti, ma non comprendono nel senso umano del termine e non dispongono di un meccanismo autonomo per verificare la veridicità di ciò che generano.
Il punto non è ridimensionare il valore della tecnologia. Al contrario, è conoscerla meglio per usarla con più consapevolezza. La fluidità linguistica non coincide necessariamente con l’affidabilità; la coerenza di una risposta non è garanzia di conoscenza. Per questo la lettera richiama la responsabilità della comunità accademica e scientifica nel contribuire a un’opera diffusa di chiarimento, formazione e alfabetizzazione.
È lo stesso tema affrontato da Quattrociocchi in occasione della RomeCup 2026, nelle interviste realizzate da RaiNews e dalla Fondazione Mondo Digitale. Parlando di linguaggio, cognizione e modelli linguistici, il professore ha richiamato una questione decisiva: il linguaggio artificiale può simulare forme molto sofisticate di conversazione, ma questo non significa che possieda esperienza del mondo, intenzionalità o comprensione umana.
Alla RomeCup, il confronto sull’intelligenza artificiale è uscito dalla dimensione astratta del dibattito pubblico per diventare esperienza diretta. “Eventi come la RomeCup sono molto importanti”, ha spiegato Quattrociocchi, perché mettono le persone nelle condizioni di confrontarsi, parlare, elaborare e vivere da vicino uno dei cambiamenti più grandi del nostro tempo. Non solo ascoltare racconti sull’innovazione, ma vedere come funzionano i dispositivi, quali domande sollevano, quali meccanismi sociali, cognitivi ed educativi attivano.
È questa la funzione pubblica di un evento come la RomeCup: creare le condizioni per una comprensione più profonda delle tecnologie, oltre la speculazione e oltre l’entusiasmo superficiale. Robotica, intelligenza artificiale, linguaggio, dati e sistemi autonomi diventano occasioni per sviluppare competenze, senso critico e responsabilità.
Il riferimento a Tullio De Mauro, a cui la Fondazione Mondo Digitale ha dedicato nel 2026 un premio speciale nell’ambito del Research Award, rende il tema ancora più attuale. La sua lezione sulla centralità del linguaggio, della comprensione e dell’accesso democratico alla conoscenza offre una chiave preziosa per leggere anche l’intelligenza artificiale: non basta produrre testi, risposte o contenuti; occorre interrogarsi su significato, contesto, verifica, responsabilità e inclusione.
Per la Fondazione Mondo Digitale, formare all’intelligenza artificiale significa proprio questo: aiutare studenti, docenti, cittadini e comunità educanti a distinguere tra uso e comprensione, tra automatismo e giudizio, tra delega e responsabilità. L’AI può essere una risorsa potente per apprendere, progettare, lavorare e innovare, ma solo se le persone sono messe nelle condizioni di comprenderne potenzialità e limiti.
La lettera aperta presentata alla Camera e le riflessioni condivise alla RomeCup convergono su un messaggio comune: la vera priorità non è inseguire l’intelligenza artificiale come mito, ma costruire una cultura pubblica capace di governarla. Una cultura fondata su conoscenza, verifica, partecipazione e responsabilità.
Guarda l'intervista realizzata in occasione della RomeCup 2026.