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Media e minori: la sfida educativa

Media e minori: la sfida educativa

Media e minori: la sfida educativa

Media e minori: la sfida educativa

Il contributo della direttrice Mirta Michilli su Agenda Digitale

Dalla regolazione degli smartphone a scuola alla responsabilità delle piattaforme digitali, dal ruolo delle famiglie alla formazione dei docenti, il dibattito sui minori e i media è oggi al centro dell'attenzione pubblica. Nei due contributi pubblicati dal magazine Agenda Digitale, la direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli propone una lettura che supera le contrapposizioni più ricorrenti per riportare la questione alla sua dimensione educativa e culturale.

Partendo dalla storica riflessione di Karl Popper sulla "cattiva maestra televisione", l'analisi mostra come la trasformazione digitale abbia reso sempre più difficile ragionare per singoli strumenti. Smartphone, social network, piattaforme di streaming e sistemi di intelligenza artificiale fanno ormai parte di un ecosistema mediale integrato, in cui contenuti, algoritmi e pratiche d'uso si intrecciano continuamente. In questo scenario, limitarsi a intervenire sull'accesso ai dispositivi rischia di non cogliere la complessità del fenomeno.

La riflessione si allarga poi agli ambienti digitali e alle logiche che li governano. Algoritmi progettati per massimizzare attenzione e permanenza, logiche che determinano la selezione e la visibilità dei contenuti, modelli di business delle piattaforme e fenomeni come i rabbit hole influenzano non solo i comportamenti, ma anche i processi cognitivi, la percezione di sé e la relazione con il mondo. Da qui l'esigenza di spostare il dibattito dal semplice controllo degli strumenti alla qualità degli ambienti in cui crescono le nuove generazioni.

Al centro dei due articoli emerge un tema strategico per l'Europa: il legame tra sovranità digitale, sovranità cognitiva e formazione dei giovani. La capacità di sviluppare pensiero critico, autonomia e consapevolezza diventa una condizione essenziale non solo per il benessere individuale, ma anche per la tenuta democratica delle nostre società. Per questo servono politiche pubbliche di lungo periodo, investimenti nella media e AI literacy, sostegno alle scuole, coinvolgimento delle famiglie e una maggiore responsabilità delle piattaforme nella progettazione degli ambienti digitali.

Una riflessione che invita a guardare oltre l'emergenza e a costruire una cultura educativa capace di accompagnare i più giovani nella complessità del presente.

Leggi i contributi su Agenda Digitale

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    Il dibattito su media e minori si concentra spesso sui divieti, ma la trasformazione digitale richiede una risposta più ampia. Dalla televisione ai social, il nodo resta l’educazione ai media, la qualità degli ambienti digitali e la responsabilità di piattaforme, scuola e famiglie
  • Media e minori: dal divieto alla cura educativa
    Il rapporto tra minori e piattaforme digitali non riguarda solo accesso e dispositivi. Algoritmi, sistemi di raccomandazione e modelli di ingaggio incidono sull’esperienza dei ragazzi, mentre scuola, famiglie, istituzioni e aziende sono chiamate a costruire una responsabilità educativa condivisa

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