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I finalisti del Research Award 2026

La premiazione mercoledì 29 nella sala Esedra dei Musei Capitolini

I finalisti del Research Award 2026

I finalisti del Research Award 2026

La premiazione mercoledì 29 nella sala Esedra dei Musei Capitolini

Selezionati tra 265 candidati provenienti da tutta Italia, i 13 finalisti del premio Most Promising Researcher in Robotics and Artificial Intelligence, rappresentano la punta di diamante di una nuova generazione di scienziati. Sottoposti al vaglio di una giuria di 63 esperti presieduta dal professore Paolo Dario, questi giovani talenti competono per un premio di 20.000 euro che riconosce rigore scientifico, innovazione e impatto sociale [vedi la notizia Research Award, al lavoro una giuria ampia e qualificata].

I numeri della finale: verso l'equità
L'analisi dei 13 profili selezionati rivela dati significativi, in parte divergenti rispetto alla distribuzione generale dei 265 candidati:

  • Genere: tra i finalisti si registra un equilibrio di genere quasi perfetto, con 7 uomini (54%) e 6 donne (46%). Si tratta di un segnale importante rispetto al pool iniziale, dove la componente femminile si fermava al 34%.
  • Geografia dell'eccellenza: La Toscana domina la scena con 6 finalisti (tra Scuola Superiore Sant'Anna, Università di Pisa e Università di Firenze), seguita dalla Lombardia (Milano) e dal Lazio (Roma) con 2 rappresentanti ciascuna. Altri ricercatori provengono da atenei di eccellenza a Trento, Verona e Genova.
  • Macro aree di ricerca: oltre il 60% dei progetti (8 su 13) è focalizzato sul settore Health & MedTech, confermando la salute come terreno d'elezione per l'innovazione robotica.

Le frontiere della ricerca: tra umanesimo e tecnologia
I lavori dei finalisti ridisegnano il rapporto tra uomo e macchina attraverso soluzioni pionieristiche:

  • Diagnostica e biomarker digitali: Alessandra Sorrentino (UniFi) sviluppa robot sociali capaci di interpretare la dinamica delle interazioni umane come "biomarcatori comportamentali" per il monitoraggio precoce di malattie neurodegenerative. Parallelamente, Angela Sorriento (Sant'Anna) utilizza l'IA per standardizzare l'ecografia, rendendola una tecnica oggettiva e utilizzabile anche a distanza.
  • Chirurgia e bionica: Andrea Mariani (Soundsafe Care) propone una chirurgia oncologica completamente non invasiva tramite ultrasuoni focalizzati. Sul fronte delle protesi, Erik Gasparini e Marta Gherardini (Sant’Anna) presentano innovazioni radicali: dal dispositivo LimbMATE a basso costo alla rivoluzionaria interfaccia miocinetica basata su magneti impiantati.
  • Inclusione e benessere: Micol Spitale (Polimi) e Alice Nardelli (UniGe) puntano sulla robotica sociale per supportare, rispettivamente, gruppi di persone con disabilità cognitive e l'educazione interculturale nelle scuole multiculturali. Christian Tamantini (CNR) progetta sistemi di coaching robotico adattivi per la riabilitazione fisica e la salute mentale.
  • Affidabilità e trasparenza dell'IA: Massimiliano Mancini (UniTn) ed Enrico Marchesini (UniVr) lavorano per rendere l'IA sicura e affidabile, studiando algoritmi capaci di "disimparare" dati sensibili (Diritto all'oblio) e modelli di apprendimento verificabili per infrastrutture critiche.
  • Ambiente e conoscenza aperta: Simone Tani (UniPi) porta l'autonomia dell'IA nei droni subacquei per il monitoraggio dei fondali e delle praterie di Posidonia, mentre Matteo Russo (Tor Vergata) propone una libreria digitale open source di componenti meccanici per democratizzare la progettazione hardware.
  • Supporto clinico: Matilde Buattini (SFU Milano) indaga l'integrazione dell'IA generativa come "agente terzo" nella psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Storie di ispirazione: la ricerca come missione
Dalle motivazioni personali emerge una visione della scienza come strumento di riscatto e responsabilità. C’è chi ha trasformato il dolore per malattie familiari in stimolo per nuove cure e chi ricorda il terremoto di Assisi come motore per costruire una tecnologia di cui le persone possano fidarsi nelle emergenze. Alcuni finalisti sottolineano l'importanza della collaborazione interdisciplinare e del superamento di percorsi non lineari, ricordando ai giovani ricercatori che "non serve partire convinti di sé, serve continuare anche quando non lo si è".

La cerimonia finale, che celebrerà questi talenti sotto lo sguardo simbolico della statua di Marco Aurelio nella Sala Esedra dei Musei Capitolini, rappresenta l'atto conclusivo di un percorso che mette l'uomo, i suoi diritti e i suoi linguaggi al centro della rivoluzione tecnologica.

Corriere Innovazione, 27 aprile 2026



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