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Dalle nostre aule al dibattito europeo sull'IA

Future of Work in the Age of AI

Dalle nostre aule al dibattito europeo sull'IA

Dalle nostre aule al dibattito europeo sull'IA

Intelligenza al femminile nell'IA: la storia di Maria Pellegrino

C’è un filo che collega le aule dei nostri progetti formativi ai grandi tavoli europei in cui si discute il futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale. È un filo fatto di storie concrete, di percorsi di crescita e di trasformazioni reali. Tra queste, quella di Maria Teresa Pellegrino, protagonista del progetto Intelligenze al femminile, oggi citata anche a livello internazionale. Nel suo intervento pubblicato sul blog ufficiale di Google, in occasione del forum europeo Future of Work in the Age of AI (Riga, 16 marzo 2026), Debbie Weinstein, presidente di Google per Europa, Medio Oriente e Africa, richiama esempi concreti di come l’intelligenza artificiale possa generare opportunità inclusive nel mondo del lavoro. Tra questi, compare proprio la storia di Maria [leggi l'articolo Introducing AI Works for Europe].

Quando una storia locale diventa modello europeo
Nel racconto proposto da Google, Maria Pellegrino diventa simbolo di una trasformazione possibile: quella di chi, grazie a percorsi formativi mirati, riesce a riqualificarsi e a trovare nuove opportunità professionali in un mercato del lavoro in rapido cambiamento. Una storia che la Fondazione aveva già raccontato come esempio di empowerment femminile, accompagnamento al lavoro e sviluppo di competenze in ambito tecnologico [vedi la notizia "Una comunità che aiuta le donne"]. Il fatto che venga ripresa in un contesto europeo non è solo un riconoscimento individuale, ma segnala qualcosa di più profondo: le esperienze educative e sociali costruite nei territori possono contribuire in modo concreto al dibattito globale sull’intelligenza artificiale.

Dalle politiche alle persone: l’IA che funziona davvero 
Nel suo intervento, Weinstein sottolinea come l’intelligenza artificiale possa essere una leva per la crescita economica e l’occupazione, a patto che sia accompagnata da investimenti in formazione, inclusione e sviluppo delle competenze. È esattamente in questo spazio che si colloca l’esperienza della Fondazione Mondo Digitale: non solo diffusione di tecnologie, ma costruzione di percorsi capacitanti, per mettere le persone nelle condizioni di scegliere, comprendere e orientarsi. La storia di Maria Pellegrino rende tangibile questo approccio: non una narrazione astratta sull’IA, ma una traiettoria concreta in cui tecnologia e dimensione umana si intrecciano.

Educare alla complessità, partendo dalle storie
In un momento storico in cui il dibattito sull’intelligenza artificiale rischia spesso di oscillare tra entusiasmo e paura, esempi come questo aiutano a riportare l’attenzione su ciò che conta davvero:

  • la qualità dei percorsi educativi
  • la capacità di accompagnare le transizioni
  • il valore delle comunità che sostengono il cambiamento

La citazione della storia di Maria in un contesto internazionale rafforza un messaggio chiave: l’innovazione è credibile solo quando migliora concretamente la vita delle persone. Ed è proprio da queste storie, radicate nei territori ma capaci di parlare al mondo, che può nascere un futuro del lavoro più equo, inclusivo e umano.

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