Il contributo di Alfonso Molina sul blog di HuffPost
Nel nuovo contributo pubblicato oggi su HuffPost, Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale, parte dai dati dell’indagine Eurispes Tecnologie digitali e salute mentale per interrogarsi su una delle pratiche più diffuse e meno consapevoli dell’esperienza online: osservare continuamente la vita degli altri.
Tra i giovani di 18-24 anni il 97,7% pubblica contenuti sui social e invia messaggi privati o di gruppo, mentre l’86% commenta i post altrui. Ma la partecipazione convive con un’intensa fruizione passiva: il 96,5% scorre feed senza interagire e il 98,8% guarda storie, video, fotografie e profili degli altri senza partecipare.
È proprio questa sovrapposizione a suggerire una riflessione più ampia. Il confronto sociale, ricorda Molina, è una componente strutturale dell’esperienza umana; ciò che le piattaforme digitali modificano è la sua intensità, rendendolo permanente, potenzialmente illimitato e sempre più organizzato dagli algoritmi. Il rischio è quello di mettere a confronto la complessità della propria esperienza con frammenti selezionati e spesso idealizzati delle vite altrui.
Nel contributo la riflessione si collega al Personal Ecosystem Canvas (PEC), lo strumento sviluppato da Alfonso Molina per aiutare le persone a leggere in modo sistemico il proprio ecosistema di vita: relazioni, risorse, competenze, ambienti, vincoli e opportunità. Se lo scrolling sposta continuamente lo sguardo verso gli ecosistemi degli altri, il PEC propone il movimento opposto: fermarsi, riconoscere il proprio campo di possibilità e tornare a progettare consapevolmente le direzioni future.
Una prospettiva che sposta il tema del benessere digitale dalla semplice riduzione del tempo trascorso online alla costruzione di una competenza più profonda: distinguere la vita che osserviamo dalla vita che possiamo costruire.
Leggi il contributo “Quando scrolliamo la vita degli altri” su HuffPost
