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Prendere decisioni in emergenza

Prendere decisioni in emergenza
Immagine generata con ChatGpt

Prendere decisioni in emergenza

Prendere decisioni in emergenza

L'intelligenza artificiale può rendere più efficiente l'organizzazione dei servizi sanitari, supportare la formazione continua e facilitare l'accesso alle conoscenze scientifiche. Ma nei contesti di emergenza, dove ogni decisione richiede esperienza, responsabilità e capacità di leggere situazioni imprevedibili, il giudizio umano rimane insostituibile. Ne è convinto Luca D'Antonio, infermiere, conducente e formatore dell'Ares 118 di Roma, che ha partecipato al percorso Il Futuro della Cura per approfondire il ruolo dell'IA nella pratica professionale.

A 38 anni, Luca lavora nel quadrante Appio Latino (Centro Est della Capitale) ed è molto interessato all’uso dell’intelligenza artificiale in sanità: “utilizzo l'IA nel mio lavoro specialmente per quanto riguarda l’ambito della formazione, avendo svolto ricerca nel mio percorso di formazione di laurea magistrale. Ho sempre usato motori di ricerca scientifici classici ma man mano che proseguivo con gli studi post universitari ho potuto apprezzare sempre più la componente dell’IA. Facendo dei confronti, mi sono reso conto che spesso l’intelligenza artificiale offre risultati articolati in maniera più chiara e meno disorganizzata, non segue la classica forma dello studio di ricerca”. 

“Se pensiamo all’apprendimento  e  alla formazione negli studi post laurea, l’IA può rivelarsi lo strumento giusto per offrire una base molto valida sulla quale accrescere e puntellare il proprio sapere. Quanto ai concetti base, ritengo indispensabile un apprendimento classico al fine di fissare meglio le fondamenta!”

Luca ritiene che tutte le nuove tecnologie, al loro esordio, rivelino una parte “construens” e una “destruens”: “Dopo aver partecipato al corso, posso affermare che nel momento in cui lo strumento viene affiancato all’essere umano offre le migliori potenzialità, nel momento in cui lo si utilizza al suo posto, si arriva alla sostituzione della persona, senza cognizione di causa”.

Naturalmente il ruolo di Luca è strettamente legato a una presenza fisica dell’operatore: “sono ben consapevole che nel mio lavoro, che richiede capacità pragmatiche e soprattutto non strettamente tecniche, non si rischia la sostituzione. Possiamo trarre vantaggio dall'IA nei momenti meno impegnati sul campo, per rivalutare le procedure e i protocolli usati su base scientifica

“Reputo che l'intelligenza artificiale possa essere un validissimo supporto per favorire la gestione ottimale dei flussi ospedalieri con una visione più ampia e meno influenzata da esperienze personali, oltre ad essere applicabilie nell'ambito del coordinamento e quindi della definizione dei turni del personale. Inoltre sarebbe un elemento di supporto molto valido per quanto riguarda la medicina territoriale, organizzata in case della salute e medici generali”.

Nell’ambito delle emergenze, che sono la quotidianità di Luca, “mente e occhio” umano sono invece reputati come fondamentali. “Ritengo utile l’AI nella gestione farmacologica dei dosaggi. Ma sono consapevole che diluizioni e percentuali dovrebbero essere punto cardine delle competenze di un infermiere di emergenza, per ridurre al minimo il rischio di errore”.

In sostanza “Il Futuro della Cura” si è rivelato un percorso utile e importante “perché solamente attraverso la conoscenza ci si può confrontare col nuovo che avanza e, se si è abbastanza intelligenti, adattarsi e non rimanere immobili di fronte al mondo nuovo”.

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