Main Menu

Conoscenza che connette: la forma delle relazioni

Le opere di Loris Cecchini negli Orti Botanici di Milano e Roma
Loris Cecchini

Conoscenza che connette: la forma delle relazioni

Conoscenza che connette: la forma delle relazioni

Le opere di Loris Cecchini negli Orti Botanici di Milano e Roma

Un progetto artistico e culturale costruito con Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Sapienza Università di Roma e Fondazione Mondo Digitale. Quattro sculture monumentali mettono in dialogo arte, scienza, natura, sociale e aprono alla cittadinanza nuovi percorsi di conoscenza.

Che forma hanno le relazioni? E come possono arte e scienza aiutarci a osservare i processi attraverso cui elementi semplici si connettono e danno origine a sistemi complessi? È intorno a queste domande che nasce “Conoscenza che connette”, il progetto artistico e culturale che porta le opere di Loris Cecchini negli Orti Botanici di Milano e Roma. Un progetto costruito attraverso la collaborazione tra Fondazione Mondo Digitale, Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera e Sapienza Università di Roma, con la curatela di Valentino Catricalà. 

Al centro ci sono le sculture modulari di Loris Cecchini, artista italiano dalla consolidata presenza internazionale. Nella sua ricerca il modulo è un'unità relazionale: una forma minima che, connettendosi ad altre, genera strutture complesse. Le opere richiamano modelli della biologia, della fisica e della teoria dei sistemi complessi, nei quali l'organizzazione emerge dalle interazioni tra le parti. Le quattro famiglie di opere individuate per il progetto sviluppano questo principio secondo modalità differenti: Waterbones esplora la connessione elementare; Sequential Interactions in Alfalfa Chorus la cooperazione; Arborexence la ramificazione; Airborne la propagazione nello spazio. Osservate insieme, compongono un percorso che va dal legame tra singoli elementi alla formazione di sistemi capaci di crescere, trasformarsi e trovare nuove direzioni.   
La scelta degli Orti Botanici porta questa ricerca all'interno di collezioni scientifiche viventi. Le strutture metalliche di Cecchini entrano in relazione con piante, alberi, aiuole e percorsi, mettendo in dialogo forme artificiali e naturali. L'artista lavora infatti sui principi di organizzazione e trasformazione della natura: le sue sculture rendono visibili relazioni e processi che attraversano sistemi naturali e forme complesse. 

Un progetto costruito con le università
“Conoscenza che connette” nasce dalla coprogettazione tra Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Sapienza Università di Roma e Fondazione Mondo Digitale, che hanno costruito insieme il progetto mettendo in relazione competenze e prospettive diverse: ricerca, formazione e Terza missione; ricerca e sperimentazione artistica; educazione, innovazione tecnologica e inclusione sociale. All'Orto Botanico di Brera e successivamente all’Orto Botanico di Roma, quattro sculture di Cecchini vengono collocate in punti differenti del giardino secondo un progetto elaborato dallo studio dell'artista in relazione alle aiuole storiche, agli alberi e ai percorsi del pubblico. Le opere formano così un sistema diffuso che accompagna il visitatore attraverso diverse modalità di organizzazione e trasformazione del modulo. Intorno alle opere si sviluppa un programma di visite e attività rivolto alla comunità universitaria, alle scuole e alla cittadinanza. Per le università il progetto rientra nelle attività di Terza missione, che mettono in relazione ricerca, diffusione della cultura e territorio. 

Da Milano a Roma
Il programma prevede un’anteprima riservata giovedì 15 ottobre a Milano con l'inaugurazione delle opere all'Orto Botanico di Brera. Alla presentazione segue un approfondimento sul valore culturale del progetto con studiosi, artista e curatore. La giornata prosegue all'ex chiesa di San Carpoforo, spazio dell'Accademia di Belle Arti di Brera, con un momento di incontro tra i protagonisti e le comunità coinvolte nel progetto. Dal 16 al 18 ottobre l'Orto si apre alla comunità universitaria, alle scuole, alla cittadinanza e alle famiglie con visite e attività dedicate. 
A Roma, “Conoscenza che connette” prosegue dal 21 al 25 ottobre tra l'Orto Botanico di Roma, gestito da Sapienza Università di Roma, e la Palestra dell'Innovazione della Fondazione Mondo Digitale, nel quadrante sud-est della Capitale. Il 21 ottobre il programma apre il confronto alle istituzioni e al mondo produttivo con il convegno “L'impatto del digitale nell'economia sociale”, realizzato in collaborazione con Fondazione Terzjus, e con un ricevimento, su invito, promosso dalla Vice Capo Missione presso l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America in Italia, a Villa Pinciana. Venerdì 23 ottobre l'Orto Botanico ospita l'inaugurazione dell'opera di Cecchini. Il programma si sposta quindi alla Palestra dell'Innovazione, in via del Quadraro 102, che nel fine settimana del 24 e 25 ottobre apre i propri spazi alla comunità con laboratori e attività formative rivolte a famiglie e cittadini. 
Alcuni laboratori per le scuole in entrambe le città si svolgono in collaborazione con Unidata, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di reti e infrastrutture di telecomunicazione, con il coinvolgimento diretto dei suoi esperti. È la prima esperienza di volontariato di competenza realizzata dall'azienda, con professionisti che mettono conoscenze ed esperienza a disposizione dei giovani partecipanti.

La curatela
Il progetto è curato da Valentino Catricalà, curatore d'arte contemporanea e direttore artistico. La collaborazione con Fondazione Mondo Digitale nasce dal lavoro sviluppato negli anni con i programmi Arte e Media e con il Media Art Festival di Roma, fondato da Catricalà con il sostegno della Fondazione e successivamente ospitato anche dal Maxxi. 

Una restituzione alla comunità
La dimensione pubblica è parte integrante di “Conoscenza che connette”. Visite e attività di approfondimento aprono le opere a studenti, scuole, famiglie e cittadini, trasformando l’esperienza artistica in un’occasione di osservazione, interpretazione e condivisione della conoscenza. È anche su questo terreno che si incontrano la Terza missione delle università e l’innovazione sociale della Fondazione Mondo Digitale: mettere conoscenze e competenze in relazione con i territori e le comunità, generando nuove opportunità di apprendimento e partecipazione. Il progetto accompagna anche i 25 anni della Fondazione Mondo Digitale e diventa una forma di restituzione alle comunità che ne hanno condiviso il percorso. Dal 2001 la Fondazione costruisce relazioni tra scuole, università, imprese, istituzioni, organizzazioni sociali e cittadini. Le strutture modulari di Cecchini offrono anche un’immagine di questo processo: rendono visibile un impatto che nasce dalle relazioni, genera nuove connessioni e si propaga nel tempo. 

Altre notizie che potrebbero interessarti

Rimani aggiornato sulle nostre ultime attività, notizie ed eventi