Bambù: dall’artigianato maker alla rivoluzione sostenibile nelle costruzioni
Un drone in bambù capace di volare per oltre 100 chilometri. La notizia arriva dalla Cina e sta facendo il giro del mondo, riportando al centro del dibattito un materiale antico che torna protagonista dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità [leggi la notizia su StartUp Italia Un drone in bambù? Non poteva che essere cinese. Non solo vola ma raggiunge i 100 chilometri all’ora]. Oggi il bambù viene sempre più spesso definito “acciaio vegetale” e indicato come risorsa strategica anche per applicazioni avanzate, dall’ingegneria alle infrastrutture. Ma molto prima che entrasse nel lessico della green economy, alla Fondazione Mondo Digitale veniva già esplorato come materiale di sperimentazione, apprendimento e innovazione dal basso, grazie al lavoro di maker e artigiani digitali.
Tra questi, Guglielmo Lisi, che ha coordinato il fab lab della Palestra dell'Innovazione dal 2017 al 2020, portando avanti una ricerca concreta sull’uso del bambù come materiale resistente, sostenibile e accessibile. Con il progetto BambooBiciLab, Guglielmo come il bambù possa diventare la base per oggetti ad alte prestazioni, come i telai per biciclette, attraverso processi artigianali evoluti, replicabili e aperti alla partecipazione.
Workshop, laboratori e prototipi hanno trasformato il bambù in uno strumento educativo: non solo per costruire, ma per comprendere i temi della sostenibilità, dell’economia circolare e della relazione tra materiali, ambiente e comunità. Un approccio che incarna perfettamente il metodo della Fondazione: sperimentare in piccolo, condividere conoscenza, costruire modelli trasferibili.
Nel 2016, con il progetto Bamboo Bici Lab, Guglielmo, allora studente d’ingegneria civile e maker per passione, ha conquistato il prestigioso riconoscimento Maker of Merit, assegnato nell’ambito della Maker Faire.
Un risultato che valorizza un percorso di sperimentazione sul bambù come materiale sostenibile e ad alte prestazioni, capace di coniugare artigianato, innovazione e cultura del fare.
Rileggere oggi il lavoro dei maker alla luce del dibattito scientifico e industriale sul bambù significa riconoscere una continuità profonda tra pratiche pionieristiche e trasformazioni strutturali. Ed è proprio questo il senso della rubrica 25 anni fa, oggi: tornare a esperienze che hanno anticipato i temi del presente, mostrando come l’innovazione possa nascere anche nei laboratori, nei fab lab e nei percorsi educativi, molto prima di diventare mainstream.

