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Dall'immagine all'oggetto

Il prossimo laboratorio PariPasso porta i docenti dal disegno all’IA, fino al modello 3D e alla stampa

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Il prossimo laboratorio PariPasso porta i docenti dal disegno all’IA, fino al modello 3D e alla stampa

Un’architettura immaginata su carta, reinterpretata con l’intelligenza artificiale e infine trasformata in un oggetto reale. Beyond the Frame torna lunedì 9 novembre alle ore 18 con un nuovo laboratorio condotto da Ilaria La Manna, dedicato alle e ai docenti della scuola secondaria di secondo grado. L’appuntamento fa parte di PariPasso, il progetto di Rizzoli Education dedicato all’inclusione scolastica, e prosegue il percorso avviato il 19 ottobre con il primo incontro su IA, disegno e architettura. Nel webinar precedente il lavoro era cominciato molto prima del prompt: osservazione, disegno, geometrie, proporzioni e funzioni erano serviti a comprendere architetture come Pantheon, Palazzo della Civiltà Italiana e MAXXI, per poi provare a trasformarle attraverso la domanda progettuale “E se…?”. Un edificio poteva cambiare funzione, linguaggio, materiali o rapporto con il contesto, utilizzando l’IA come strumento di ricerca e reinterpretazione [vedi la notizia Oltre la cornice]. Il 9 novembre il percorso riparte proprio da quelle immagini per affrontare un passaggio ulteriore: come si trasforma un’immagine generata dall’IA in qualcosa che può essere realmente prodotto?

Quando l’immagine deve diventare costruibile
Una delle prime operazioni consiste nel guardare con occhi diversi ciò che l’IA ha generato. Un’immagine può essere suggestiva e, allo stesso tempo, impossibile da trasformare in un modello. Nelle attività preparate da Ilaria La Manna, anche il prompt cambia funzione. Non serve più soltanto a immaginare: deve aiutare a rendere il progetto più realistico e strutturalmente plausibile. In uno degli esempi si chiede all’IA di evitare moduli sospesi nello spazio e di impilarli in modo coerente, pensando l’architettura come un vero edificio espositivo. In un altro passaggio vengono eliminate le persone dall’immagine per facilitare la successiva elaborazione tridimensionale. È un dettaglio che racconta bene il senso del laboratorio: generare un’immagine è solo l’inizio.

Dall’immagine al modello 3D
Il passaggio successivo porta dalle due alle tre dimensioni. Durante il laboratorio vengono esplorati strumenti basati sull’IA, come Meshy, Tripo 3D e 3D Valley, per trasformare un’immagine in un primo modello tridimensionale. Ma anche il modello 3D non è ancora pronto per diventare un oggetto. Occorre esportarlo, ad esempio in formato .stl, controllarlo, individuare eventuali errori, correggerli, scegliere la scala e valutare la necessità di supporti prima di prepararlo per la stampa 3D. Le slide accompagnano passo dopo passo questo processo, fino alla preparazione del print plate e all’oggetto finalmente stampato. Il laboratorio rende così visibile l’intero ciclo progettuale: idea → immagine → modello → verifica → correzione → produzione.

Un processo che allena a progettare
È proprio questa successione di passaggi a dare al laboratorio un forte valore didattico. Gli studenti non si limitano a produrre un’immagine con l’intelligenza artificiale: devono osservare, interpretare, scegliere, verificare e correggere. Per arrivare a un oggetto realmente stampabile occorre infatti interrogarsi sulla coerenza delle forme, sulle proporzioni, sulla struttura, sulla scala e sulla fattibilità della soluzione immaginata. Quando il modello presenta un errore, bisogna individuarlo e intervenire. Quando un elemento non può essere realizzato, occorre modificarlo. L’errore diventa così parte del processo progettuale e occasione per affinare il ragionamento. Per le classi significa mettere in relazione competenze che spesso vengono esercitate separatamente: lettura dell’opera, disegno, geometria, rappresentazione dello spazio, progettazione, uso critico dell’IA e fabbricazione digitale. Il passaggio dall’immagine all’oggetto rende inoltre visibili le conseguenze delle proprie scelte e aiuta a comprendere la distanza tra una rappresentazione plausibile sullo schermo e una soluzione che deve funzionare anche nel mondo fisico. Il lavoro può essere organizzato anche in piccoli gruppi, distribuendo compiti diversi: chi analizza l’opera, chi sviluppa il concept, chi costruisce e raffina i prompt, chi controlla il modello 3D, chi documenta le trasformazioni. In questo modo il prodotto finale diventa il risultato di un processo condiviso, nel quale competenze disciplinari, creatività e capacità di collaborazione concorrono alla stessa esperienza. 
È anche un modo concreto per sviluppare un uso più consapevole dell’intelligenza artificiale: l’output generato viene sottoposto a verifica, modificato e ricondotto a vincoli reali. La tecnologia diventa quindi uno strumento dentro un percorso di progettazione che resta guidato dalle conoscenze e dalle decisioni degli studenti.

E non c’è solo il 3D
La stessa immagine può prendere anche un’altra strada. Il webinar mostra come semplificare l’elaborazione generata dall’IA trasformandola in una rappresentazione bidimensionale essenziale, composta da pochi elementi geometrici e pochi colori, adatta a successive lavorazioni grafiche e alla fabbricazione digitale. Disegno, storia dell’arte, progettazione e tecnologie digitali si incontrano così in un unico processo, nel quale la conoscenza dell’opera rimane il punto di partenza e la tecnologia amplia le possibilità di rappresentarla e trasformarla.

Prepararsi al laboratorio
L’incontro è fortemente operativo. Per partecipare alle attività proposte durante la diretta, gli iscritti sono invitati ad accedere in anticipo ai due ambienti di lavoro: Mentimeter, per le attività interattive
Padlet, per caricare le immagini che saranno utilizzate durante il laboratorio
Il percorso mette inoltre a disposizione un Toolkit PariPasso per aiutare i docenti a replicare in classe le diverse fasi dell’esperienza, dall’osservazione del patrimonio alla progettazione e alla materializzazione dell’idea.

Beyond the Frame | Laboratorio di IA, disegno e architettura ISCRIVITI AL WEBINAR
Lunedì 9 novembre 2026, ore 18
con Ilaria La Manna

Dal foglio alla materia, passando per l’intelligenza artificiale: un’idea progettuale viene messa alla prova fino a diventare qualcosa che si può osservare, correggere, costruire e toccare.

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