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La sicurezza come questione democratica

La cybersicurezza vista dalla rete europea

La sicurezza come questione democratica

La sicurezza come questione democratica

Virtual Routes racconta l’esperienza dei Cybersecurity Seminars a Milano

A qualche settimana dall’evento conclusivo “Shape the Future”, ospitato il 7 luglio dall’Università degli Studi di Milano, torniamo sui Cybersecurity Seminars attraverso lo sguardo di Virtual Routes, partner internazionale del programma promosso da Google.org. 
Nel racconto pubblicato dall’organizzazione, l’esperienza milanese diventa un esempio concreto di come sia possibile avvicinare la formazione universitaria ai bisogni reali delle comunità. Al centro c’è una domanda destinata a diventare sempre più importante: quali competenze servono oggi a un professionista della cybersicurezza, mentre l’intelligenza artificiale entra in ogni settore? 
La risposta emersa dall’incontro va ben oltre la preparazione tecnica. Secondo Virtual Routes, il valore del programma sta proprio nella capacità di integrare competenze tecnologiche, normative e organizzative, offrendo agli studenti occasioni di apprendimento che difficilmente possono essere replicate soltanto in aula.

Dall’università ai bisogni del territorio
Nel panel moderato da Cecilia Stajano, community manager della Fondazione Mondo Digitale, YuYing Mak, project officer di Virtual Routes, si è confrontata con Stefano Zanero, professore del Politecnico di Milano, e Pierluigi Perri, professore associato dell’Università degli Studi di Milano e Faculty Champion del programma. Uno dei temi condivisi è stato proprio il divario tra preparazione accademica e problemi che professionisti e organizzazioni devono affrontare quotidianamente. I Cybersecurity Seminars provano a ridurlo mettendo gli studenti alla prova su casi reali e accompagnandoli a comprendere anche gli aspetti di governance, regolamentazione e responsabilità organizzativa legati alla sicurezza digitale. Una dimensione confermata dalle testimonianze degli studenti, che hanno raccontato come il percorso abbia permesso loro di ampliare una formazione inizialmente soprattutto tecnica, confrontandosi anche con gli aspetti normativi e di governance oggi sempre più rilevanti nell’evoluzione europea dell’intelligenza artificiale e della cybersicurezza.

Quando la formazione produce cambiamento
Particolare attenzione viene dedicata nel racconto di Virtual Routes alle due scuole coinvolte nel programma. Al Liceo Primo Levi di Bollate, l’accompagnamento non si è limitato a una verifica della sicurezza. Con il supporto di Cristiano Capozzi, la comunità scolastica ha lavorato alla costruzione di un Piano per l’adozione dell’intelligenza artificiale e di nuovi strumenti di regolamentazione interna, coinvolgendo circa 140 docenti e 12 collaboratori ATA in un percorso condiviso di consapevolezza e governance dell’IA. 
All’ITET Maggiolini di Parabiago, invece, l’analisi ha interessato l’intera infrastruttura digitale dell’istituto, dal registro elettronico al sito web, fino a firewall e server. Un lavoro che, come sottolinea Virtual Routes, ha contribuito a cambiare il modo stesso di intendere la cybersicurezza: non più un semplice adempimento, ma una responsabilità condivisa dall’organizzazione. Sono proprio organizzazioni come queste, centrali per la vita delle comunità ma non sempre in grado di accedere a competenze specialistiche dedicate, uno dei principali destinatari del modello dei Cybersecurity Seminars.

La sicurezza come questione democratica
Nel suo racconto Virtual Routes riprende anche la riflessione conclusiva di Silvia Salini, professoressa di Statistica dell’Università degli Studi di Milano e referente EDI del programma: la cybersicurezza è un “rischio democratico”, perché riguarda tutti, indipendentemente dall’età e dal livello di competenza digitale. 
Una definizione che restituisce bene il senso più ampio del progetto: formare nuovi professionisti, ma allo stesso tempo contribuire a costruire nelle organizzazioni e nei territori una cultura diffusa della protezione dei dati, della sicurezza e della responsabilità digitale. È anche da questo intreccio tra formazione, servizio alle comunità e responsabilità sociale che può nascere una nuova generazione di professionisti della sicurezza digitale. 
Leggi il racconto di Virtual Routes sull’esperienza di Milano e il nostro approfondimento “Come nascono i professionisti della sicurezza digitale”.

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