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Frodi digitali, la prevenzione parte dall'educazione

https://www.i-com.it/2026/07/10/educazione-digitale/

Frodi digitali, la prevenzione parte dall'educazione

Frodi digitali, la prevenzione parte dall'educazione

A Roma il confronto promosso da I-Com e Altroconsumo

Le frodi digitali non si contrastano soltanto con tecnologie più sofisticate o nuove norme europee. Servono cittadini più consapevoli, servizi più semplici e un investimento continuo nell'educazione digitale. È questo il messaggio emerso dal convegno Digitalizzati: difesa dalle frodi e educazione digitale, promosso dall'Istituto per la Competitività (I-Com) in collaborazione con Altroconsumo, che ha riunito a Roma rappresentanti delle istituzioni, del mondo della ricerca, delle imprese e del Terzo settore per fare il punto sui risultati del progetto e sulle sfide poste dall'evoluzione dell'intelligenza artificiale e del quadro normativo europeo, a partire dal futuro Digital Fairness Act.

Ad aprire i lavori sono stati Stefano da Empoli, presidente di I-Com, e Luisa Crisigiovanni, responsabile dei progetti europei di Altroconsumo, che hanno illustrato i primi risultati del progetto "Digitalizzati". In pochi mesi sono state raccolte oltre 3.272 segnalazioni di frodi, mentre il servizio sperimentale di assistenza ai consumatori basato sull'intelligenza artificiale ha gestito quasi 4.000 interazioni, confermando quanto il fenomeno sia diffuso e quanto sia forte il bisogno di strumenti di orientamento e supporto.

Dalla sicurezza alla fiducia
Tra gli interventi, quello di Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale ETS, ha proposto di ampliare la prospettiva.
«Forse dovremmo parlare non solo di sicurezza dei cittadini, dei consumatori e degli utenti, ma anche di fiducia», ha osservato, spiegando come l'obiettivo non sia soltanto proteggere le persone dai rischi digitali, ma accompagnarle nella costruzione di un rapporto consapevole con tecnologie sempre più presenti nella vita quotidiana. Richiamando i venticinque anni di esperienza della Fondazione Mondo Digitale, Michilli ha sottolineato come il bisogno di accompagnamento attraversi tutte le generazioni e riguardi cittadini, studenti, lavoratori e imprese. 
Nel suo intervento ha inoltre ricordato come la conclusione degli interventi straordinari finanziati dal PNRR, che hanno sostenuto anche i Centri di facilitazione digitale, renda ancora più urgente costruire politiche strutturali di educazione permanente. Da qui la proposta di affiancare ogni nuovo servizio pubblico digitale - dal Fascicolo sanitario elettronico alla firma digitale - a programmi di formazione e comunicazione rivolti ai cittadini, perché l'innovazione possa tradursi in un reale esercizio dei diritti.

Le nuove sfide della regolazione
Il confronto ha offerto anche uno sguardo sulle iniziative europee e nazionali per rafforzare la tutela dei cittadini nell'ambiente digitale.

Martin Przysiwek, della Commissione europea, ha illustrato gli obiettivi del futuro Digital Fairness Act, che punta a contrastare pratiche commerciali scorrette, interfacce manipolative (dark patterns) e modelli digitali progettati per influenzare il comportamento degli utenti, con particolare attenzione ai minori.
Massimiliano Capitanio, commissario AGCOM, ha richiamato l'attenzione sulla crescente opacità dei sistemi algoritmici e sulla necessità di sviluppare una cultura digitale capace di preservare il pensiero critico anche nell'interazione con gli strumenti di intelligenza artificiale.
Dal punto di vista della sicurezza operativa, Cristiano Leggeri, direttore della Polizia Postale, ha parlato della necessità di costruire una "sicurezza generativa", fondata sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini in un contesto in cui le superfici di attacco si ampliano costantemente.
Infine Michele Caviglia, della Banca d'Italia, ha ricordato come le frodi digitali non producano soltanto perdite economiche, ma incidano profondamente sulla fiducia delle persone nei confronti del sistema finanziario e dei servizi digitali.

Un investimento che riguarda tutta la società
Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: la trasformazione digitale richiede un equilibrio tra innovazione, tutela dei diritti e sviluppo delle competenze. Le norme sono indispensabili, così come gli strumenti tecnologici di prevenzione, ma da soli non bastano.
Per rendere i cittadini realmente protagonisti dell'ecosistema digitale occorre investire in percorsi permanenti di educazione, accompagnamento e partecipazione, capaci di rafforzare autonomia, consapevolezza e fiducia. Una sfida che chiama in causa istituzioni, imprese, scuole, università e Terzo settore, nella convinzione che la sicurezza digitale sia prima di tutto una competenza di cittadinanza.
 

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