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De Mauro, la scuola e i nuovi divari digitali

De Mauro, la scuola e i nuovi divari digitali

De Mauro, la scuola e i nuovi divari digitali

De Mauro, la scuola e i nuovi divari digitali

Mirta Michilli interviene al seminario nazionale del CIDI sulla scuola dell’uguaglianza

Come può la scuola continuare a essere, oggi, il principale presidio democratico contro le disuguaglianze? E come si trasformano i divari educativi nell’epoca dell’intelligenza artificiale, delle piattaforme digitali e dei nuovi linguaggi computazionali?

Sono alcune delle domande al centro del seminario nazionale Tullio De Mauro e la sfida democratica. La scuola dell’uguaglianza, promosso dal Centro di iniziativa democratica degli insegnanti (Cidi), nell’ambito del Coordinamento nazionale dedicato quest’anno alla figura del linguista, già ministro dell’Istruzione, fondatore del Cidi negli anni Settanta e primo presidente della Fondazione Mondo Digitale.

L’appuntamento è in programma oogi, venerdì 8 maggio, alle 15.30, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, a Roma, su iniziativa della senatrice Cecilia D’Elia. Il confronto riunisce studiosi, rappresentanti del mondo della scuola, delle istituzioni e delle associazioni educative per riflettere sull’attualità del pensiero di De Mauro e sul compito costituzionale della scuola come luogo di uguaglianza, p artecipazione e cittadinanza.

Tra gli interventi è previsto anche quello di Mirta Michilli, direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale, sul tema “De Mauro, la scuola e i divari digitali”. Al centro della riflessione il rapporto tra educazione linguistica democratica e nuove competenze digitali: perché oggi contrastare le disuguaglianze non significa soltanto garantire accesso alle tecnologie, ma aiutare tutte e tutti a comprenderle, governarle e usarle in modo critico, creativo e responsabile.

Per la Fondazione Mondo Digitale, l’eredità di Tullio De Mauro continua a essere un riferimento vivo. La sua idea di scuola come infrastruttura democratica della conoscenza orienta ancora oggi progetti, percorsi formativi e iniziative rivolte a studenti, docenti, famiglie e cittadini. In un tempo in cui l’intelligenza artificiale cambia il modo in cui produciamo testi, informazioni e conoscenza, la competenza linguistica torna a essere una condizione essenziale di cittadinanza: saper leggere, interpretare, verificare, argomentare e dare senso.

Il seminario del CIDI si colloca in continuità ideale con il recente appuntamento della RomeCup 2026 dedicato a Tullio De Mauro, Dal linguaggio naturale al linguaggio artificiale, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale alla Sapienza Università di Roma. Anche in quella occasione il linguaggio è stato al centro del confronto come spazio di libertà, responsabilità e partecipazione: non solo strumento di comunicazione, ma condizione per comprendere il mondo e contribuire alla sua trasformazione [guarda la registrazione integrale su Corriere tv].

Nella prospettiva della Fondazione, la sfida dei divari digitali è dunque anche una sfida linguistica, educativa e democratica. Le tecnologie possono ampliare opportunità e conoscenza solo se accompagnate da una scuola capace di includere, orientare, sviluppare pensiero critico e rendere ogni persona protagonista consapevole della trasformazione digitale.

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