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Coding Girls & Women, a Salerno il primo hackathon

Coding Girls & Women, a Salerno il primo hackathon

Coding Girls & Women, a Salerno il primo hackathon

Coding Girls & Women, a Salerno il primo hackathon

Quasi 600 giovani in sfida contro i fake dell’intelligenza artificiale

“Occhio al fake! Tra meme e realtà”: distinguere il vero dal generato e immaginare il futuro dei territori con l’intelligenza artificiale. È questa la sfida al centro del primo hackathon Coding Girls & Women realizzato presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno, che ha coinvolto 574 partecipanti, 141 team, 17 istituti scolastici e una comunità educante composta da docenti, università e volontari. 
Un’esperienza intensa, che ha trasformato l’intelligenza artificiale da oggetto di studio a strumento critico e creativo, mettendo al centro competenze, collaborazione e consapevolezza.

Dall’analisi alla creazione: due fasi per educare allo sguardo critico
L’hackathon si è articolato in due momenti distinti e complementari. Nella prima fase, “l’occhio critico”, studentesse e studenti hanno lavorato sulla capacità di riconoscere immagini reali e contenuti generati dall’IA, allenando uno sguardo sempre più necessario in un contesto informativo ibrido, dove il confine tra vero e simulato è sottile. Nella seconda fase, “progettare il futuro”, i team hanno ribaltato la prospettiva: da osservatori a creatori. Ogni gruppo ha individuato un punto di forza del proprio territorio o della propria scuola, immaginandone un’evoluzione possibile grazie all’IA generativa.
Il risultato: meme narrativi e immagini realistiche, capaci di raccontare innovazione, identità e visione.

I progetti sono stati valutati per l’equilibrio tra analisi iniziale, qualità delle idee e coerenza tra tecnologia e valore reale del contesto. Tra i sette team finalisti, la giuria ha premiato:

  • Creatività. About US del gruppo Codice A 3.5 composto da Alessia, Aurora, Sabrina e Gianluca, dell'IIS Besta-Gloriosi
  • Originalità.  La Rivoluzione del Centro Sociale del gruppo 404 Boys Not Found, composto da Chiara, Eleonora, Carmen e Benedetta dell'IIS F. De Sanctis
  • Attinenza al tema.  Apple Lab 2026 del gruppo NoName? composto da Chiara, Sara, Paola e Valerio dell'IIS Gallotta

Una comunità educante in azione
L’iniziativa è stata resa possibile grazie al coinvolgimento del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Salerno, con 14 tra formatrici e formatori impegnati anche nelle attività preparatorie in classe, e oltre 60 studenti universitari volontari nel ruolo di tutor. 
Un ecosistema che ha unito scuola, università e territorio, valorizzando anche il contributo dei 25 docenti coinvolti nella fase finale. 
Un ringraziamento speciale alla prof.ssa Delfina Malandrino, a Martina Girolamo e a tutta la comunità accademica e volontaria che ha accompagnato il percorso.

Le voci: tra vocazione, inclusione e futuro
L’hackathon ha lasciato un segno forte anche nelle motivazioni di chi ha partecipato. Per Roberta Galluzzo, formatrice, “fare divulgazione informatica con questi ragazzi è stata un’esperienza straordinaria”, mentre Geraldine Montella sottolinea come l’IA sia ormai “un tema fondamentale per comprendere la società”. Il tema dell’inclusione emerge con forza nelle parole di Yulia Dashchuk, che evidenzia l’importanza di “avvicinare sempre più ragazze all’informatica”, e di Alessia, studentessa di sicurezza informatica: “quando programmi e vedi che funziona, provi una sensazione di forza incredibile”. 
Anche tra gli studenti cresce la consapevolezza del valore di queste esperienze:
“Ci siamo messi alla prova imparando a distinguere tra reale e artificiale”, racconta Luciano, mentre Luigi evidenzia il valore della collaborazione tra scuole diverse.

Oltre l’hackathon: più codice, più scuola, più futuro
Dai feedback raccolti emerge una direzione chiara: rafforzare la componente di coding nelle prossime edizioni e ampliare ulteriormente il coinvolgimento. Significativa, in questo senso, la proposta della professoressa Daniela Brogna (IC Moscati di Pontecagnano), interessata a estendere l’esperienza anche alla scuola primaria. Un segnale importante: l’educazione all’IA e al pensiero critico può, e deve, iniziare presto.

Educare alla complessità, tra tecnologia e realtà
L’hackathon di Salerno rappresenta un tassello concreto della visione di Coding Girls & Women: non solo formare competenze tecniche, ma educare alla complessità, alla lettura critica dei fenomeni e all’uso consapevole delle tecnologie. Perché oggi non basta saper usare l’intelligenza artificiale: serve imparare a interpretarla, metterla in discussione e orientarla al bene comune.

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