Uno studio sperimentale indaga come i giovani italiani valutano le informazioni in formato cartaceo e digitale
Dopo il lavoro dedicato alla fiducia nelle istituzioni, il gruppo di ricerca coordinato da Alessio Muscillo condivide un nuovo studio realizzato anche grazie alla collaborazione attivata nel progetto Fattore J: Paper–Digital Trade-Offs: Preliminary Insights from a Framing Experiment with Italian Adolescents.
La ricerca esplora un tema centrale per l’educazione contemporanea: in che modo il formato, cartaceo o digitale, influenza la percezione, la valutazione e le scelte degli adolescenti? E quanto conta il modo in cui un’informazione viene “incorniciata” (framing) nel determinare atteggiamenti e preferenze?
Un esperimento sul potere del formato
Lo studio si basa su un esperimento condotto con adolescenti italiani, chiamati a confrontarsi con contenuti presentati in modalità differenti. L’obiettivo non è stabilire una gerarchia tra carta e digitale, ma comprendere i meccanismi cognitivi e percettivi che orientano le decisioni dei giovani. I risultati preliminari suggeriscono che:
- il formato non è neutro: incide sulla percezione di affidabilità, impegno cognitivo e qualità dell’esperienza;
- il framing, ovvero il modo in cui un’informazione viene presentata, può amplificare o attenuare tali differenze;
- le scelte degli adolescenti riflettono una negoziazione tra familiarità tecnologica, rappresentazioni culturali e aspettative di performance.
In un contesto in cui la scuola, la sanità e la comunicazione pubblica stanno attraversando una profonda trasformazione digitale, comprendere questi trade-off diventa cruciale per progettare interventi educativi più efficaci.
Ricerca e azione: il valore della collaborazione
Il lavoro si inserisce nel solco delle attività promosse da Fondazione Mondo Digitale attraverso Fattore J, progetto che mette al centro i giovani come interlocutori attivi sui temi della salute, della prevenzione e dell’innovazione. La collaborazione tra ricerca accademica e progettualità educativa consente di:
- raccogliere evidenze empiriche su atteggiamenti e comportamenti giovanili;
- restituire ai decisori e ai formatori strumenti interpretativi aggiornati;
- rafforzare un modello di intervento fondato su dati, sperimentazione e impatto sociale.
Non si tratta solo di osservare come i ragazzi usano il digitale, ma di comprendere come attribuiscono significato ai diversi ambienti informativi. Un passaggio fondamentale per costruire percorsi di educazione critica, consapevole e responsabile.
Verso una cultura dell’equilibrio
Il contributo del gruppo di Muscillo apre nuove domande: come progettare esperienze formative che integrino carta e digitale in modo complementare? Come evitare semplificazioni ideologiche – tecnofile o tecnofobe – e promuovere invece una cultura dell’equilibrio?
In un’epoca in cui le scelte informative incidono sulla salute, sulla partecipazione civica e sulla qualità delle decisioni individuali, comprendere i meccanismi che orientano gli adolescenti significa investire nella loro autonomia.
La ricerca prosegue, ma un primo dato è già chiaro: il futuro non è una scelta binaria tra carta e digitale. È una questione di consapevolezza, contesto e responsabilità condivisa.