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Sostenibilità olistica: Molina a Pact4Future

Alfonso Molina a Pact4Future

Sostenibilità olistica: Molina a Pact4Future

Sostenibilità olistica: Molina a Pact4Future

Educare per trasformare persone, comunità e pianeta

Il futuro non si costruisce senza i giovani. E non si può parlare di sostenibilità senza mettere in relazione persone, comunità e ambiente. È da questa consapevolezza che Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale e Personal Chair in Technology Strategy all’Università di Edimburgo, è intervenuto all’evento Pact4Future 2026, promosso da Corriere della Sera e Università Bocconi
Al centro del suo intervento, una visione chiara: serve un cambio di paradigma. Non basta parlare di sostenibilità ambientale o economica. Occorre un approccio olistico, capace di tenere insieme dimensione interiore ed esteriore.

Dalla sostenibilità “esteriore” a quella “interiore”
"La sostenibilità olistica è una visione a 360 gradi", spiega Molina, "in cui il benessere delle persone è inseparabile da quello del pianeta". 
Per comprenderla, Molina propone il modello dell’ecosistema personale, articolato in sette dimensioni interconnesse:

  • mente e corpo
  • possedimenti
  • relazioni
  • organizzazioni
  • infrastrutture dei territori
  • cultura
  • pianeta

Un sistema complesso che mette in luce un limite degli approcci tradizionali: "Abbiamo lavorato molto sulla sostenibilità esteriore - economia e ambiente - ma abbiamo trascurato quella interiore. E invece un vero programma educativo deve integrarle entrambe".

Oltre ESG: una visione educativa della sostenibilità
Ripercorrendo l’evoluzione del pensiero economico e manageriale - da Peter Drucker a Milton Friedman, fino ai modelli ESG - Molina evidenzia come il concetto di sostenibilità si sia progressivamente ampliato, senza però colmare del tutto la distanza tra individuo e sistema. La proposta della Fondazione Mondo Digitale è quindi quella di riportare l’educazione al centro, come leva per una trasformazione profonda e duratura.

Dalla teoria alla pratica: scuole, territori e “cordate verticali”
Questa visione si traduce in sperimentazioni concrete. Tra queste, un programma educativo basato su uno strumento di autovalutazione ambientale che coinvolge:

  • conoscenze
  • comportamenti
  • ruolo attivo degli studenti

Il modello si estende poi alla scuola, al territorio e alla città, creando una rete educativa allargata. È qui che nasce il concetto di “cordata verticale”: un’alleanza tra scuole, università, imprese e territori per sviluppare competenze, orientamento e consapevolezza. Un’esperienza già avviata in diversi territori romani, dove studenti e studentesse hanno progettato soluzioni concrete, come strumenti digitali per monitorare la qualità dell’aria.

Il ruolo dei giovani: coinvolgersi per cambiare
Alla domanda degli studenti su come contribuire alla sostenibilità, Molina risponde con chiarezza: "La cosa più importante è coinvolgersi". Studiare, prepararsi, partecipare a programmi e iniziative, come Project Drawdown, significa trasformare la consapevolezza in azione. 
Un messaggio diretto alle nuove generazioni, ma anche agli adulti: "La mia generazione ha creato molti dei problemi attuali. La speranza siete voi".

La scuola come motore di cambiamento
La scuola, secondo Molina, è il punto di partenza:

  • adottare una visione olistica
  • lavorare sul territorio
  • attivare progetti concreti
  • costruire alleanze tra docenti, studenti e comunità

"L’innovazione spesso parte da una persona", ricorda. "Ma può diventare un movimento". 
In questo percorso, la Fondazione Mondo Digitale si propone come partner per accompagnare scuole e territori nella costruzione di ecosistemi educativi orientati alla sostenibilità.

Educare alla sostenibilità è educare al futuro
L’intervento si chiude con uno scambio significativo con gli studenti, che confermano consapevolezza e responsabilità verso il futuro. La sostenibilità, emerge chiaramente, non è solo una questione ambientale. È una sfida educativa, culturale e sociale. E soprattutto, è una responsabilità condivisa.

 

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