L’esperienza della docente Pinuccia Botta con il progetto Experience AI
L’intelligenza artificiale non è più un’ipotesi da esplorare né una prospettiva futura da rimandare: è una realtà che attraversa già oggi la scuola, la didattica e le vite di studenti e docenti. Di fronte a questa trasformazione, la sfida non è decidere se occuparsi di IA, ma come farlo: con consapevolezza, spirito critico e strumenti adeguati. È da questa urgenza educativa che nasce Experience AI, il programma formativo internazionale pensato per aiutare i docenti a comprendere come funziona l’intelligenza artificiale, quali sono i suoi limiti e come può essere affrontata in classe non come scorciatoia tecnologica, ma come oggetto di conoscenza, riflessione e responsabilità.
In questo quadro si inserisce l’esperienza di Pinuccia Botta, docente e animatrice digitale dell’istituto comprensivo Campofelice di Roccella (Palermo), che ha scelto di aderire al progetto spinta dalla consapevolezza che, quando si parla di intelligenza artificiale, non si usa il tempo futuro ma il presente.
“È una realtà che caratterizza la nostra vita quotidiana, ho avvertito l'urgenza di non restare spettatrice di questa trasformazione, ma di comprenderne a fondo le dinamiche”, racconta la docente. “Ciò mi ha spinta a cercare una formazione solida che mi permettesse di comprendere e soprattutto di integrare questa tecnologia nella mia didattica, in modo critico e costruttivo”.
La docente è stata conquistata dal programma formativo: “La mia adesione al progetto Experience AI è nata, in primo luogo, dall'esigenza di approfondire il mondo dell'intelligenza artificiale per una mia crescita e formazione personale, in secondo luogo, dalla necessità di acquisire competenze solide per poter guidare come animatore digitale i docenti del mio istituto e, soprattutto, come insegnante, i miei studenti”.
Le formazioni sono solide dal punto di vista teorico ma anche ben strutturate per il supporto pratico immediato che forniscono all'attività in classe. “Altro aspetto che ho apprezzato molto è la varietà e la qualità delle risorse disponibili. I video, gli esempi reali di utilizzo dell'IA, le schede didattiche e le guide per il docente costituiscono un kit di supporto prezioso e molto utile per un accurato e approfondito intervento didattico. Attraverso le interessanti attività pratiche proposte, è possibile trasformare la teoria in un'esperienza d'apprendimento viva. Un aspetto di grande valore, inoltre, è la flessibilità dei materiali che consente di ampliare o ridurre le attività in base alle esigenze specifiche del gruppo classe o in base ai tempi a disposizione”, prosegue Pinuccia Botta.
I contenuti sono preziosi nella didattica quotidiana per il loro approccio interdisciplinare, da temi come l'educazione civica, alla logica, fino alle scienze, rendendo così l'IA uno strumento trasversale e particolarmente versatile. “In particolare ritengo che le attività legate all’uso dei dati nei sistemi IA e al funzionamento dei modelli siano utili per discutere di bias (pregiudizi) e responsabilità algoritmica, per capire come vengono elaborati per fare previsioni e soprattutto per riportare l'idea di macchina intelligente al piano di strumento programmato dall'uomo”.
L’IA è ormai pienamente integrata nella vita delle persone e i suoi cambiamenti non si possono più ignorare, a maggior ragione nella comunità scolastica: “questo progetto ha rafforzato in me la convinzione che l’IA non debba essere un tabù o un elemento di disturbo, ma un nuovo alfabeto fondamentale. I nostri studenti non devono solo imparare a usarla ma soprattutto devono comprendere i meccanismi e i limiti per padroneggiarla responsabilmente. L’IA a scuola ridefinisce il ruolo dell’insegnante, che ha la responsabilità di guidare e aiutare gli studenti a navigare la complessità, insegnando loro a porre le domande giuste e a valutare criticamente le risposte fornite dalle macchine”, conclude la docente.
L'intervista è di Onelia Onorati, ufficio stampa della Fondazione Mondo Digitale.