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Invecchiamento attivo

Nonni in rete
Fondazione Mondo Digitale

Invecchiamento attivo

Invecchiamento attivo

Per primi abbiamo creduto nel ruolo vincente dei giovani per combattere l’esclusione sociale degli over 60 e abbiamo costruito l’alleanza tra scuole e centri sociali anziani. Nel 2002 il primo accordo ufficiale con Ministero dell'Innovazione e Comune di Roma ha dato il via al progetto Nonni su Internet nella Capitale. Poi il riconoscimento nei piani formativi delle scuole. Abbiamo combattuto l’analfabetismo di ritorno, migliorato la qualità di vita di migliaia di anziani e responsabilizzato i nativi digitali. Oggi la metodologia di apprendimento intergenerazionale, una vera e propria scuola di welfare, è un modello di intervento nazionale e transnazionale.

Anche se la pandemia ha accorciato le distanze tra le generazioni portando online il 51,4% degli over 65, rimane ancora alta la percentuale di over 75 fuori dal web (82,8%). Complessivamente, quasi la metà della popolazione italiana (il 48,7%) ha già attivato l’identità digitale Spid ma le percentuali più elevate si registrano nelle grandi aree metropolitane (59,5%) e tra le persone dotate di titoli di studio più alti, mentre i picchi più bassi, rispetto alla media nazionale, si riscontrano al Sud (40,2%) e tra gli anziani (32,1%). [17°Rapporto sulla comunicazione, Censis, 2021). Come agire sugli esclusi e favorire la piena transizione al digitale anche dopo l’emergenza?

Con il programma Nonni su Internet cade il divario digitale ma anche quello intergenerazionale e si instaurano relazioni profonde tra giovani e anziani. Gli studenti delle scuole, nel ruolo di facilitatori naturali dei processi di innovazione, insegnano agli over 60 a usare computer e smartphone, a navigare in Internet, a utilizzare i servizi della pubblica amministrazione e della sanità online, e allo stesso tempo allenano competenze trasversali fondamentali nell’educazione per la vita del XXI secolo. Ci piace definirla tecnologia abilitante, perché trasforma strumenti digitali in potentissimi strumenti sociali contro solitudine, esclusione e isolamento. In sintonia con questa scelta metodologica, anche il kit formativo prevede istruzioni d’uso diversificate per i protagonisti del progetto (Linee guide per nonni, Linee guide per tutor, Linee guida per docenti).

In 18 edizioni in 20 regioni abbiamo coinvolto:
  • 45.000 anziani diplomati
  • 26.000 studenti tutor
  • 2.100 docenti coordinatori

E ormai non riusciamo più a tenere il conto delle diverse declinazioni che sono nate nei territori. Tra le collaborazioni più importanti c’è quella con Poste Italiane per Nonni in rete e con CNA Pensionati per Tra generazioni. L’unione crea il lavoro. Durante il lockdown, grazie al programma Insieme si riparte finanziato dall’Inmi Lazzaro Spallanzani, abbiamo attivato un help desk telefonico e un servizio di videochiamata a distanza animato da giovani volontari e studenti delle scuole superiori di Roma per aiutare i più anziani a sperimentare i principali servizi sanitari online, usare le applicazioni su smartphone e orientarsi tra gli strumenti di assistenza virtuale

Le principali esperienze di invecchiamento attivo e apprendimento intergenerazionale:

 

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